Il Ftse Mib guadagna lo 0,6% e chiude a 33.494 punti. Il calo inaspettato del Pmi servizi nell'Eurozona a novembre ha alimentato i timori degli operatori sulle prospettive di crescita e depone a favore di ulteriori tagli ai tassi d'interesse da parte della Banca centrale europea.
Il dato, nella lettura preliminare, si è attestato a 49,2 punti e quello manifatturiero a 45,2 punti. Il Pmi composito si è quindi collocato sotto la soglia di invarianza, a 48,1 punti, segnando il valore più basso da 10 mesi a questa parte. "Difficilmente la situazione avrebbe potuto rivelarsi peggiore. Il settore manifatturiero dell'Eurozona sta affondando sempre più nella recessione, e adesso, dopo i due mesi precedenti di lieve crescita, anche il settore dei servizi sta iniziando ad essere in difficoltà", commenta Cyrus de la Rubia, Chief Economist di Hamburg Commercial Bank.
Di contro, negli Stati Uniti, la stima flash di S&P Global sul settore dei servizi si è attestata a 57 punti contro i 55 di ottobre e a fronte di stime che la vedevano invariata. Quella sul settore manifatturiero ha registrato un miglioramento rispetto ai 48,5 punti di ottobre, toccando quota 48,8 punti - leggermente sotto le attese a 48,9. Il dato rimane comunque sotto la soglia di invarianza, evidenziando aspettative per un'ulteriore contrazione dell'attività nel settore.
L'euro è sceso al livello più basso degli ultimi due anni con gli operatori che scommettono in tagli dei tassi più aggressivi da parte della Bce per sostenere l'economia della regione. La moneta comune è scesa di oltre l'1% a 1,0335 dollari, il livello più basso dal novembre 2022. Le probabilità di un taglio di mezzo punto dei tassi il mese prossimo sono salite a oltre il 50%, dal 15% circa di ieri.
A Piazza Affari, in rosso i titoli del settore bancario, con Unicredit fanalino di coda (-1,87%). Seguono Bper (-1,52%), Banco Bpm (-1,28%), B.Mps (-1,03%), Intesa Sanpaolo (-0,93%), B.P.Sondrio (-0,89%). In territorio positivo Mediobanca (+0,79%), reduce comunque da vendite significative nel corso delle ultime due settimane, dopo la pubblicazione dei conti per i primi 9 mesi.
Di contro, a guidare i rialzi nel paniere principale sono B.Cucinelli (+3,8%), Diasorin (+3,22%), e Recordati (+2,86%). Da segnalare anche Stm (+1,39%), che allunga il rialzo da +0,6% della vigilia, e Tim (+0,87%), che ha investito 130 mln per far crescere Tim Enterprise nel cloud e costruire un nuovo data center di ultima generazione. Secondo gli analisti di Equita e di Mediobanca Research, la notizia conferma il ruolo più rilevante del business cloud di Enterprise, che nei primi 9 mesi del 2024 ha registrato una crescita del 22% a/a.
Spunti anche su Prysmian (+1,14%), che però tratta sotto i massimi di giornata. La società ha collocato ieri con successo un prestito obbligazionario senior non garantito dual-tranche per un totale di 1,5 mld di euro.
Nel resto del listino, doValue cede il 15,8%. Il prezzo stabilito dal cda per l'aumento di capitale da 150 mln è stato fissato a 0,88 euro. Il prezzo incorpora uno sconto del 25,78% rispetto al prezzo teorico ex diritto delle azioni DoValue sulla base del prezzo di chiusura di ieri. In giornata è arrivata notizia del closing dell'operazione, che valuta l'EV di Gardant a 230 milioni di euro.
Ben intonata Danieli (+1,44%). Secondo gli analisti di MB, la dichiarazione congiunta tra Mimit e Metinvest per promuovere la riqualificazione industriale di Piombino attraverso un grande impianto di produzione di acciaio green da 2,5 mld euro è una notizia "positiva" per la società, che intende partecipare alla jv in misura del 25%.
Da segnalare poi Fincantieri (+0,74%). Il gruppo è nella short-list annunciata dal ministro della difesa norvegese Bjørn Arild Gram per la maxi-gara militare relativa alla fornitura di 5 fregate con un'opzione per altre navi, una commessa che la stampa di settore valuta attorno ai 3 mld euro.
Infine, Reply cede il 3,04% in chiusura. Berenberg ha tagliato il rating a hold da buy, vedendo la valutazione "un po' tirata" dopo il rally del titolo da inizio anno.