Ariston alza la guidance 2025, ma non abbastanza e l’azione arretra del 2,99% a 4,612 euro. Dopo i conti in crescita nel primo semestre, il gruppo che produce impianti di riscaldamento e climatizzazione, ha modificato i target per fine anno.
In precedenza aveva previsto una crescita organica tra 0% e +3% e un margine ebit rettificato superiore al 7% per il 2025. Ora la forchetta sulla crescita è stata ristretta a +1%-3% di riflesso alla crescita organica più forte nel primo semestre (+3%; +3,6% nel solo secondo trimestre, oltre le attese del consenso) e alla ripresa della domanda di riscaldamento in Europa, alla solida performance del segmento acqua calda e a un mix di prodotto più favorevole. Tuttavia, a metà intervallo, nota Citi, ciò implica un rallentamento evidente della crescita nella seconda metà dell’anno.
D’altra parte, la conferma della guidance 2025 sui margini (superiori al 7%) implica un miglioramento più marcato nel secondo semestre su base annua (oltre +100 punti base contro i soli +50 punti base nel secondo trimestre). «In teoria, i ricavi stagionalmente più forti nel secondo semestre, durante la stagione del riscaldamento, possono contribuire a compensare l’impatto negativo degli investimenti in vendite e ricerca & sviluppo che hanno pesato sui margini del gruppo», spiega Citi.
Dopo le rettifiche per il riconsolidamento della controllata russa (Ariston Thermo Rus), l’ebitda rettificato è salito nel primo semestre a 124,5 milioni con un margine del 9,6% sui ricavi netti, dai 113,2 milioni (8,9%) nel 2024. L’ebit rettificato è migliorato a 65,9 milioni (da 57) con un margine salito dal 4,5% al 5,1% (+13,9% a 31 milioni nel solo secondo trimestre).
I ricavi sono cresciuti dell’1,4% a 1,292 miliardi, di cui 644 milioni nel secondo trimestre (+3,6% su base organica annua) grazie al miglioramento del business del riscaldamento. L’utile netto ha registrato un forte miglioramento a 58,7 milioni dalla perdita netta di -31,9 milioni nel 2024 (38,6 milioni l’utile netto rettificato dai 29,2 milioni del 2024) come il free cash flow passato a -14,1 milioni dai -23,9 milioni del primo semestre del 2024, grazie a una gestione più efficiente del capitale circolante netto, parzialmente compensato dall’aumento degli investimenti, in linea con le previsioni. Mentre l’indebitamento finanziario netto è aumentato da 602,7 a 679,8 milioni dopo la distribuzione agli azionisti e le acquisizioni completate.
«In un contesto geopolitico e di mercato globale complesso, il gruppo Ariston resta focalizzato sull’esecuzione della propria strategia di crescita, combinando iniziative organiche e azioni di natura straordinaria per generare valore nel lungo termine», ha sottolineato il presidente esecutivo, Paolo Merloni, ricordando la conclusione della partnership strategica con Lennox, per accelerare la crescita del business nel riscaldamento dell’acqua in Nord America, e il completamento di due acquisizioni per rafforzare ulteriormente la divisione componenti.
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L’ad, Maurizio Brusadelli, ha aggiunto: «continuiamo a semplificare il nostro modello operativo, investendo al contempo in iniziative commerciali, digitalizzazione e ricerca e sviluppo per sostenere la crescita futura». Le prospettive di medio termine restano invariate, con l’attesa di una crescita organica dei ricavi «mid-single-digit, sostenuti dalla ripresa della domanda e da un mix più favorevole di prodotti e geografie.
Nel complesso, per Citi i risultati di Ariston sono solidi. Ma, nonostante la guidance modificata sulla crescita organica «non ci aspettiamo cambiamenti significativi delle stime del consenso per l’intero 2025. Inoltre l’innalzamento della guidance sulla crescita appare prudente nel contesto di un mercato delle pompe di calore in miglioramento. Il consenso si aspetta già una crescita organica del +2,7% per l’anno, quindi non consideriamo questa revisione della guidance una sorpresa. I dati dei competitor hanno confermato un forte aumento delle vendite di pompe di calore in Germania, ma anche una persistente debolezza nelle vendite di caldaie, il che ha penalizzato il mix per i competitor. Considerando che il titolo Ariston ha subito vendite in borsa già questa mattina prima dei risultati, riteniamo che la pubblicazione dei conti possa sostenere un parziale recupero dell’azione su cui manteniamo il rating buy e il target price a 5,10 euro». (riproduzione riservata)