Borse europee a passo di carica, confortate anche dai rialzi messi a segno dagli indici americani. Mentre alla Camera si continua a cercare un accordo sul prossimo presidente della Repubblica, a Milano il Ftse Mib chiude in rialzo del 2,27% a 26.619 punti, seguita da Francoforte (+2,21%), Londra (+1,45%) e Parigi (+2,15%). Sull'altra sponda dell'Atlantico, il Nasdaq segna un progresso quasi del 2%. Bene anche Dow Jones (+0,87%) e S&P (+1,45%).
Sale l'attesa per la decisione che annuncerà questa sera la Federal Reserve in tema di politica monetaria e soprattutto per le parole del numero uno, Jerome Powell, che dovrebbe dare indicazioni sulle mosse sui tassi. Nei mesi scorsi il banchiere aveva preannunciato tre ritocchi del costo del denaro nell'anno in corso, ma gli analisti ormai ne mettono in conto quattro, per combattere l'inflazione arrivata al 7%. Intanto va avanti la stagione delle trimestrali: nella notte sono attesi i numeri di Tesla. Sul piano internazionale, l'attenzione è tutta rivolta verso l'Ucraina, ai cui confini sono schierate truppe della Russia. In giornata il presidente russo, Vladimir Putin ha incontrato in videoconferenze alcuni dei top manager delle aziende italiane, ai quali ha sottolineato l'importanza centrale per Mosca della partnership con Roma.
Guardando ai dati macro, State Street Global Markets ha pubblicato oggi i risultati dello State Street Investor Confidence Index (Ici) relativi a gennaio 2022. Il Global Investor Confidence Index è salito a 89,3, con un aumento di 4,5 punti dall'ultima rilevazione di dicembre di 84,8. L'incremento è stato trainato da un recupero dell'Ici europeo, che è risalito di 18,2 punti dal minimo registrato a dicembre, a un livello di 85,3. L'Ici asiatico è salito leggermente di 1,7 punti a 97,1, ma è stato controbilanciato da un calo di 1,4 punti dell'indice nordamericano che è sceso a 93,6.
Sul fronte delle materie prime, i prezzi del petrolio salgono per la seconda seduta consecutiva, mentre si avvicinano a un nuovo massimo da sette anni, dopo che le scorte settimanali di greggio Usa sono risultate pari a 416,19 milioni di barili, in aumento di 2,377 milioni di barili rispetto alla settimana precedente. Attualmente il Wti guadagna il 2,57% a 87,80 dollari al barile, mentre il Brent sale del 2,23% a 89,12 dollari. Tendenza completamente opposta per l'oro che tratta in calo di oltre un punto percentuale a 1.831 dollari l'oncia. Nel valutario la moneta unica prosegue debole sul biglietto verde a 1,12 (-0,15%). Infine, in attesa del discorso del numero uno della Fed, i rendimenti si mantengono al rialzo: il rendimento del Treasury sale dell'1,790%, mentre in Italia il Btp decennale è all'1,402% con lo spread Btp/Bund che sfiora a 139 punti. (riproduzione riservata)