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Piazza Affari chiude la settimana in rosso, spread oltre quota 150
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Piazza Affari chiude la settimana in rosso, spread oltre quota 150

di Marco Sasso
15 dicembre 2017, 18:15 Ultimo aggiornamento: 18:31

Il differenziale tra Btp e Bund si è allargato fino a 150,996 punti, sulla scia delle tensioni politiche italiane. Sul fronte macroeconomico, l'avanzo commerciale dell'Eurozona è stato pari a 18,9 miliardi di euro. Male il comparto bancario, mentre ha brillato Poste Italiane dopo l'accordo con Cdp

Sottotono anche nell'ultima seduta della settimana l'indice FtseMib di Piazza Affari, che ha terminato le contrattazioni lasciando sul terreno lo 0,44% a 22.094 punti. Sul principale indice milanese ha pesato ancora il comparto bancario, che dopo i guadagni registrati da inizio anno sta soffrendo l'aumento dello spread tra Btp e Bund. Il differenziale tra il rendimento del decennale italiano e l'omologo tedesco ha superato infatti la soglia dei 150 punti base, portandosi a quota 150,996. "Se il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dovesse effettivamente sciogliere le Camere entro la fine dell'anno e indire elezioni anticipate, le tensioni potrebbero aumentare", hanno sottolineato gli strategist di Ig. Debole anche il Cac di Parigi a -0,15%, mentre il Dax di Francoforte ha chiuso a +0,27% e il Ftse100 di Londra è avanzato dello 0,57%.

Nonostante la recente debolezza dell'azionario, Danske Bank in un report ha dichiarato che l'economia è forte e l'espansione a livello globale dovrebbe continuare nei prossimi anni. "Il contesto di crescita, inflazione invariata e pochi rischi nel breve periodo è positivo per gli asset rischiosi come l'azionario", hanno spiegato gli analisti.

Sul fronte macroeconomico, in base ai dati presentati da Eurostat nel mese di ottobre l'avanzo commerciale dell'Eurozona è stato pari a 18,9 miliardi di euro. Negli Stati Uniti, l'indice Empire State Manufacturing è sceso a dicembre a 18 punti rispetto ai 19,4 di novembre, al di sotto del consenso degli economisti (18,6 punti). Sempre negli Usa, la produzione industriale è aumentata dello 0,2%, registrando un incremento per il terzo mese consecutivo.

Tra i singoli titoli di Piazza Affari ha brillato Poste Italiane, che ha chiuso 6,365 euro in rialzo del 4,09%. La società ha sottoscritto con Cassa depositi e prestiti l'accordo sul servizio di raccolta del risparmio postale per il triennio 2018-2020. Per il periodo, la remunerazione annua in favore di Poste Italiane è compresa tra un minimo di 1,55 miliardi di euro e un massimo di 1,85 miliardi di euro.

Bene anche Mediaset (+1,23% a 3,284 euro). L'assemblea degli azionisti, riunita stamattina in sessione straordinaria, ha approvato la modifica dello statuto che di fatto blinda il prossimo cda, quando sarà rinnovato in primavera. L'89,59% del capitale si è espresso a favore della variazione del numero minimo e massimo di consiglieri e della possibilità del board uscente di presentare una lista di candidati per il nuovo cda, oltre alla modifica del meccanismo di elezione degli amministratori, passato da proporzionale puro a maggioritario.

Nel settore del lusso, in positivo Ynap (+0,26% a 30,98 euro) e Moncler (+1,48% a 24,65 euro). Seduta da dimenticare, invece, per Ferragamo (-6,29% a 21,15 euro) dopo l'annuncio del profit warning. La società ha dichiarato non potrà confermare le stime di crescita attese per il 2017.

Male, dunque, anche il comparto comparto bancario, con Banco Bpm -2,33%, Mediobanca -1,99%, Unicredit -1,88%, Bper -0,53%, Ubi B. -0,48% e Intesa Sanpaolo -0,21%.

Segno meno anche per Atlantia, (-0,49% a 26,62 euro). Il ministro dell'Economia spagnolo ha ribadito l'atteggiamento neutrale nei confronti dell'offerta su Abertis, ma ha detto che Atlantia ha bisogno del permesso del governo per l'operazione su Hispasat, incorporata nell'acquisizione di Abertis.

Fuori dal listino principale, male Astaldi (-4,54% a 2,02 euro). L'assemblea dei soci ha dato il via libera all'aumento di capitale fino a un massimo di 35,7 milioni di euro a servizio dell'equity linked bond deliberato a giugno.

In rosso anche Brioschi (-0,58% a 0,0852 euro), che assieme a Camabo srl, società controllata da Bastogi con il 51% e partecipata dalla stessa Brioschi al 49%, si sono impegnate a vendere al Fondo Megatrends Italia un complesso immobiliare a Milano per 102 milioni di euro.

Bene invece Sabaf (+0,78% a 20,78 euro). Giuseppe Saleri sapa, azionista di Sabaf, ha ceduto a Fintel il 6,5% della società attiva nella produzione di componenti per apparecchi domestici per la cottura a gas a 19,5 euro per azione, per 14,625 milioni di euro complessivi.



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