Inditex chiude il primo semestre in corsa, ma l’ebit delude il mercato. Con un fatturato pari a 19,8 miliardi di euro, il colosso galiziano a capo di Zara, Bershka, Stradivarius e Massimo Dutti ha archiviato la prima metà dell’anno in crescita del 7,6%, un risultato che riflette la buona accoglienza dei consumatori delle collezioni primavera/estate, con un discreto andamento sia nei negozi fisici sia online. «Ci aspettiamo oggi una reazione del prezzo leggermente positiva, vista la solidità dell’andamento commerciale attuale e la crescita delle vendite a cambi costanti nel secondo trimestre 2026», hanno dichiarato gli analisti Citi. La seduta ha tuttavia smentito le attese. Sul listino di Madrid il titolo ha ceduto circa il 3%, penalizzato dagli investitori più per lo scostamento sui margini del trimestre che per la solidità dei conti nel loro complesso.
Il margine lordo si è attestato a 11,6 miliardi (+8,3%) in miglioramento di 40 punti base rispetto al primo semestre 2025. L’ebitda ha raggiunto 5,5 miliardi, salendo del 7,8%, mentre l’ebit si è fermato a 3,8 miliardi (+7,6%) deludendo le aspettative del consensus di 3,92 miliardi. Passando ai costi operativi, sono saliti dell’8,3%. Anche l’utile ante imposte è in salita del 6,8% a 3,8 miliardi, mentre i profitti netti hanno toccato quota 3 miliardi, in aumento del 6,8% sul primo semestre dello scorso anno. La generazione di cassa rimane il punto di forza del gruppo spagnolo. I fondi da attività operative si sono attestati a 4,1 miliardi (+11%) e anche la posizione finanziaria netta è in ascesa del 4%, raggiungendo 10,4 miliardi.
Sul fronte geografico, l’area Europa extra Spagna si conferma la principale per il gruppo, pesando per il 51,5% sulle vendite, seguita dalle Americhe con un peso del 17,9% e dalla Spagna al 15,6%. L’Asia e resto del mondo sono invece in leggera flessione (-1%) al 15%. Guardando alla rete, il numero complessivo dei negozi è sceso a 5.444 unità al 31 luglio, contro le 5.528 dello stesso periodo del 2025, a causa del piano di ottimizzazione retail che privilegia store di maggiori dimensioni. Zara conta oggi 1.487 negozi (-47), mentre Pull&bear ne ha 789, in calo di 12 store. Anche Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Zara home e Oysho hanno subito chiusure di punti vendita poco strategici. Fa eccezione Lefties, che sale a 223 punti vendita (+13).
Il management segnala un avvio incoraggiante della stagione autunno/inverno. Tra il 1° agosto e il 7 settembre le vendite in negozio e online sono cresciute del 9% rispetto allo stesso periodo del 2025. Visto i risultati positivi, il gruppo conferma i risultati già comunicati per l’intero esercizio, con la crescita dello spazio commerciale lordo nel 2026 attesa intorno al 5%, con un contributo netto positivo in termini di superficie e una solida tenuta delle vendite online. Confermato l’impatto negativo dell’1% dei cambi sul fatturato annuo e un margine lordo atteso stabile. Sul fronte degli investimenti, Inditex stima un capex ordinario di circa 2,3 miliardi di euro e ribadisce il pagamento, il prossimo 2 novembre, del dividendo finale relativo all’esercizio 2025, pari a 0,875 euro per azione. (riproduzione riservata)