Pétrus, volano le annate d’antan
Rivalutazione media del 45% per le 16 bottiglie dal 1945 al 1975. Exploit per l’annata 1962, che ma messo a segno un +329%
Poiché la pandemia da Coronavirus ha reso difficile il loro svolgimento nel chiuso delle sale, le aste dei vini, per sopravvivere, si sono moltiplicate, spostandosi però sempre più spesso nell’immensità del web. Con effetti inaspettati: nel travagliato 2020 le vendite all’incanto sono state così numerose che di un vino piuttosto raro come Châteaux Pétrus sono riuscite a trattare 65 annate diverse. E poiché il prezzo di 50 di esse è ora confrontabile con quello spuntato nel 2019, paradossalmente si è presentata per la prima volta l’opportunità di occuparsi di Pétrus avendo a disposizione il materiale necessario per tre puntate di questa rubrica. Non è il caso di coglierla, per evitare d’essere ripetitivi: meglio limitare l’indagine a due puntate, dedicando la prima alle vendemmie più lontane nel tempo, l’altra alle più vicine. In questo caso le sorprese non dovrebbero mancare, e infatti dei 16 millesimi d’antan solo quattro hanno visto diminuire il loro prezzo, come testimonia la tabella: tutti e 12 gli altri hanno registrato aumenti. E che aumenti. Il Petrus 1962 è cresciuto addirittura del 329%. Nel loro complesso, difatti, le 16 annate di Pétrus sono passate dai 43.525 euro del 2019 ai 63.103 del 2020, con un balzo di 19.578 euro, cioè, che sfiora il 45%. C’è da chiedersi se l’emergenza sanitaria provocata dal Covid-19 ha fatto invertire la rotta al vento del ribasso che soffiava da un paio d’anni sui grandi rossi del Bordolese. La prossima settimana si verificherà se anche le annate più giovani hanno fruito dello stesso favore. (riproduzione riservata)
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