Buona chiusura di settimana per le borse europee, con Piazza Affari che si è posizionata sul tetto d'Europa effettuando un ulteriore sprint sul finale di seduta. Il Ftse Mib ha terminato in rialzo dell'1,34% a 22.797 punti, seguito dal Dax di Francoforte (+0,87%), dal Cac di Parigi (+1,13%) e dal Ftse 100 di Londra (+0,73%).
"Si respira una maggiore serenità nell'aria con i mercati azionari che questa settimana hanno tentato la via del recupero, alla luce di tassi governativi che, pur restando su livelli elevati, sembrano causare meno emotività tra gli operatori", hanno affermato gli strategist di Mps Capital Services, puntualizzando però che "negli ultimi giorni sembrano ripresentarsi alcune situazioni pre-correzione dell'azionario, come ad esempio la borsa giapponese che si apprezza nonostante la forza dello yen, o la debolezza generalizzata dal dollaro Usa".
Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in lieve ribasso a 128,593 punti base e secondo Bastien Drut, strategist di Amundi, c'è spazio per un'ulteriore contrazione dei differenziali di rendimento della periferia dell'Eurozona nei prossimi trimestri, grazie al miglioramento dei fondamentali e del saldo primario dei Paesi. "Ciò ha contribuito alla contrazione dei differenziali negli ultimi mesi", ha spiegato l'esperto, "soprattutto quando le agenzie di rating hanno iniziato ad alzare le raccomandazioni di diversi Stati".
A Piazza Affari in luce la galassia Agnelli: Cnh (+3,84% a 11,625 euro) ha chiuso in cima alle blue chip accelerando al rialzo con la pubblicazione dei risultati del primo trimestre 2018 del concorrente Deere, accompagnati da una guidance sull'intero anno superiore alle attese del consenso. Mentre per quanto riguarda Fca (+2% a 18,156 euro) l'attenzione rimane puntata sullo spin-off e sull'eventuale Ipo di Magneti Marelli. In spolvero anche Ferrari (+1,94% a 105 euro) e Exor (+1,06% a 61 euro).
Buona chiusura di settimana per Recordati (+1,47% a 31,13 euro) che ha proseguito nel suo movimento di recupero dopo i forti timori provocati dalla pubblicazione dei risultati relativi al 2017.
Acquisti anche su Pirelli (+2,76% a 7,68 euro) e su Mediaset (+2,27% a 3,245 euro), in rialzo in attesa di notizie sul possibile accordo con Vivendi circa la questione Premium. Ma secondo quanto riferito dall'agenzia Reuters, il termine della battaglia legale arriverà solo dopo le elezioni politiche del 4 marzo.
All'interno del comparto bancario, Unicredit +1,54%, Intesa +1,31%, Mediobanca +0,26%, Banco Bpm +1,57%, Bper +0,25% e Ubi +1,48%. Tra gli altri finanziari, bene Finecobank (+1,34% a 9,66 euro) dopo che Banca Imi ha alzato il prezzo obiettivo del titolo a 9,2 da 8,3 euro alla luce dei risultati 2017. La raccomandazione è stata confermata a hold in quanto per gli analisti "la strategia di crescita sostenibile del gruppo e il modello di business ben diversificato" sono elementi giá scontati dagli attuali prezzi di Borsa del titolo.
Quanto a Eni (+0,95% a 13,63 euro) ha chiuso il 2017 con un risultato netto oltre le attese di 3,43 miliardi, grazie al balzo del 24% del Brent e il taglio dei costi che hanno riportato il gruppo a rivedere l'utile dopo la perdita di 1,46 miliardi registrata lo scorso anno. Buona seduta anche per gli altri titoli oil con Saipem (+1,09% a 3,442 euro) e Tenaris (+1,42% a 13,19 euro).
In lieve rialzo nel settore del lusso Moncler (+0,35% a 28,45 euro). Sul titolo prevale la grande attesa per il Capital Market Day del 27 febbraio, occasione in cui il gruppo potrebbe fornire dei dettagli sulla strategia. Tra gli altri titoli del comparto, in luce Luxottica (+2,24% a 50,72 euro) e guadagni meno marcati per S.Ferragamo (+0,76% a 22,51 euro) e Ynap (+0,29% a 37,8 euro).
Tra le utility, leggero rialzo Snam (+0,38% a 3,696 euro) nel giorno della scadenza del termine per la presentazione delle offerte per il 66% di Desfa, il gestore della rete di trasporto del gas in Grecia, mentre Enel (+1,42% a 4,86 euro) ha proseguito la sua cavalcata sulla scia dei conti preliminari superiori alle attese.
Fuori dal listino principale, si segnalano l'ottima seduta di Autogrill (+3,84% a 11,09 euro), che oggi ha negato la cessione del proprio business italiano, e il crollo di Creval (-12,81% a 7,8 euro), in vista dell'avvio dell'aumento di capitale fissato per lunedì. Il consiglio di amministrazione ha deliberato che le nuove azioni saranno offerte in rapporto di 631 nuove ognuna posseduta, al prezzo di 10 centesimi. I diritti saranno trattati dal 19 febbraio al 2 marzo, con termine ultimo per l’esercizio fissato per l'8 marzo.
Infine, ondata di vendite anche su Italia Independent (-2,04% a 4,8 euro) in scia allo scetticismo sul piano di risanamento e rilancio annunciato ieri sera dal gruppo, che passerà per un aumento di capitale fino a un massimo di 5 milioni di euro. La società, controllata Lapo Elkann, ha iniziato la ricerca anche di una partner strategico, mentre ha chiuso il 2017 con un fatturato preliminare a 25,9 milioni di euro, in calo del 6% rispetto all'anno precedente.