I futures del greggio Wti sono aumentati fino al 7% a oltre 80 dollari al barile lunedì 3 aprile, raggiungendo i livelli più alti da oltre due mesi dopo che l'Opec+ nel weekend ha annunciato un taglio della produzione a sorpresa di oltre 1 milione di barili al giorno. Un fatto che complica le prospettive per l'inflazione e i tassi di interesse, dal momento che gli investitori avevano scommesso che un allentamento delle pressioni sui prezzi avrebbe dato motivo alle banche centrali di mettere in pausa l'attuale ciclo di inasprimento monetario. Lunedì, non a caso, il dollaro è in rally sulle maggiori valute, con un rialzo medio, durante le contrattazioni in Asia, fino allo 0,5%. Dal lato della domanda, gli investitori rimangono ottimisti sulla ripresa della Cina, con PetroChina e Cnooc Ltd. che hanno recentemente affermato che un'economia interna in ripresa può contribuire ad attutire l'impatto di una crescita globale più lenta.
Gli impegni di un taglio di circa 1,16 barili al giorno portano il volume complessivo dei tagli dell'Opec+, che raggruppa l'Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio con la Russia e altri alleati, a 3,66 milioni di barili al giorno secondo calcoli di Reuters, pari al 3,7% del totale globale della richiesta. Lo sviluppo di domenica arriva un giorno prima del meeting dell’Opec+, che comprende Arabia Saudita e Russia dal quale il mercato si aspettava 2 milioni di barili al giorno di tagli già in atto fino alla fine del 2023. Il prezzo del petrolio a marzo è sceso a 70 dollari al barile, il più basso negli ultimi 15 mesi a causa della preoccupazione che una crisi bancaria globale avrebbe colpito la domanda. Tuttavia, non erano previste ulteriori azioni da parte dell'Opec+ per sostenere il mercato. Le ultime riduzioni potrebbero aumentare i prezzi del petrolio di 10 dollari al barile, ha detto domenica il responsabile della società di investimento Pickering Energy Partners, mentre il broker petrolifero Pvm ha detto di aspettarsi un balzo immediato dei prezzi.
«Mi aspetto che il mercato apra di diversi dollari in più... forse fino a 3», ha commentato Pvm. Il principale produttore dell'Opec, l'Arabia Saudita, ha dichiarato che taglierà la produzione di 500.000 barili al giorno. Il ministero dell'Energia saudita ha affermato che la riduzione volontaria del regno è una misura precauzionale per sostenere la stabilità del mercato petrolifero. «L'Opec sta adottando misure preventive in caso di qualsiasi possibile riduzione della domanda», il commento di Amrita Sen, fondatrice e direttrice di Energy Aspects. Lo scorso ottobre, l'Opec+ aveva concordato un taglio della produzione di 2 milioni di barili al giorno da novembre fino alla fine dell'anno, una mossa che ha irritato Washington dal momento che un’offerta ridotta aumenta i prezzi e innesca effetti inflattivi. Secondo gli analisti di Citi, alla fine saranno però gli Stati Uniti a trarre in qualche modo vantaggio dalla mossa dell’Opec+. Infatti la banca d’affari statunitense «continua a credere che lo scisto Usa a basso costo abbia ampie possibilità di crescita quando qualcun altro, per esempio l'Opec+, cerca di alzare il prezzo». (riproduzione riservata)