Per la prima volta in Italia: l’America’s Cup si assegna a Napoli nel 2027
La 38ª edizione dell’America’s Cup segna un passaggio storico: il trofeo sportivo più antico del mondo verrà assegnato per la prima volta in Italia, con il Golfo di Napoli come campo di regata. Tra nuove regole di governance, il ruolo centrale di Louis Vuitton e l’ingresso dell’America’s Cup Partnership
Palazzo Reale, Napoli è qui, tra gli affacci sul Golfo, le stratificazioni borboniche e un’eleganza di lunga tradizione, che l’America’s Cup ha scelto di raccontare il proprio futuro. Non una semplice conferenza stampa, ma una vera dichiarazione d’intenti: la 38ª edizione della Coppa America, in programma nel 2027, vuole parlare al mondo non solo di vela e tecnologia, ma anche di cultura, identità e visione mediterranea.
La presentazione ufficiale a Palazzo Reale ha segnato l’avvio concreto del percorso verso Napoli 2027, accompagnata da due annunci centrali: la nascita dell’America’s Cup Partnership (ACP), nuova struttura di governance dell’evento, e il rinnovo di Louis Vuitton come headline sponsor. Un passaggio che certifica l’ingresso della Coppa in una fase più strutturata e contemporanea, capace di tenere insieme tradizione sportiva e logiche globali.

Dal punto di vista sportivo, Grant Dalton, ceo di Emirates Team New Zealand, ha confermato le date del Match finale: l’America’s Cup prenderà il via sabato 10 luglio 2027 con due regate inaugurali e dovrebbe concludersi nel weekend del 17–18 luglio 2027. Come sempre nella vela, sarà il vento a dettare i tempi. Per la prima volta nella sua storia, la «Vecchia Brocca» il trofeo sportivo più antico al mondo, verrà assegnata in Italia, con il Golfo di Napoli come teatro naturale.

I team attualmente iscritti, e membri fondatori dell’ACP, sono cinque: Emirates Team New Zealand, Defender della Coppa; Luna Rossa; l’elvetico Tudor Team Alinghi; il francese K-Challenge; e Team GB1, nuova denominazione del rappresentante degli sfidanti, Challenger of Record nel gergo dell’America’s Cup, il team britannico guidato dal plurimedagliato olimpico Sir Ben Ainslie, chiamato a proseguire la sfida inglese dopo il divorzio da Ineos.

Il ruolo di Louis Vuitton è stato ribadito da Pietro Beccari, ceo della maison, che ha ricordato come il marchio accompagni l’America’s Cup dal 1983, edizione rimasta nella memoria italiana per la sfida dello Yacht Club Costa Smeralda con Azzurra. L’edizione di Napoli 2027, la prima in assoluto in Italia, rappresenta una naturale evoluzione di questo legame: una Coppa che incontra una città capace di fondere bellezza, artigianalità, lusso discreto e una relazione secolare con il mare. Per quanto riguarda le date della Louis Vuitton Cup, ovvero le regate di selezione degli sfidanti, non è stato ancora comunicato un calendario ufficiale; si prevede un avvio nel maggio 2027.

Alla cerimonia hanno preso parte il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e il Presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma. Abodi ha sottolineato il valore dell’ACP come modello di governance condivisa, orientato allo sviluppo dei diritti per la diffusione sui media e alla crescita della visibilità internazionale dell’evento. In un messaggio inviato ai presenti, il Presidente della Regione Campania Roberto Fico ha evidenziato l’impatto simbolico, turistico ed economico della Coppa per il territorio.

Manfredi ha ribadito come Napoli sia già in una fase avanzata di preparazione, con l’obiettivo di valorizzare il Golfo come campo di regata di livello mondiale. Un palcoscenico naturale che, nel racconto della Coppa, diventa parte integrante dell’esperienza, così come è già accaduto in passato a Valencia, Auckland o San Francisco.

La cerimonia si è aperta con il benvenuto culturale di Ngati Whatua Orakei, tribù maori di Auckland, in rappresentanza del Defender e del suo yacht club, il Royal New Zealand Yacht Squadron. La consegna dei pounamu taonga, i tradizionali gioielli di giada simbolo di continuità e rispetto, ha ricordato come l’America’s Cup resti profondamente legata alla propria storia, sia remota sia recente, da quando è custodita in Nuova Zelanda.

Dal punto di vista strategico, l’America’s Cup Partnership rappresenta una svolta: per la prima volta i team condividono una struttura di governo dell’evento, con l’obiettivo di garantire maggiore stabilità economica, introdurre tetti di spesa e favorire una distribuzione più equa dei ricavi. Un modello pensato per incentivare investimenti di lungo periodo e rendere la Coppa più accessibile a nuovi sfidanti. Centrale, inoltre, l’impegno verso le Women e Youth America’s Cup, pilastri di una visione inclusiva e generazionale.

Non mancano tuttavia le possibili criticità, in particolare in relazione al Deed of Gift, l’atto ufficiale di donazione che dal 1887 regola i principi fondamentali della Coppa. Alcuni osservatori sottolineano come il nuovo modello di partnership possa entrare in tensione con lo spirito originario della competizione, storicamente costruita attorno al ruolo centrale del Defender. Un equilibrio delicato, destinato a diventare uno dei temi chiave del prossimo ciclo dell’America’s Cup.
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Sir Ben Ainslie ha definito l’ACP l’inizio di una nuova fase, più solida e neutrale nella gestione dell’evento. Ha inoltre citato, come elemento di rafforzamento finanziario per la sfida britannica, l’ingresso di Oakley Capital, fondo di private equity di proprietà di Peter Dubens, che detiene tra i suoi asset sia la veleria North Sails sia l’apparel sportivo, estensione del medesimo brand.

Max Sirena, CEO di Luna Rossa, ha ricordato come il primo evento di Preliminary Regatta si svolgerà già nel maggio 2026 a Cagliari, città storicamente legata al team italiano, a bordo degli AC40, le barche monotipo utilizzate per le regate Women e Youth. Ha poi definito il Golfo di Napoli uno dei campi di regata più suggestivi al mondo, ribadendo l’obiettivo di Luna Rossa: diventare il primo team italiano a vincere la Coppa, in un’edizione dal forte valore simbolico per il Paese. Lavoro quotidiano, cultura del dettaglio, attenzione alla squadra e il “colpo di mercato” di aver strappato a Team New Zealand il timoniere Peter Burling sono il poker che Luna Rossa cala per tentare, finalmente, l’assalto al trofeo.

L’unico europeo ad aver conquistato l’America’s Cup resta il presidente di Alinghi, Ernesto Bertarelli, al quale va riconosciuta, già vent’anni fa, l’intuizione di lavorare in modo condiviso tra i team e di introdurre una logica di revenue sharing. Nel dialogo con i media ha sottolineato l’importanza della nuova partnership: «L’idea di costruire è nata nel giugno 2024, con tutti i soggetti interessati seduti allo stesso tavolo. Il percorso verso una condivisione comune è però risultato più lungo del previsto e, strada facendo, abbiamo perso alcuni partner importanti come Ineos, Red Bull e, purtroppo, anche il team americano, anche se su quest’ultimo mantengo la speranza che possa ripensarci. Le iscrizioni scadono il 31 gennaio, ma c’è ancora margine: se necessario, la data può essere spostata. Una delle ragioni alla base della partnership è riallineare i costi delle squadre ai reali introiti commerciali. Oggi quasi tutti i team operano in deficit finanziario, con l’eccezione di Team New Zealand, che utilizza l’evento anche come strumento strutturato di finanziamento. Per costruire un progetto sostenibile nel tempo, questo modello deve cambiare».
Con la nascita dell’America’s Cup Partnership, il rinnovo di Louis Vuitton e la scelta simbolica di Palazzo Reale come luogo di presentazione, la 38ª America’s Cup entra nel vivo del suo racconto verso Napoli 2027. Una Coppa che promette di coniugare innovazione e tradizione, sport e stile, tecnologia e bellezza, unite dal fascino unico dell’antica Neapolis, città il cui mito fondativo, quello della sirena Partenope, nasce dal mare.(Riproduzione riservata)
- Quali sono le principali sfide che l'America's Cup Partnership (ACP) dovrà affrontare per garantire una maggiore stabilità economica e inclusività?
- In che modo la scelta di Napoli come sede dell'America's Cup 2027 influenzerà il turismo e l'economia locale?
- Come la nuova struttura di governance dell'America's Cup Partnership (ACP) intende bilanciare l'innovazione con la tradizione del Deed of Gift?
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