Perdite rilevanti per Chambertin
Diminuzione media del 20% per le 16 annate dal 1964 al 2000 passate in asta. Risultati più favorevoli per Chambertin-Clos de Bèze
Dopo Romanée-Conti e Musigny è inevitabile prendere in esame le quotazioni dello Chambertin: è il terzo vertice fra i rossi di Grand Cru della Borgogna. Il suo prestigio è determinato dalla rarità della produzione consentita dalla piccola estensione del vigneto, poco più di 13 ettari situati nel comune di Gevrey-Chambertin, nella Côte de Nuits, frazionati tra una ventina di proprietari. Ci sono però anche altri otto vigneti circostanti che hanno la stessa appellation d’origine contrôlée, ma con l’aggiunta di una seconda indicazione territoriale collegata con un trattino, come Griotte-Chambertin e Charmes-Chambertin, per esempio. Sono anch’essi dei Grands Crus, ma non della stessa rilevanza: il vino di uno solo, infatti, lo Chambertin-Clos de Bèze, può essere venduto come Chambertin Aoc.
L’eccellente reputazione non è bastata però a proteggere questo illustre rosso dalla ventata di ribasso che ha investito quest’anno con particolare intensità i Pinot Noir della Borgogna: la tabella, che espone i 16 risultati più significativi ottenuti dalle vendemmie del 20° secolo per le quali è possibile confrontare il prezzo attuale con quello dell’anno scorso, testimonia perdite piuttosto rilevanti. Complessivamente, nel 2022 le 20 annate del 1900 costavano 136.927 euro, mentre adesso la loro quotazione globale è scesa a 110.103. Il calo di 26.824 euro segnala una perdita del 20%. Curiosamente le rare volte in cui lo Chambertin-Clos de Bèze si è presentato sul mercato col suo nome anziché come Chambertin, la sua quotazione o è scesa pochissimo o è addirittura rincarata. (riproduzione riservata)
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