Piazza Affari e le borse europee hanno incrementato le perdite sul finale in seguito alle perplessità dovute agli intoppi sul fronte della riforma fiscale negli Stati Uniti e appesantite inoltre dalla tensione politica attorno alla Catalogna. Il FtseMib ha terminato la seduta in calo dello 0,74% a 22.109 punti e hanno chiuso in calo anche il Dax di Francoforte (-1,12%) e il Cac di Parigi (-0,60%).
Domani, in Spagna, oltre cinque milioni e mezzo di cittadini catalani saranno chiamati a eleggere i 135 deputati del prossimo parlamento regionale, ma soprattutto a dare una indicazione su quello che dovrà essere il futuro del processo di indipendenza che ha sconvolto il panorama politico del paese negli ultimi mesi.
Mentre negli Stati Uniti, per una pura "questione tecnica", Donald Trump potrebbe aspettare fino a gennaio prima di firmare la riforma fiscale ormai giunta al traguardo. Lo ha riferito Gary Cohn, consigliere economico alla Casa Bianca, parlando a un evento organizzato da Axios. Lo slittamento potrebbe verificarsi nel caso in cui i legislatori al Congresso, congiuntamente alla riforma fiscale, non passassero un provvedimento per fare venire meno alcune regole di bilancio che farebbero scattare tagli automatici alla spesa.
Per l'approvazione della riforma manca solo il via libera della Camera, chiamata a rivotare dopo l'ok di ieri in quanto il testo del provvedimento è stato ritoccato prima di essere messo al voto al Senato. Una volta portata a casa la riforma, i legislatori dovrebbero lavorare su quelle deroghe prima della chiusura del Congresso per le festività natalizie. Se non lo faranno, uno dei modi per posticipare i tagli automatici alla spesa sarebbe quello di fare firmare a Trump la riforma fiscale a gennaio.
Lo spread Btp/Bund ha terminato la giornata in ulteriore allargamento a 153,399 punti, fattore che ha contribuito ad appesantire ulteriormente il comparto bancario e, di conseguenza, il listino milanese.
Sul fronte macroeconomico, l'indice dei prezzi alla produzione in Germania è cresciuto dello 0,1% a livello mensile e ha registrato un incremento del 2,5% su base annuale a novembre. Mentre il surplus delle partite correnti dell'Eurozona si è attestato a 30,8 miliardi di euro ad ottobre, in calo rispetto a quella del mese precedente, pari a 39,2 miliardi di euro.
A Piazza Affari, ha brillato Tenaris (+1,24% a 13,05 euro). Barclays ha avviato la copertura sul titolo con raccomandazione overweight e prezzo obiettivo a 16,5 euro. Gli analisti pensano che il business del gruppo abbia "il potenziale per migliorare ulteriormente" beneficiando tra le altre cose delle iniziative strategiche.
In controtendenza anche Mediaset (+1,30% a 3,276 euro). ll mercato ha apprezzato il rinvio dell'udienza con Vivendi su Premium: le due parti avranno infatti più tempo per lavorare a un accordo. Apprezzate inoltre le indiscrezioni di stampa secondo le quali l'importo d'acquisto dei contenuti Mediaset da parte di Telecom I. (che ha perso l'1,49% a 0,729 euro) è lievitato a 460 milioni (senza considerare i diritti sul calcio, calcolati a parte).
Male invece il comparto bancario, con Unicredit -2,9%, Banco Bpm -1,56%, Bper -0,56%, Ubi B. -0,53%, Intesa Sanpaolo -0,14% e Mediobanca +0,37%. Sul resto del listino si segnala Creval (+8,59% a 1,366 euro). L'assemblea ha approvato l'aumento di capitale da 700 mln euro a larghissima maggioranza. Presente il 32% del capitale e via libera col 95,7% dei voti.
Tra le utility, in rialzo Italgas (+0,58% a 5,19 euro). Il gruppo ha sottoscritto con la Banca Europea per gli investimenti un contratto di prestito di 360 milioni di euro per il finanziamento di alcune iniziative volte a potenziare la propria rete distributiva e rendere il sistema di distribuzione del gas ancora più efficiente e sicuro. In rosso invece Enel (-0,75% a 5,275 euro) che attraverso la controllata Enel Green Power Argentina si è aggiudicata i diritti per la costruzione dell'impianto eolico di Pampa da 100 MW. Il colosso energetico investirà circa 130 milioni di dollari. Si tratta del primo progetto eolico del gruppo in Argentina.
In territorio negativo anche Eni (-0,50% a 13,91 euro) che ha avviato la produzione nel giacimento di Zohr, in Egitto, che ha un potenziale di oltre 850 miliardi di metri cubi di gas in posto. Oggi, inoltre, il gup di Milano ha rinviato a giudizio l'amministratore delegato Descalzi, e il suo predecessore, Scaroni, accusati di aver pagato nel 2011 una maxi tangente a politici nigeriani per ottenere dal governo di Lagos la concessione per l'esplorazione del giacimento petrolifero Opl-245.
Campari (-0,54% a 6,42 euro) ha annunciato l'acquisto di Bisquit Dubouchè et Cie dal gruppo sudafricano Distell per 52,5 milioni di euro. Il closing dell'operazione è previsto nel primo trimestre del 2018, mentre il perfezionamento della cessione di Lemonsoda a Royal Unibrew A/S è atteso il prossimo 2 gennaio.
Nel settore del lusso, rimbalzo di YNap (+0,55% a 29,51 euro) dopo che ieri Morgan Stanley ha tagliato le stime sull'ebitda margin. Oggi, invece, Kepler Cheuvreux ha confermato sul titolo la raccomandazione hold e il prezzo obiettivo a 31 euro. Bene anche S.Ferragamo (+0,79% a 21,75 euro) mentre Luxottica ha chiuso in ribasso a 50,95 euro, lasciando sul terreno lo 0,97%.
Fuori dal listino principale, in luce Astaldi (+6,31% a 2,19 euro) che ha completato, con il pool di banche finanziatrici, il processo di ridefinizione dei parametri finanziari al 31 dicembre 2017 alla base della revolving credit facility da 500 milioni di euro. La richiesta di ridefinizione dei covenant era stata presentata al fine di fissare nuovi livelli con un headroom adeguato per accogliere anche gli effetti della svalutazione dell'esposizione del gruppo nei confronti del Venezuela, effettuata in occasione dei risultati trimestrali al 30 settembre 2017.
Poco mossa Astm (+0,08% a 24,45 euro). La joint venture formata da Cmb di Carpi (con una quota del 51%) e da Itinera, controllata da Astm (con una quota del 49%), si è aggiudicata due lotti del nuovo polo ospedaliero della città di Odense in Danimarca. Il valore del progetto è di circa 390 milioni di euro.
Ifine, debutto amaro per Gel all'Aim (-1,15% a 2,57 euro). La società attiva nel settore del trattamento dell'acqua è stata ammessa oggi alle contrattazioni a un prezzo di collocamento pari a 2,60 euro.