La conferma di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica, che a sua volta garantisce continuità al governo Draghi, ha sostenuto Ftse Mib nel corso della prima seduta di settimana. Il listino di Milano chiude infatti in rialzo dello 0,94% a 26.814 punti, seguito da Francoforte +0,93%, Parigi +0,09% e Londra +0,13%. Gli investitori italiani valutano anche i dati sul pil diffusi dall'Istat, che hanno certificato una crescita del 6,5% lo scorso anno, mentre a livello europee le stime sono state inferiori alle attese (+0,3% su base trimestrale, +4,6% su base annuale). Negli Usa intanto, Wall Street prosegue contrastata, con il Dow Jones che registra un calo dello 0,04%, mentre l'S&P sale dello 0,63% e il Nasdaq dell'1,84%, mentre si aspettano le trimestrali delle principali big tech.
In rialzo i rendimenti in vista delle prossime riunioni della Bce e della BoE. In Italia il rendimento del Btp decennale è in rialzo all'1,360% mentre lo spread scende si ferma a 128 punti. I prezzi del petrolio si avvicinano a livelli record mentre le tensioni geopolitiche continuano a crescere nell'Europa orientale: il Wti sale attualmente dello 0,68% a 87,41 dollari al barile e il Brent dello 0,66% a 89,10 dollari. Secondo gli esperti, il teatro politico russo-ucraino e la probabile decisione dell'Opec, che non rispetterà gli obiettivi di produzione, dovrebbero mantenere il prezzo del petrolio ad un livello pari o vicino ai 90 dollari al barile questa settimana.
Tra le materie prime tratta in ripresa l'oro (+0,61%) anche se sotto la soglia dei 1.800 dollari l'oncia a 1.795. Nel valutario il dollaro perde terreno verso le altre principali valute in vista delle riunioni delle banche centrali nei prossimi giorni: il cross euro/dollaro guadagna lo 0,33% ma rimane a 1,11. Bitcoin stabile a quota 37.875 dollari. (riproduzione riservata)