Piazza Affari e le altre borse europee confermano il rimbalzo in chiusura anche dopo la debole partenza di Wall Street. Milano termina la prima seduta di febbraio in progresso dell'1,53% a 27.225 punti, seguita da Francoforte (+0,74%), Londra (+0,92%) e Parigi (+1,27%). Viaggiano in verde anche gli indici sull'altra sponda dell'Atlantico con il Dow Jones che sale dello 0,10%, l'S&P dello 0,07% e il Nasdaq dello 0,13%.
Sul fronte dei dati macro, l'indice Ism manifatturiero degli Usa si è attestato a 57,6 punti a gennaio, in calo rispetto ai 58,8 di dicembre e al di sotto del consenso degli economisti a 58,3 punti, mentre le spese per costruzioni negli Usa a dicembre, in base ai dati destagionalizzati, sono salite dello 0,2% rispetto a novembre. Il dato ha deluso il consenso degli economisti che si aspettavano una crescita dello 0,7%.
I fari sono già tutti puntati sulla riunione della Banca centrale europea in calendario per domani. "È probabile che la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ribadisca che per un aumento dei tassi di interesse sia troppo presto", afferma Jp Morgan. In sostanza, gli esperti non si aspettano un cambiamento sostanziale nella politica della Bce al meeting di febbraio. Questo non a causa della "mancanza di sorprese nel flusso di dati, ma piuttosto perché è più naturale che la Bce aspetti fino alla riunione di marzo quando saranno disponibili nuove proiezioni macro", affermano gli strategist Fabio Bassi ed Elisabetta Ferrara. Su queste incertezze ritornano in rialzo i rendimenti, con il Btp decennale attualmente all'1,413% e lo spread a 131 punti.
Giornata intensa quella di domani, durante la quale avrà luogo anche la riunione dell'Opec, il cartello dei Paesi esportatori di petrolio. Dal meeting però non dovrebbero arrivare grandi novità, a parte l'ipotesi che l'Arabia Saudita aumenti volontariamente la produzione al di fuori del quadro Opec per evitare il calo della domanda causato dai prezzi più alti. In attesa del cartello i prezzi dell'oro nero trattano in rialzo con il Wti che guadagna lo 0,51% a 86,65 dollari al barile, mentre il Brent scende dello 0,55% a 89,72 dollari. Continua a salire anche il lingotto (+0,60%) che tratta nuovamente sopra la soglia di 1.800 dollari l'oncia. Nel valutario il cambio euro/dollaro è tornato a 1,12 (+0,09%), con la moneta americana che si indebolisce dopo i rialzi della settimana scorsa. (riproduzione riservata)