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Perché tutti vogliono la Banca del Mezzogiorno? Ecco i numeri dell'economia del Sud
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Perché tutti vogliono la Banca del Mezzogiorno? Ecco i numeri dell'economia del Sud

02 luglio 2026, 14:31 Ultimo aggiornamento: 19:43

Il Meridione cresce più del Nord Italia per il quarto anno consecutivo: non succedeva dal boom economico. L’Abruzzo traina l’economia, mentre la Puglia rallenta

?????Per l’acquisizione della Banca del Mezzogiorno ci sarebbero quattro istituti: Credit Agricole, Credem, gruppo Bcc Iccrea (quest’ultima in cordata con la Banca Popolare di Puglia e Basilicata) e, secondo le ultime indiscrezioni, anche Unicredit. Queste le manifestazioni d’interesse giunte sul tavolo di Mediocredito centrale – braccio operativo del ministero dell’Economia che di fatto controlla l’ex popolare di Bari. 

Storicamente, la Banca del Mezzogiorno è un istituto da sempre attento allo sviluppo e al rilancio delle aree del Sud Italia. La banca ha anche una forte presenza territoriale, grazie ai 217 sportelli distribuiti in 9 regioni. Insomma, è uno degli istituti di credito principali del Meridione e, secondo indiscrezioni di mercato, la base d’asta per la vendita si aggirerebbe intorno ai 500 milioni di euro. Ma, essendo una banca che si rivolge soprattutto alle famiglie e alle pmi, come sta in questo momento l’economia del Mezzogiorno?

Il rallentamento della Puglia

La regione più interessata dalle vicende dall’ex Popolare di Bari è sicuramente la Puglia. L’economia del «tacco» dell’Italia, sebbene in crescita, nel 2025 è rallentata: in base all’indicatore della Banca d’Italia, il prodotto sarebbe aumentato dello 0,4%, inferiore sia a quello del Mezzogiorno (0,7%) che alla media italiana (0,5%). Sull’andamento dell’attività economica hanno influito la debolezza di industria e servizi e il calo dell’agricoltura. Bene, invece, il settore delle costruzioni.

A pesare sulla Puglia è stato l’andamento del settore siderurgico – con l’ex Ilva di Taranto sotto ai suoi valori produttivi storici –, dell’alimentare, del tessile e della chimica. Oltre all’elevata instabilità geopolitica. Bene invece settori come l’energia, l’estrattivo, l’elettronica e le aziende meccaniche.

In controtendenza il settore delle costruzioni che nel 2025, in base alle stime di Prometia, ha visto crescere il suo valore aggiunto del 3,4%, un dato superiore alla media italiana (2,4%). Questo andamento è stato possibile grazie anche ai lavori previsti nell’ambito del Pnrr.

Aumentano i prestiti bancari

Passando al lato della richiesta di credito in Puglia, nel 2025 i prestiti bancari per imprese e famiglie sono cresciuti: +2,4% rispetto all’anno precedente. Questo aumento è in linea con quanto osservato nel Mezzogiorno e superiore alla media nazionale.

Anche la richiesta di credito da parte del settore produttivo, dopo due anni di contrazione, nel 2025 è tornata a crescere dell’1,9%. Una dinamica che ha interessato soprattutto le imprese di maggiore dimensione e il settore dei servizi. 

La veloce crescita del Sud

Per quanto riguarda una panoramica complessiva sullo stato di salute del Meridione, i dati di Svimez (associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) hanno registrato una crescita del pil dello 0,7% del Mezzogiorno, superiore sia a quella italiana (+0,5%) sia a quella del Nord-Est (+0,4%) e Nord-Ovest (+0,3%). La zona con la miglior crescita però è il Centro con un +1%. In ogni caso, dal 2022 al 2025, il prodotto interno lordo dell’intero meridione è cresciuto del 9,5%, ben 2,3 punti percentuali sopra alla media nazionale. Nel Sud spicca il dato dell’Abruzzo (+1,9%) che ha trovato sostegno in una crescita dell’industria (+1,3%), e soprattutto in una forte accelerazione dell’attività delle costruzioni (+21,9%).

Per il quarto anno consecutivo l’espansione del pil meridionale è più sostenuta che nel resto d’Italia. «Un periodo temporale di questa estensione costituisce una circostanza unica nelle serie statistiche omogenee disponibili dal 1980. Una crescita stabilmente superiore del Sud era avvenuta soltanto negli anni del boom economico, ma nell’ambito di un processo di sviluppo nazionale a tassi molto sostenuti», sottolinea il rapporto Svimez. (riproduzione riservata)



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