Il Ftse Mib archivia la seduta in rialzo dello 0,3% a 33.707 punti.
Negli Stati Uniti, l'indice sui prezzi al consumo di ottobre, nella lettura finale, si è attestato a un +0,2% m/m e a +2,6% a/a, coerentemente alle attese del consenso - così come il dato core, a +0,3% m/m e +3,3% a/a.
Nel frattempo, a Piazza Affari in rialzo i bancari, complici i giudizi positivi espressi dagli analisti di Hsbc. Nel dettaglio, gli esperti hanno avviato la copertura su B.Mps (+1,85%) con rating buy e hanno alzato i prezzi obiettivo su Unicredit (+1,35%), Intesa Sanpaolo (+0,51%), Mediobanca (+0,8%), Banco Bpm (-0,3%), Bper (+1,98%).
In netto progresso De' Longhi (+6,26%), su cui Ubs e Mediobanca Research hanno alzato i target dopo i conti. Brembo, al contrario, scende dell'1,83%: Banca Akros ha abbassato il giudizio sul titolo a neutral da accumulate.
Tra le società che hanno presentato oggi i conti per i primi 9 mesi, invece, si segnala Technoprobe (-3,77%). La guidance per il quarto trimestre si è collocata sotto le proiezioni degli analisti di Equita.
Chiude sotto la parità anche Mondadori (-2,98%). L'utile netto del gruppo nei primi 9 mesi è sceso a 59,3 mln euro dai 66,3 del corrispondente periodo del 2023. La società ha confermato la guidance e avviato un programma di buyback.
Ferretti, dal canto suo, cede il 3,23%. Il gruppo ha chiuso i primi 9 mesi con un portafoglio ordini record da 1,6 mld euro, ricavi in crescita e utile in linea con lo stesso periodo del 2023. La guidance di medio termine è stata confermata, ma quella sul 2024 è stata "prudentemente aggiornata in parte" in attesa della conferma della presa degli ordini provenienti dal mercato americano post elezioni sul segmento composite.
Ancora, Fiera Mi. lascia sul campo il 3,22%. Al 30 settembre, l'utile netto consolidato è sceso a 15,6 mln dai 23,7 mln dei primi 9 mesi del 2023. La guidance è stata rivista al rialzo a includere ricavi tra i 255 e i 265 mln (contro la precedente forchetta tra i 250 e i 255 mln), Ebitda tra i 75 e gli 80 mln (70-75 mln le indicazioni precedenti) e la disponibilità finanziaria netta tra 65 e 70 mln (+5 milioni).
Non si ferma poi il trend discendente di Unidata (-5,26% a 3,06 euro). Gli analisti di Intermonte hanno ridotto il target price a 4,9 euro da 6,5, confermando il buy, dopo un taglio alle stime di Eps tra 2024 e 2026.