All’indomani dello swap da 500 miliardi di yuan per sollevare le borse, venerdì 11 ottobre Shanghai cede l’1,95% alle ore 7:30 italiane, mentre Hong Kong è chiusa. Intanto il Nikkei sale dello 0,6%, mentre il rendimento del T bond Usa decennale scende al 4,068% e i futures sul Nasdaq viaggiano attorno alla parità.
Perché le borse cinesi tornano sotto pressione nonostante il bazooka della banca centrale? Gli investitori aspettano la conferenza stampa del ministero delle finanze prevista per sabato. I mercati stanno ipotizzando che il governo annuncerà un importante pacchetto di stimoli fiscali che dovrebbe oscillare tra 2 e 3 trilioni di yuan (fra 282,8 e 424,2 miliardi di dollari). In questo senso Pechino dovrebbe sostenere non tanto direttamente le borse come con lo swap, ma l’economia, che viaggia più in direzione di deflazione che di crescita, con i consumi interni fiacchi.
La Banca centrale della Corea del Sud ha tagliato i tassi di 25 punti base al 3,25% durante la riunione di ottobre, segnando la prima riduzione da maggio 2020 e allineandosi alle stime. La mossa ha portato i costi di prestito al minimo da due anni dopo l'allentamento dell'inflazione, l'indebolimento della produzione economica e gli sforzi delle famiglie per frenare il debito alimentato dai mutui.
Legendary Entertainment LLC, lo studio dietro a Dune e Godzilla contro King Kong, è in trattative avanzate per rilevare la quota di Dalian Wanda Group nella società, secondo quanto riporta Bloomberg. Il gruppo cinese cerca di liquidare una delle sue acquisizioni all'estero di più rilevanti. Legendary e Apollo Global Management sono infatti pronte ad assumere il controllo della società. Wanda ha acquisito lo studio cinematografico per 3,5 miliardi di dollari nel 2016, mentre Apollo ha acquistato una quota di minoranza per 760 milioni da Wanda nel 2022.
Le azioni a Wall Street sono scese dopo l’inflazione più alta del previsto e un ammorbidimento nel mercato del lavoro. Gli investitori si chiedono se la Federal Reserve sceglierà la strada di un taglio dei tassi più contenuto a novembre o se addirittura farà una pausa nel programma di riduzione del costo del denaro.
Dopo un rally che ha toccato nuovi massimi storici, l'S&P 500 ha fatto una pausa giovedì. Sebbene gli ultimi dati economici non siano stati percepiti come catastrofici, hanno comunque evidenziato la sfida di riportare l'inflazione al target del 2% della Fed senza raffreddare troppo il mercato del lavoro.
Per ora, i trader obbligazionari continuano a scommettere che la banca centrale taglierà di 25 punti base il mese prossimo. L'S&P 500 ha chiuso in calo, mentre il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni è leggermente sceso. (riproduzione riservata)