Borse europee caute, dopo aver perso lo slancio iniziale. Milano chiude sulla parità (+0,01%) appena sotto la soglia dei 27 mila punti (26.969). Deboli anche Francoforte (-0,28%), Parigi (-0,21%) e Londra (-0,07%). Prosegue in rosso Wall Street dove il Dow Jones segna -0,18% e l'S&P -0,68%. Più accentuato il calo del Nasdaq (-1,10%). Il faro resta puntato sulle minute della Fed che saranno pubblicate questa sera (alle 20 ora italiana).
L'incertezza sull'escalation tra Russia e Ucraina e sulla rapidità con cui la Fed potrebbe aumentare i tassi di interesse ha portato a una maggiore volatilità dei mercati. "Gli operatori continuano a monitorare la situazione in Ucraina e guardano avanti alla pubblicazione dei verbali della Fed", puntualizza Tom Essaye di Sevens Report. Intanto il rendimento del Btp decennale è al momento in calo all'1,973% mentre lo spread Btp/Bund è intorno a 162 punti.
Sul fronte macro, da segnalare che negli Usa le vendite al dettaglio sono salite del 3,8% su base mensile a gennaio, battendo nettamente il consenso degli economisti che si aspettavano un dato in aumento dell'1,7%. I prezzi import invece sono aumentati del 2% a livello mensile a gennaio. Infine, la produzione industriale è cresciuta dell'1,4% a livello mensile a gennaio, al di sopra di quanto atteso dal consenso degli economisti al +0,4%.
In netto rialzo i prezzi del petrolio, con il Wti che vale adesso 94,88 dollari al barile (+3,06%) e il Brent che è tornato sopra 95 dollari (a 95,87 +2,77%). Il Dipartimento dell'Energia Usa ha reso noto che le scorte settimanali di greggio Usa sono risultate pari a 411,508 milioni di barili, in aumento di 1,121 milioni rispetto alla settimana precedente (-0,6 milioni il consenso). Le scorte settimanali di benzina sono state invece pari a 247,061 milioni di barili, 1,332 milioni in meno rispetto alla scorsa settimana (+0,5 milioni il consenso). Inoltre, le scorte di carburante raffinato si sono attestate a 120,262 milioni di barili, in calo di 1,552 milioni di barili rispetto a sette giorni fa (-1,7 milioni il consenso).
In rialzo anche l'oro (+0,53%) che tratta a 1.866 dollari l'oncia. Stabile la situazione nel mercato valutario, con la moneta unica che resta a 1,13 dollari. (riproduzione riservata)