Seduta in altalena per le borse europee che dopo un inizio senza verve toccano anche rialzi dell'1% per poi ripiegare sulla parità in chiusura di giornata. Il nervosismo tra gli operatori per le prossime mosse delle banche centrali è palpabile e così sale l'attesa per il dato sull'inflazione Usa di gennaio previsto per giovedì. Si riduce su Milano l'effetto spread, in calo a 158 punti base, mentre il Btp decennale si attesta all'1,84%.
In chiusura di seduta Piazza Affari segna un lieve rialzo dello 0,31%, seguita da Francoforte in progresso dello 0,28% e Parigi dello 0,23%, mentre Londra resta in rosso dello 0,15%. A Wall Street in verde di oltre mezzo punto percentuale il Dow Jones (+0,78%), insieme all'S&P (+0,57%) e al Nasdaq (0,87%).
Sul fronte macroeconomico, la bilancia commerciale degli Stati Uniti ha registrato a dicembre un deficit di 80,7 miliardi di dollari, in aumento rispetto al dato del mese precedente rivisto da 80,2 miliardi a 79,3 miliardi. Il disavanzo è migliore di quello previsto dagli economisti, che si aspettavano un deficit pari a 82,9 miliardi. Infine le vendite al dettaglio delle catene nazionali Usa, nella prima settimana di febbraio, sono salite del 13,3% a livello annuale.
Sul mercato dei cambi, l'euro viaggia attorno a 1,142 dollari e 131,7 yen, mentre il dollaro/yen vale 115,3. Guardando alle materie prime i prezzi del petrolio sono ancora in netto calo in scia ai colloqui sull'accordo nucleare con l'Iran a Vienna. Il Wti arretra del 2,93% a 88,56 dollari al barile, mentre il Brent scende del 2,93% a 89,98 dollari. Il prezzo dell'oro rimane invece a 1.820 dollari l'oncia. (riproduzione riservata)