Le principali piazze finanziarie espandono le perdite in chiusura di seduta (-1,09% Milano a 27.084 punti, -1,63% Francoforte, -0,61% Londra e -1,54% Parigi) dopo le parole della presidente della Bce, Christine Lagarde, che al termine della riunione del board ha deciso di mantenere i tassi invariati ai minimi storici ribadendo la fine del Pepp per marzo.
"L'incontro di oggi della Bce ha dato un messaggio da falco: il consiglio direttivo ha mostrato una maggiore apertura verso un ritiro anticipato del sostegno di politica monetaria", commenta Konstantin Veit, senior portfolio manager european rates di Pimco. "La prossima tappa è marzo, quando avremo le nuove proiezioni macroeconomiche degli esperti dell'Istituto centrale. Se le proiezioni sull'inflazione, già moderatamente aggressive, saranno caratterizzate da sostanziali revisioni al rialzo per il 2023 e il 2024, la Bce probabilmente contemplerà un percorso di uscita in qualche modo accelerato, uno scenario che il mercato sta già valutando. Il mercato sta ora prezzando un primo rialzo dei tassi di 10 punti base a luglio, il che implica la fine degli acquisti netti di asset già ad aprile. Se, d'altra parte, l'inflazione a medio termine scenderà in linea o al di sotto delle proiezioni attuali, la Bce probabilmente procederà con il pilota automatico per la maggior parte dell'anno", commenta l'esperto. Il rendimento del Btp decennale è salito oltre l'1,638%, ai massimi dal 2020, dopo parole Lagarde sui tassi, mentre lo spread è a 149 punti.
Sull'altra sponda dell'oceano in rosso anche Wall Street, con il Dow Jones che perde lo 0,68%, l'S&P l'1,27% e il Nasdaq il 2,09%. Sul fronte dei dati macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) sono scese di 23 mila unità a quota 238 mila, una rilevazione migliore delle attese, poste a 245 mila.
In rialzo i prezzi del petrolio con il Wti che vale adesso 88,53 dollari al barile (+0,29%) e il Brent 89,72 dollari (+0,29%). In leggero ribasso è invece l'oro (-0,19%) che riesce, però, a mantenersi sulla soglia dei 1.806 dollari l'oncia. Infine, nel valutario si rafforza l'euro, con la moneta unica che balza a 1,14 dollari (+1,25%) dopo i segni di una svolta un po' più da falco della Banca Centrale Europea. (riproduzione riservata)