Lo scorso febbraio, Mare Group ha lanciato un'opas su La Sia, la prima nella storia sul segmento Egm di Piazza Affari che raccoglie le piccole e medie imprese. E la prima che coinvolge due società, entrambe quotate su Egm, al contrario di quando avviene sul segmento principale di Piazza Affari, attraversato da mesi da una miriade di offerte pubbliche in azioni (ops) o miste liquidità e azioni (opas).
Ora Borsa Italiana ha recepito il cambio di passo e a partire da lunedì 19 maggio l'offerta pubblica di acquisto con concambio azionario viene ben illustrata nel regolamento, tanto che sul mercato qualcuno l’ha definita «Emendamento Mare». Con un recente aggiornamento del Regolamento Emittenti, Borsa Italiana ha infatti chiarito che, nelle operazioni di opa obbligatoria su Egm, il corrispettivo può essere interamente in titoli, senza necessità di offrire un’alternativa in contanti. Una novità che potrebbe aprire la strada a ulteriori operazioni di consolidamento fra le pmi quotate.
Fino ad oggi, le regole su Egm non erano esplicite sull’ammissibilità di operazioni di scambio azionario puro senza opzione in contanti. La normativa di riferimento, l’articolo 106 del Testo Unico della Finanza (Tuf), prevede che nelle opa obbligatorie per cambio di controllo il corrispettivo possa essere composto interamente da titoli solo se questi sono quotati su un mercato regolamentato.
L’interpretazione di questo principio per Euronext Growth Milan, che è un mercato non regolamentato ma un Mtf (Multilateral Trading Facility), non era chiara. L’aggiornamento appena introdotto nel Regolamento Emittenti ha risolto la questione. Infatti, se il corrispettivo dell’opa è costituito da titoli negoziati su Egm, non è necessario offrire un’alternativa cash. Questo principio, già valido per i mercati regolamentati, viene ora esteso esplicitamente anche all'Egm.
Di fatto, si tratta di una legittimazione formale del modello adottato da Mare Group, che diventa ora una strada percorribile per altre operazioni future.
Mare Group, società di ingegneria digitale fondata nel 2001 e quotata dal 2021, ha fatto del concambio azionario il proprio modello di espansione. Dal 2019 ha condotto 11 acquisizioni con questa formula, coinvolgendo imprenditori e manager delle società target nel progetto di crescita, invece di limitarsi a una classica acquisizione finanziaria.
La recente operazione con La Sia, società che opera nell’ingegneria e architettura digitale, è la prima su Egm a seguire questo schema su scala rilevante: l’82,3% del corrispettivo è stato riconosciuto in azioni Mare Group, mentre solo il 17,7% in denaro. A seguito dell’acquisizione del 70,6% di La Sia, Mare Group ha lanciato un’opa sul restante 29,4% alle stesse condizioni, un’operazione apripista tra due società quotate su Egm
Il modello si fonda su un principio strategico che vuole coinvolgere gli imprenditori acquisiti nel progetto industriale, incentivandoli a contribuire alla crescita di lungo periodo.
L’adozione di un modello di consolidamento basato sul concambio tra società Egm potrebbe favorire un’accelerazione nelle operazioni di aggregazione, in un mercato che conta circa 200 società quotate con profili spesso complementari. Se da un lato il modello ops (equity swap) permette agli imprenditori di mantenere un’esposizione sulla crescita del nuovo gruppo, dall’altro riduce l’impatto finanziario delle acquisizioni, evitando un eccessivo ricorso al debito. In una fase in cui molte pmi quotate puntano alla crescita per migliorare la liquidità del titolo e attirare investitori istituzionali, il nuovo quadro normativo potrebbe rappresentare una leva strategica importante. Intanto, l’Egm è in attesa che il Mef, attraverso Cdp, inizi a operare in borsa con il suo nuovo veicolo (Fnsi) un umbrella fund a capitale misto pubblico-privato per incrementare la liquidità delle società più piccole. (riproduzione riservata)