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Piazza Affari ai livelli del 2015 sulla scia della Bce
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Piazza Affari ai livelli del 2015 sulla scia della Bce

di Marco Sasso
11 gennaio 2018, 18:00

Il Ftse Mib ha chiuso in controtendenza rispetto alle altre principali piazze europee sospinta dai titoli bancari e petroliferi. Cross euro/dollaro sopra 1,20 dopo che la Bce ha comunicato un possibile cambio di guidance nella prima parte del 2018. Bene StMicroelectronics e Pirelli

Un'altra seduta positiva per Piazza Affari, che ha raggiunto i livelli massimi dal 2015 nel giorno delle minute della Bce. Il Ftse Mib di Milano ha chiuso la giornata in rialzo dello 0,64% a 23.305 punti, in controtendenza rispetto al Dax di Francoforte (-0,59%) e al Cac di Parigi (-0,29%). In positivo il Ftse100 di Londra, che ha concluso in avanzo dello 0,17%.

Secondo quanto emerso dalle minute della riunione dello scorso dicembre, la Banca centrale europea potrebbe cambiare la sua guidance nella prima parte del 2018 per riflettere meglio l'espansione dell'economia dell'Eurozona, dopo aver annunciato lo scorso ottobre la riduzione degli acquisti dei titoli di Stato all'interno del Quantitative easing, che durerà fino a settembre 2018. Un membro del comitato ha sottolineato, infatti, che sta emergendo "una differenza fra le condizioni economiche favorevoli e la politica monetaria che sembra essere legata ad una situazione di crisi".

Le valutazioni della Bce sono arrivate dopo l'ennesima buona notizia giunta dal fronte macroeconomico: a novembre, infatti, la produzione industriale nell'area euro è aumentata dell'1% su base mensile e del 3,2% a livello annuale, battendo il consenso degli economisti che si aspettavano una lettura a +0,8% mese su mese. Per l'Unione europea a 28, la produzione industriale è cresciuta dello 0,9% su base mensile e del 3,5% su base annuale.

E se da un lato il differenziale tra Btp e Bund ha chiuso in contrazione a 152,495 punti base, dall'altro, dopo la pubblicazione delle minute, l'euro è tornato a guadagnare terreno sul dollaro a quota 1,2035. Secondo Christophe Bernard, Chief Strategist di Vontobel, nel medio termine l'euro proseguirà il suo movimento rialzista fino a raggiungere quota 1,25-1,30 contro il biglietto verde, complice l'attuale surplus delle partite correnti dell'Eurozona. Mentre su un orizzonte temporale più breve, le prospettive per l'euro sono meno rosee. "I nostri modelli proprietari di breve periodo indicano una sopravvalutazione dell'euro contro il dollaro Usa", ha affermato l'esperto. "A nostro parere il valore equo si pone attualmente nel range da 1,10 a 1,15. Inoltre", ha proseguito Bernard, "il 'greenback' è ipervenduto e le previsioni di crescita economica degli Stati Uniti sono smorzate, lasciando spazio a sorprese positive. Gli operatori di mercato devono ancora scontare i tre rialzi dei tassi previsti dalla Federal Reserve per quest’anno". L'esperto ha poi posto l'accento sui rischi politici alla vigilia delle imminenti elezioni politiche in Italia. "Altri venti avversi potrebbero venire dai negoziati finora senza esito per una grande coalizione in Germania e dall’impasse politica in Catalogna", ha concluso lo strategist di Vontobel.

A Piazza Affari ha brillato StMicroelectronics (+2,2% a 20 euro). Credit Suisse ha rivisto al rialzo il target price a 24,5 euro e la raccomandazione a outperform. I ricavi di tutti e tre i settori principali (auto, microcontrollori e sensori) dovrebbero crescere vicino alla doppia cifra nel 2018 e nel 2019, spingendo l'ebit (+70%) nei prossimi due anni.

Solido anche oggi il comparto bancario con Intesa (+0,61%) grazie alle trattative in corso con Intrum per la cessione di un portafoglio di sofferenze da 10 miliardi di euro, Banco Bpm (+1,19%), Bper Banca (+0,49%) e Ubi (+1,26%). In particolare Unicredit (+1,82% a 17,31 euro) ha collocato il primo bond senior non preferred in Italia, con scadenza a 5 anni e per un importo di 1,5 miliardi di euro. Invariata Mediobanca a 9,8 euro, mentre tra gli altri finanziari, ha brillato FinecoBank (+2,39% a 9,65 euro).

Molto bene anche il settore petrolifero con Saipem (+3,65% a 4,032 euro), su cui Bernstein ha alzato la raccomandazione da underperform a market-perform e il prezzo obiettivo da 3,1 a 3,5 euro, e Tenaris (+2,55% a 14,07 euro).

Acquisti su Pirelli (+1,68% a 7,88 euro) su cui Banca Imi ha confermato la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 8,5 euro dopo aver incassato 153 milioni di euro con la cessione dell'1,78% della partecipazione in Mediobanca.

Particolarmente negativa la seduta odierna per il settore del lusso, dove hanno terminato col segno meno Ferragamo (-1,53% a 21,90 euro), Moncler (-1,64% a 25,20 euro), Luxottica (-0,79% a 50,25 euro) e Ynap (-3,58% a 29,66 euro).

Sotto pressione anche Atlantia (-0,82% a 26,48 euro). Continua l'atteggiamento negativo del governo spagnolo contro l'offerta della società su Abertis. Ieri, il ministero spagnolo dell'Energia ha dichiarato che gli avvocati stanno indagando sulla possibilità di bloccare l'offerta del gruppo italiano sulla scia della decisione della Consob Spagnola, la Cnmv, di accendere il semaforo verde all'offerta di Atlantia.

Fuori dal listino principale si segnala Cattolica (+9,64% a 10,35 euro). L'attenzione sul titolo, sempre alla luce del recente ingresso nel capitale della compagnia della Berkshire Hathaway di Warren Buffett, è incentrata sul prossimo piano industriale, che verrà presentato il 29 gennaio.

Si è invece verificata qualche presa di profitto su Unieuro (-1,62% a 14,59 euro) che ha pubblicato buoni risultati trimestrali. Gli analisti hanno apprezzato non solo i conti ma anche l'outlook, con la stagione natalizia che è andata molto bene.



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