I dazi statunitensi del 50% sulle importazioni di rame annunciati martedì notte dal presidente Trump potrebbero avere «un effetto positivo per Prysmian», ha spiegato la società italiana in una nota inviata a Bloomberg. Il gruppo guidato dall’ad Massimo Battaini, leader mondiale nella produzione di cavi per energia e telecomunicazioni, è infatti il più grande acquirente di rame a livello globale, secondo quanto riferito dalla stessa società.
A seguito delle dichiarazioni legate ai nuovi dazi annunciati da Trump, le azioni Prysmian hanno registrato un rialzo fino a quasi il 4% mercoledì mattina 9 luglio a Piazza Affari a 61,86 euro.
Secondo l’analista Lucas Ferhani di Jefferies, l’azienda è «ben posizionata per trarre vantaggio rispetto ai concorrenti locali più piccoli e ai produttori stranieri», grazie anche alla capacità della controllata Usa, Encore Wire, che produce in maniera integrata fili e cavi elettrici in rame e alluminio utilizzati per la trasmissione e distribuzione di energia.
Anche Citi sottolinea il vantaggio competitivo derivante dalla struttura produttiva verticale di Prysmian negli Stati Uniti. L’analista Vivek Midha spiega che la divisione americana del business a bassa tensione si approvvigiona di rame direttamente da una miniera di Freeport in Arizona e gestisce un impianto di trasformazione (copper rod mill) in Texas, evitando così di acquistare il rame lavorato da fornitori esterni.
«Questa struttura domestica e integrata verticalmente conferisce a Prysmian un vantaggio competitivo rispetto agli attori più piccoli», aggiunge Midha.
I nuovi dazi Usa sul rame sono parte di un pacchetto più ampio annunciato da Trump, che comprende anche misure contro farmaci importati e altri beni strategici. Sebbene alcune analisi, tra cui quelle raccolte da Bloomberg, indichino che misure così drastiche potrebbero comprimere i margini di produttori come Prysmian, la struttura produttiva locale e l’autonomia operativa potrebbero invece offrire al gruppo italiano una posizione di forza nel medio termine.
Gli analisti di Equita confermano mercoledì il rating hold e il prezzo obiettivo di 68,5 euro su Prysmian e sottolineano il «rafforzamento dei margini nel business statunitense della bassa tensione, al netto di eventuali effetti sulla domanda. Grazie alla piena integrazione verticale negli Usa - attraverso l’acquisizione di Encore Wire – Prysmian risulta ben posizionata rispetto alla concorrenza». (riproduzione riservata)