Philips alza la guidance per il 2025 dopo aver ricalcolato l’impatto dei dazi. Il colosso olandese della tecnologia medica si aspetta adesso un margine operativo adjusted compreso tra l’11,3% e l’11,8% per il 2025, in miglioramento di 50 punti base rispetto al precedente outlook.
A maggio, la società aveva tagliato infatti di 100 punti base le previsioni di redditività per l’intero anno, attribuendo la causa ai costi derivanti dalla gestione dei dazi e stimando un impatto fino a 300 milioni di euro. Impatto ora ricalcolato in 150-200 milioni di euro, dopo sostanziali mitigazioni. Confermato, invece, l’outlook relativo alla crescita delle vendite, prevista nell'intervallo tra l’1% e il 3%, con un miglioramento sequenziale nel corso dell'anno.
«Abbiamo fatto ciò che avevamo promesso nella prima metà dell'anno e rimaniamo sulla buona strada», ha commentato l'amministratore delegato Roy Jakobs. Nei primi sei mesi del 2025, Philips ha contabilizzato un fatturato di 4,33 miliardi di euro, in calo rispetto ai 4,46 miliardi riportati nello scorso anno, ma in crescita dell’1% su base comparabile.
L'utile operativo è sceso a 400 milioni, principalmente a causa di un impatto di 538 milioni di euro di proventi assicurativi relativi alle richieste di risarcimento per responsabilità civile di Respironics registrate nel secondo trimestre del 2024. L'Ebita adjusted è cresciuto invece a 540 milioni di euro, mentre l'utile netto si è arrestato a 240 milioni dai 452 milioni dello scorso anno.
Il miglioramento dell’outlook ha messo le ali al titolo di Philips ad Amsterdam, dove, intorno alle 16:20 ore italiane, sale del 10,5% a 24,4 euro per azione portando la capitalizzazione di mercato a circa 23,2 miliardi di euro, con un impatto positivo su Exor, azionista di maggioranza della multinazionale con una quota intorno al 18,7%.(riproduzione riservata)