Non è bastato il tentativo di recupero verso il termine della seduta per l’indice FtseMib di Piazza Affari, che ha terminato la settimana in ribasso dello 0,14% a 22.209 punti, con perdite più contenute rispetto alle altre principali piazze europee. Il Dax di Francoforte ha terminato infatti in calo dello 0,27%, mentre il Cac di Parigi ha ceduto lo 0,53% e il Ftse100 di Londra ha lasciato sul terreno lo 0,22%.
Lo spread Btp/Bund, dopo un avvio in allargamento, ha terminato la giornata a 148,675 punti base, poco mosso rispetto alla chiusura di ieri a 148,629 punti. Non hanno destato eccessiva preoccupazione le vicende politiche in Catalogna, dove i separatisti hanno ottenuto la maggioranza dei seggi al parlamento regionale, anche se il premier spagnolo esce come netto sconfitto dalla consultazione. Tuttavia, le divisioni interne al movimento secessionista sulla via da seguire per ottenere l'indipendenza di Barcellona da Madrid rendono estremamente difficile la formazione del governo regionale, aprendo di fatto un periodo di incertezza sulle tempistiche della risoluzione della crisi politica in Spagna.
Sul fronte italiano, il testo della manovra approvato dalla Camera non è ancora arrivato al Senato, dove questa sera si aprirà l'iter per l'approvazione definitiva prevista per domani. Tra la moltitudine di dati macroeconomici rilasciati oggi, è migliorata ulteriormente in Italia la fiducia dei consumatori. Secondo i dati pubblicati dall'Istat a dicembre l'indice del clima di fiducia dei consumatori è passato da 114,4 a 116,6, il top da dicembre 2016, mentre l'indice composito del clima di fiducia delle imprese è rimasto sostanzialmente stabile (da 108,8 a 108,9).
In Gran bretagna il dato definitivo sulla crescita del Pil nel terzo trimestre del 2017 ha confermato le stime preliminari, attestandosi allo 0,4% su base trimestrale. Infine, tanti dati macro provenienti anche da oltreoceano. Negli Stati Uniti, hanno deluso i dati sugli ordini di beni durevoli di novembre (+1,3%, contro il consenso del 2%) e sull’indice di fiducia dell’Università del Michigan di dicembre, sceso più del previsto a 95,9 punti, contro l’attesa di un valore di 97,1 punti.
A Piazza Affari hanno resistito alle vendite Buzzi Unicem (+1,80%), Recordati (+1,51%) e, nel settore del lusso, Moncler (+0,71%) e Ferragamo (+0,36%).
Tra i bancari Mediobanca +0,1%, Ubi -1,01%, Banco Bpm -1,32%, Unicredit -1,61% e Bper -1,97%. Intesa (+0,35%) ha superato i requisiti Srep comunicati dalla Bce. In particolare, il requisito da rispettare in termini di Common Equity Tier 1 ratio è pari all'8,145% secondo i criteri transitori in vigore per il 2018 e al 9,33% secondo i criteri a regime. I coefficienti patrimoniali di Intesa al 30 settembre erano pari al 13% e al 13,4%, rispettivamente. Mentre Credem (-0,92% a 7,01 euro) ha annunciato la creazione della divisione sviluppo per il reclutamento di consulenti finanziari, con l'obiettivo di inserire 130 nuovi professionisti per arrivare a quota 700 consulenti nel 2019.
Poco mossa Saipem (+0,11% a 3,724), che ha perso il lodo arbitrale con Sonatrach e dovrà pagare 135 milioni di dollari, un onere non previsto all’interno della guidance. Il contenzioso in essere è relativo alla costruzione di un impianto in Algeria, secondo il contratto concluso tra le parti il 12 novembre 2008.
In rosso Cnh (-0,35% a 11,340 euro). Iveco Defence Vehicles ha firmato un contratto con il Ministero della Difesa rumeno per la consegna di 173 veicoli militari logistici, da completare entro il 2018. Il titolo non ha beneficiato del giudizio di Banca Akros, che ha mantenuto sul titolo la raccomandazione accumulate con target price a 12 euro. Gli analisti hanno stimato per il contratto un valore sopra i 100 milioni di euro.
Male anche Poste (-0,63% a 6,33 euro), che non è riuscita a festeggiare l'accordo vincolante siglato con Anima (+6,57% a 6 euro) per la partnership nel risparmio gestito. L'operazione prevede la scissione parziale delle attività di gestione di attivi sottostanti a prodotti assicurativi di Ramo I (per oltre 70 miliardi di euro) di cui è titolare Banco Posta Fondi sgr in favore di Anima sgr.
Prysmian ha ceduto lo 0,25% a 27,54 euro dopo essersi aggiudicata un contratto del valore di oltre 150 milioni di euro assegnato dall'operatore della rete elettrica filippina, National Grid Corporation of the Philippines, che riguarda la progettazione e l'installazione di due collegamenti in cavo sottomarino tra le isole Cebu e Negros.
Vendite anche su Italgas (-0,49% a 5,085 euro). Banca Imi ha confermato sul titolo la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 5,7 euro dopo che la società ha sottoscritto con AEnergia Reti un accordo vincolante per l'acquisizione, a fronte di un corrispettivo di 2,2 milioni di euro, di un ramo d'azienda comprendente la concessione e la rete di distribuzione del gas naturale a servizio del Comune di Portopalo di Capo Passero (Siracusa). Gli analisti hanno giudicato questa mossa in modo positivo anche se non si aspettano un impatto sul prezzo di Borsa del titolo nel breve termine.
Invariata invece Eni a 14,02 euro dopo aver decretato il successo del test sulla produzione del pozzo Tecoalli 2 in Messico, che permetterà di raggiungere una produzione di 10 mila barili al giorno. Inoltre, il colosso oil ha siglato con KazMunaiGas un accordo per il trasferimento a Eni del 50% dei diritti di sfruttamento del blocco Isatay nel Mar Caspio.
Sul resto del listino si segnala Falck Renewables (+3,98% a 1,882 euro), che tramite la controllata Auchrobert Wind Energy ha sottoscritto con il gruppo bancario Mufg, Barclays Bank Plc e Banco de Sabadell un contratto di finanziamento in project financing senza ricorso sul socio per un ammontare complessivo di circa 49,3 milioni di sterline, per il parco eolico di Auchrobert (Scozia), operativo dall'aprile scorso.
Infine, buona chiusura di settimana per Sesa (+3,82% a 25,55 euro), società attiva nel settore delle soluzioni It a valore aggiunto per il segmento business e professionale, sostenuta dalla promozione a buy incassata da Banca Imi.