Abn Amro rimanda al prossimo anno qualsiasi valutazione sulla sua posizione patrimoniale e su un potenziale ulteriore buyback. La banca olandese ha completato il suo ultimo riacquisto di azioni da 500 milioni di euro a maggio. Con la presentazione dei conti trimestrali ha preferito posticipare al secondo trimestre del 2025, dal quarto trimestre stimato in precedenza, ogni decisione in merito e non fornire neppure i dettagli sul valore di un eventuale nuovo buyback, anche se gli analisti se lo aspettano intorno a 400 milioni.
A detta degli esperti di Rbc Capital Markets questo ritardo, che la banca ha attribuito «alla nuove normative sul capitale che richiedono più tempo del previsto», è «deludente, nonostante un buon set di risultati». La mancanza di visibilità fa cadere l’azione alla borsa di Amsterdam dell’1,82% a 14,86 euro anche se l’utile trimestrale di Abn Amro ha superato le attese degli analisti. Nel terzo trimestre, infatti, si è attestato a 690 milioni di euro, in calo del 9% rispetto ai 759 milioni di un anno fa ma al di sopra delle previsioni del consenso a 563 milioni. Il Roe è sceso all'11,6% dal 13,6% dello stesso periodo del 2023. Meglio il margine di interesse, migliorato del 6,8% a 1,64 miliardi (1,61 miliardi la stima del consenso), e le commissioni a 478 milioni (+8,1% su base annua contro una stima di 466,6 milioni). La banca ha confermato la sua previsione di un margine di interesse a fine esercizio a 6,4 miliardi, in leggero aumento rispetto alla guidance precedente di 6,3 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il coefficiente patrimoniale, il Cet1 (Basilea III), è risultato pari al 14,1%, sopra le stime degli analisti al 13,9%, mentre quello sui criteri Basilea IV al 14%. Proprio per completare l'adeguamento a Basilea IV, l'istituto di credito dei Paesi Bassi ha deciso di rinviare all'approvazione dei risultati del secondo trimestre 2025, prevista per agosto, la valutazione relativa alla posizione del capitale e a un piano di riacquisto di azioni. «Per fare una valutazione corretta, dovremmo adottare alcune ipotesi prudenti per queste incertezze sull'implementazione», ha spiegato il direttore finanziario, Ferdinand Vaandrager, a Bloomberg tv. «Quindi, piuttosto che basarci su questo nel quarto trimestre, abbiamo deciso di rimandare il momento della valutazione al secondo trimestre del prossimo anno». Entro quella data, tra l’altro, Abn Amro avrà probabilmente anche completato l'acquisizione di Hauck & Aufhäuser Lampe Privatbank AG in Germania, ha aggiunto Vaandrager.
Come altre banche Abn Amro ha beneficiato dei tassi di interesse più elevati, un vento a favore che ora sta svanendo poiché le banche centrali hanno iniziato a tagliare i tassi. La banca è anche alla ricerca di un sostituto per l'amministratore delegato, Robert Swaak, che si dimetterà l'anno prossimo. Senza contare che l’Olanda è tra i Paesi europei che cercano di uscire dalle partecipazioni acquisite nelle banche durante la crisi finanziaria. Lo Stato olandese, che rimane il maggior azionista di Abn Amro dopo il salvataggio, punta a ridurre la sua quota a circa il 30% dal 40,5%. (riproduzione riservata)