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Piazza Affari giù con i bancari, spread sopra quota 145
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Piazza Affari giù con i bancari, spread sopra quota 145

di Marco Sasso
13 dicembre 2017, 18:00

Sui titoli del comparto ha pesato l'allargamento dello spread dovuto alle indiscrezioni sul fronte politico italiano, secondo le quali le elezioni dovrebbero essere indette a inizio marzo. A Piazza Affari bene Cnh e Stm, dopo l'acquisizione della società specializzata negli strumenti di sviluppo software Atollic

Seduta da dimenticare per la Borsa di Milano, con il FtseMib che ha chiuso in calo dell'1,44% a 22.400 punti, e su cui hanno pesato in particolare i titoli del settore bancario, a loro volta penalizzati dal netto allargamento dello spread Btp/Bund, tornato sopra quota 145 punti base (146,191) rispetto ai 139,152 della chiusura di ieri, in scia alle indiscrezioni in base alle quali le elezioni dovrebbero essere indette già il prossimo marzo.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sembra orientato a sciogliere le Camere entro Capodanno, consentendo così al governo di fissare per il 4 marzo 2018 la data delle elezioni politiche. "La notizia", ha sottolineato Chiara Manenti, economista di Intesa Sanpaolo, "potrebbe aver spinto gli investitori a riesaminare il rischio politico italiano in un contesto in cui la Bce, da gennaio, ridurrà l'ammontare di acquisti mensili del quantitative easing da 60 a 30 miliardi di euro".

L'attenzione degli investitori rimane inoltre focalizzata sull'appuntamento di questa sera alle 20 con il Federal Open Market Committee, in cui è atteso l'annuncio sui tassi d'interesse, previsti in aumento di 25 punti base, e a seguire, alle 20.30, sull'ultima conferenza stampa di Janet Yellen in qualità di presidente della Federal Reserve.

Più contenute le perdite sui principali listini azionari europei, con il Cac40 di Parigi che ha ceduto lo -0,47%, mentre il Dax30 di Francoforte ha chiuso a -0,41%%. Più stabile Londra, in calo dello 0,05%. Il Parlamento europeo ha accolto con favore la relazione congiunta sulla Brexit, con la raccomandazione per il passaggio alla seconda fase dei colloqui. La risoluzione è stata approvata con 556 voti favorevoli, 62 contrari e 68 astensioni. Il listino londinese ha beneficiato anche dell'ottimismo legato ai dati sulla disoccupazione in Gran Bretagna, rimasta stabile al 4,3% annuale nel trimestre concluso a ottobre, al livello più basso dal 1975.

Tra gli altri dati macroeconomici, a ottobre la produzione industriale nell'area euro è rimbalzata dello 0,2% su base mensile ed è aumentata del 3,7% a livello annuale. Il dato ha battuto il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura congiunturale invariata. In Germania, l'indice finale dei prezzi al consumo armonizzato è aumentato dello 0,3% rispetto al mese di ottobre e dell'1,8% su base annua, mentre negli Stati Uniti ha deluso la lettura sull'inflazione core, salita a novembre dello 0,1%, contro le attese degli economisti dello 0,2%.

A Piazza Affari, dunque, male il comparto bancario: Ubi -4,06%, Bper -6,30%, Intesa -1,17%. Unicredit ha ceduto il 4,65%. Equita Sim ha confermato il rating buy sul titolo e il prezzo obiettivo a 20,4 euro. "Il Capital Markets Day di ieri a Londra", hanno spiegato gli analisti, è stato "efficace, rafforzando la nostra raccomandazione buy: nonostante non sia prevista un'accelerazione significativa del derisking, con 4,6 miliardi di cessioni di Npl extra al 2019 rispetto ai circa 15 miliardi attesi, Unicredit ha dimostrato che è in grado di assorbire una tempesta regolamentare che comporterà al 2019 un'altra diminuzione di 90 punti base del Cet1 e ulteriori 230 punti base in meno nel periodo 2020-2024".

Male anche Banco Bpm, che ha lasciato sul terreno il 4,52%. L'ad Giuseppe Castagna ha fatto il punto sulla questione dei crediti non performing, affermando che "La cessione degli Npl è in corso e dovrebbe essere intorno a 1,8 miliardi. Siamo in una fase di binding offer, stiamo ricevendo diverse offerte impegnative e nei prossimi giorni faremo la selezione finale in modo da arrivare entro fine anno".

Tra i pochi titoli in positivo, Stm (+0,86% a 18,78 euro) in seguito all'annuncio dell'acquisizione di Atollic, società specializzata negli strumenti di sviluppo software, con un pagamento in cassa di 7 milioni di dollari, finanziato con liquidità disponibile, e un importo differito, subordinato a determinate condizioni, stimato attualmente intorno a 1 milione di dollari.

Chiusura col segno più anche per Cnh (+1% a 11,16 euro). Il titolo ha beneficiato del report di Banca Imi incentrato sulle prospettive per il Ftse Mib nel 2018. Per il broker, le valutazioni attraenti e la bassa probabilità di utili inferiori alle attese traineranno l’azionario italiano. Imi ha incluso Cnh nel paniere di azioni su cui puntare per il prossimo anno.

Prysmian ha terminato la seduta in calo dello 0,62% a 27,22 euro. La società si è aggiudicata un contratto del valore di circa 80 milioni con Electricity & Water Authority del Regno del Bahrain (Ewa) per la realizzazione del nuovo circuito ad anello in cavo a 400 kV per la trasmissione di energia. La commessa prevede progettazione, fornitura, installazione e collaudo di un collegamento elettrico in corrente alternata a 400 kV e includerà un tratto in cavo sottomarino Xlpe a 400 kV.

Segno meno anche per Eni (-0,85% a 14,02 euro) che ha completato oggi la vendita ad ExxonMobil Development Africa di un interesse indiretto pari al 25% di Area 4, il blocco a gas nel Bacino del Rovuma. I termini della cessione, definita lo scorso marzo, prevedono un pagamento di 2,8 miliardi di dollari, più gli aggiustamenti contrattuali fino alla data del closing.

Fuori dal listino principale, in spolvero Molmed (+13,88% a 0,5045 euro) che ha ottenuto dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) la prima autorizzazione nazionale all'immissione al commercio per il proprio prodotto Zalmoxis. L'accordo prevede un prezzo ex factory di 149.000 euro per singola infusione e avrà effetto a partire da 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

In luce anche Falck Renewables  (+3,379% a 1,591 euro) che ha aggiornato il piano industriale 2017-2021, rivedendone al rialzo gli obiettivi. L'ebitda consolidato è visto a 208 milioni di euro a fine piano, con una cagr del 12% e +3,5% rispetto al target. Il titolo ha beneficiato del favore degli analisti. In particolare, Kepler Cheuvreux ha alzato la raccomandazione sul titolo da hold a buy, con prezzo obiettivo che passa da 1,6 a 1,8 euro. L'aggiornamento del piano al 2021, spiegano infatti gli analisti, prevede "una maggior crescita e una miglior gestione del circolante. Gli obiettivi per il 2017 e il 2018 sono stati alzati e sono oltre le nostre stime, in un contesto di dividendi in crescita". Mentre Equita sim ha posto Falck R. nel suo portafoglio small cap, con prezzo obiettivo alzato da 1,53 a 1,82 euro e giudizio buy confermato.



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