Piazza Affari è tornata ai massimi dal 2007 con il Ftse Mib che ha sfondato quota 40.000 punti, trainato soprattutto dalle operazioni straordinarie che stanno caratterizzando le banche. Ma il resto del listino milanese, soprattutto il settore industriale e in particolar modo le mid and small cap soffrono. Il segmento che le riunisce, Euronext Growth Milan, ha iniziato a riprendersi nell’ultimo mese (+1% circa) con la tregua sui dazi fra Usa e Cina, ma negli ultimi dodici mesi ha perso il 4,4%. E’ anche vero che a giugno dovrebbe cominciare a operare l’Fnsi (Fondo Nazionale Strategico Indiretto), l’umbrella fund a capitale misto pubblico-privato chiamato a investire con un’ottica di lungo termine nelle piccole e medie imprese quotate per aumentare la velocità degli scambi e la liquidità.
Una visione positiva dell’Egm emerge dall’ultimo report redatto dall’ufficio studi di EnVent, che ha messo sotto la lente l’andamento a livello europeo dei segmenti mid and small cap. Secondo la ricerca, i «fondamentali delle società del listino continuano a mostrare un miglioramento strutturale. Dall’analisi emerge che i ricavi dovrebbero passare da 10,419 miliardi di euro nel 2024 (sono le stime dell’ufficio studi, perché non tutte le società hanno pubblicato i conti dello scorso anno) a 15,895 miliardi di euro attesi nel 2026, mentre «l'ebitda dovrebbe più che raddoppiare e l'utile netto triplicare, passando da 554 milioni di euro del 2024 a 1,855 miliardi di euro nel 2026, evidenziando un sostanziale miglioramento della redditività», spiega Franco Gaudenti, ceo di EnVent.
Inoltre, dalla ricerca emerge che nel primo trimestre 2025 è già emersa una ripresa degli scambi (turnover velocity) su tutti i listini Growth europei, «segnale di un recupero della fiducia da parte degli investitori», trainata anche dal progressivo taglio dei tassi da parte della Bce. Certo, resta sullo sfondo il trema dei delisting che Borsa Italiana conosce bene, spesso a causa di valutazioni a forte sconto delle imprese quotate. Gaudenti cita infatti in tal senso il «costante esodo di emittenti con operazioni di delisting, incentivate dai multipli correnti di valutazione espressi dal mercato e strutturate in combinazione con fondi ed operatori di private equity che entrano agevolmente riconoscendo un premio». Tuttavia, allargando lo sguardo agli altri mercati continentali in Europa, «pur non trascurando fattori legati all’attrattività del mercato dei capitali Usa, il driver principale è rappresentato dallo sviluppo dei private markets». Infatti si sta sviluppando in parallelo alla borsa un florido mercato di società private che vengono comprate e vendute più volte dai fondi di private equity.
La capitalizzazione di mercato dell’Egm, fra delisting e calo delle quotazioni, ha registrato un calo significativo negli ultimi anni, passando da un valore di 10,290 miliardi nel 2022 a 7,891 miliardi di market cap nel 2025. «Questa contrazione», riprende Gaudenti, «deriva in gran parte dall'elevato numero di delisting, che non sono stati compensati da nuove attività di ipo, riflesso della persistente debolezza delle dinamiche del mercato primario». Il numero di società quotate è cresciuto (in realtà pare quasi fermo) da 203 nel 2023 a 207 nel 2025, grazie anche alla graduale ripresa dell'attività di mercato e delle nuove quotazioni. Nel corso del primo trimestre del 2025, si sono verificati 6 delisting, di cui 4 opa.
Il capitale raccolto nel trimestre ha registrato, fa notare la ricerca, «un calo significativo, passando da 913 milioni di euro nel 2022 a 180 milioni di euro nel 2024». Il numero di quotazioni ha seguito un'analoga tendenza al ribasso, passando da 26 nel 2022 a 21 nel 2024. Dall'inizio dell'anno sono state effettuate solo 3 ipo che hanno raccolto un totale di 9 milioni di euro, evidenziando ulteriormente la persistente debolezza dei mercati dei capitali nel 2025. E la velocità degli scambi «è scesa bruscamente dall'8,6% nel 1° trimestre 2024 al minimo del 4,7% nel 3° trimestre, prima di riprendersi parzialmente al 6,2% nel 1° trimestre 2025». (riproduzione riservata)