Pétrus, in calo le annate recenti
Diminuzione di prezzo media del 9% per le vendemmie dal 2000 al 2015. Sette millesimi su sedici hanno segnato un ribasso nel 2020
Protagoniste di questa seconda puntata sui risultati ottenuti da Châteaux Pétrus alle aste del 2020 sono le vendemmie più recenti, così come nella prima puntata lo erano le più antiche. Il caso ha voluto che siano quelle delle prime 16 annate dell’attuale millennio, a partire dal 2000, ed è questa la prima sorpresa che riserva la tabella di questa settimana, che mette a confronto le loro quotazioni con quelle che avevano spuntato nel 2019. La seconda sorpresa si ha notando fin dalla prima occhiata che la tabella è molto diversa da quella delle vendemmie d’antan: qui i millesimi che hanno subito una diminuzione di prezzo sono quasi la metà, sette su 16.
Ma ancor più sorprendente è che le nove annate il cui prezzo è aumentato non riescono a pareggiare il conto: complessivamente le 16 bottiglie, che nel 2019 valevano 47.476 euro, alle aste del 2020 sono state pagate soltanto 43.142, e i 4.334 euro mancanti all’appello equivalgono a una perdita del 9%. Come mai tanta differenza rispetto alle annate più antiche, i cui prezzi sono aumentati invece del 45%? Il fatto è che ai Pètrus senior sono interessati soprattutto i collezionisti, mentre è su questi Pétrus junior che puntano gli investitori, e sono questi, evidentemente, che incuranti della pandemia continuano a ribellarsi alle speculazioni che avevano gonfiato i prezzi di tutti i grandi rossi bordolesi. Ma il fenomeno sembra in procinto di estinguersi: complessivamente, i prezzi delle 50 annate di Châteaux Pétrus quotate sia nel 2020 che nel 2019 sono aumentati del 9%. (riproduzione riservata)
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