Pétrus, crollano anche i giovani
Calo medio del 17% alle aste per i millesimi che vanno dal 1982 al 2014
L’ultima colonna della tabella di questa settimana non lascia dubbi: il bilancio è di 11 prezzi diminuiti, tre rimasti invariati solo uno aumentato, e quindi conferma che nel primo quadrimestre del 2019 anche le quotazioni delle annate più recenti di Châteaux Pétrus, come già quelle dei millesimi d’antiquariato, hanno subito alle grandi aste internazionali un severo ridimensionamento. In percentuale il ridimensionamento è leggermente inferiore, 17% anziché 18%, ma tradotto in moneta è di 8.345 euro contro i 7.517 delle annate d’antan. E vedersi decurtato di oltre 8 mila euro un investimento che l’anno scorso ne valeva più di 49 mila non è cosa che possa lasciare indifferente chi ha affrontato l’impegno finanziario richiesto dal più famoso Merlot del mondo.
Tanto più che le annate giovani di Pétrus, dal 1982 al 2014, avevano già cominciato l’anno scorso a dar qualche dispiacere a collezionisti e investitori, con un calo del 6% neutralizzato allora dal bilancio positivo delle annate senior, il cui rialzo era superiore alla diminuzione delle junior, mentre questa volta le diminuzioni sono due e si sommano. In totale le 28 bottiglie di Pétrus quotate sia l’anno scorso che nei primi quattro mesi del 2019 hanno decurtato di 15.862 euro un investimento il cui valore è passato perciò da 89.360 a 73.498 euro. Verificheremo nelle prossime settimane se questa ribellione contro i prezzi gonfiati dalla speculazione ha preso di mira solo Pétrus come simbolo o ha investito tutti i mostri sacri di Bordeaux. (riproduzione riservata)
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