Se ieri Piazza Affari si era salvata tra le principali piazze europee nonostante i timori successivi al discorso con toni da "falco" da parte del neo-governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, oggi il Ftse Mib non è riuscito a mantenersi in territorio positivo dopo aver toccato, nel pomeriggio, un massimo intraday di 22.795 punti. Il principale indice milanese ha chiuso infatti la seduta in ribasso dello 0,51% a 22.607 punti, trascinato dalla virata al ribasso di Wall Street e in linea con la debolezza di Francoforte (-0,44%), Parigi (-0,44%) e Londra (-0,72%).
Nel frattempo, nonostante si avvicinino sempre di più le elezioni politiche del 4 marzo, lo spread tra Btp e Bund è rimasto poco mosso a 131,875 punti. Secondo Stefano Andreani, gestore azionario di Lemanik, se da una parte è molto difficile delineare con precisione lo scenario post-elettorale italiano, dall'altra emergono fattori positivi. "Il permanere dell'Italia in Europa e l'appartenenza all'area Euro non sono più oggetto di discussione", ha spiegato Andreani. "Il dibattito si è infatti spostato in modo più decisivo sui temi del lavoro, delle pensioni, dell'immigrazione e della sicurezza. Ci troviamo quindi di fronte a un evento elettorale tutto sommato normale".
Per l'esperto, il perdurare di una situazione di incertezza sui futuri equilibri politici oltre la data del voto potrà però influire negativamente sulla percezione del rischio da parte degli investitori. "Eventuali debolezze del mercato non si possono escludere, ma non sembra ci siano oggi gli elementi per essere troppo pessimisti", ha proseguito il gestore. “Riteniamo che nel corso del 2018 i principali rischi all'interno di uno scenario comunque costruttivo per l'azionario siano da ricercare nelle dinamiche dei mercati internazionali, nella sostenibilità degli attuali tassi di crescita e nella capacità delle banche centrali di leggere in modo corretto gli sviluppi sul fronte dell’inflazione. Un po' di volatilità potrebbe arrivare dal perdurare dell'incertezza politica nel tentativo di trovare un equilibrio stabile dopo il voto", ha concluso l'esperto, "ma la variabile chiave resta sempre la crescita, che nel breve è ancora molto ben supportata".
A Piazza Affari ha brillato Salvatore Ferragamo (+2,21% a 23,14 euro), con il mercato pronto a scommettere su una possibile vendita del gruppo dopo l'uscita dell'amministratore delegato Eraldo Poletto. Bene nel settore del lusso anche Luxottica (+0,78% a 49,36 euro), rimbalzata dopo i recenti cali. Deboli, invece, YNap (-0,05% a 37,78 euro) e Moncler (-0,55% a 28,70 euro).
In luce Mediaset (+1,42% a 3,216 euro) grazie ai conti della controllata Mediaset Espana, che ha dichiarato che staccherà un dividendo di 197,5 milioni di euro complessivi, di cui 120 destinati al Biscione.
Ancora in positivo Poste Italiane (+0,31% a 7,062 euro), dopo il balzo di ieri, che per gli analisti di Banca Akros può arrivare a valere 8 euro. Il broker ha apprezzato la solida posizione finanziaria netta prevista al 2022, che potrebbe permettere alla società di realizzare operazioni di m&a, buy back o un ulteriore incremento del dividendo.
All'interno del comparto, sopra la parità solamente Unicredit (+0,02% a 17,446 euro) e Ubi (+0,15% a 3,969 euro). In rosso Bper Banca (-0,10% a 4,868 euro),che ha annunciato oggi l'avvio del processo di cartolarizzazione di un portafoglio di Npl da 2 miliardi di euro, Mediobanca (-0,87%) e Banco Bpm (-1,22%).
Tra le utility male Italgas (-1,49% a 4,417 euro) che ha annunciato il perfezionamento del 100% del capitale sociale di Ichnusa Gas. Nel resto del comparto giù anche Enel (-1,20% a 4,779 euro), Terna (-1,17% a 4,56 euro), Snam (-0,81% a 3,681 euro) e A2a (-0,55% a 1,456 euro).
Fanalino di coda oggi è risultata Campari (-3,28% a 5,9 euro), che nonostante abbia riportato nel 2017 un utile sopra le attese, ha pagato le stime prudenti da parte degli analisti dopo l'outlook fornito dalla stessa società. Seduta pesante anche per Pirelli (-2,7% a 7,29 euro), Saipem (-2,21% a 3,37 euro), Buzzi Unicem (-2,07% a 20,3 euro) e Tenaris (-1,7% a 14,2 euro).
Fuori dal listino principale, bene Piaggio (+1,55% a 2,36 euro) che ha chiuso il 2017 con un utile netto di 20 milioni di euro, in crescita del 42,3% rispetto ai 14 milioni di euro dell'anno precedente. Mentre Autogrill ha ceduto l'1,91% a 10,29 euro dopo aver reso ufficiale l’acquisto del gruppo tedesco Le CroBag per 65 milioni di euro.