Breguet celebra 250 anni di eccellenza: tra heritage, tourbillon e il futuro dell’alta orologeria
Gregory Kissling, ceo della maison, racconta la visione contemporanea del marchio tra mostre internazionali, il rilancio dell’iconico Reine de Naples e l’eredità tecnica di Abraham-Louis Breguet, inventore del tourbillon e del primo orologio da polso
«Il 2025 è stato un momento incredibile per la nostra maison: abbiamo festeggiato 250 anni di vita, distribuiti su quattro secoli e due millenni diversi, senza interruzioni nella produzione. Abbiamo voluto elevare Breguet in termini di brand awareness, scegliendo di non concentrare le celebrazioni in un unico evento, ma di prenderci l’intero anno per raccontare diversi aspetti che definiscono la nostra identità attraverso una collezione dedicata», spiega Gregory Kissling, alla guida di Breguet da ottobre 2024, dopo 20 anni trascorsi in Omega (entrambi i marchi fanno parte del Gruppo Swatch).

Ma non solo. «Grazie al nostro patrimonio immenso e per dimostrare che la nostra identità non è cambiata in tutti questi anni abbiamo portato in tour i pezzi più significativi. Con mostre temporanee in alcune città, come Ginevra e Parigi, abbiamo voluto comunicare le più grandi invenzioni di Breguet che hanno definito l’orologeria moderna: Abraham-Louis Breguet non fu, infatti, solo un geniale orologiaio, ma anche colui che definì uno stile. Probabilmente è stato il primo designer di orologi della storia. È il motivo per cui, se possiedi un Breguet, sai che il tuo orologio non passerà mai di moda», racconta Kissling.

Gentleman. Breguet è stato anche l’inventore del primo orologio da polso, nonché del primo da donna, in un’epoca in cui gli uomini li portavano in tasca e le signore appesi a una catena intorno alla vita o al collo. La vostra lunga tradizione nell’universo femminile rappresenta un vantaggio?
Gregory Kissling. Probabilmente il nostro Reine de Naples è il modello da donna più famoso sul mercato. Non si tratta solo del primo orologio da polso mai inventato, non dimentichiamolo (lo ordinò nel 1810 Caroline Murat, sorella di Napoleone Bonaparte, e fu terminato nel dicembre 1812, ndr), ma è anche il primo segnatempo appositamente disegnato per le signore, esclusivamente femminile e immediatamente riconoscibile, con smalti e incisioni si affiancano alla lavorazione della madreperla. Continuiamo a svilupparlo, come dimostra la nuova collezione lanciata a ottobre 2025 a Seul: la Corea del Sud rappresenta il mercato più importante per questa linea.

G. Quali sono le collezioni in focus per quest’anno?
G.K. Vogliamo continuare a tenere il forte slancio del 2025 in termini di prodotto e comunicazione. E poi abbiamo un altro anniversario importante da celebrare: i 225 anni dell’invenzione del tourbillon da parte di Abraham-Louis Breguet.

G. Che cosa porta in Breguet del suo passato in Omega?
G.K. Ho alle spalle 25 anni di esperienza nell’orologeria, prima di Omega ho lavorato come ingegnere sviluppatore di movimenti. La mia visione, perciò, non si limita all’estetica dell’orologio, ma arriva a ciò che c’è dentro. Dei vent’anni in Omega passati a sviluppare nuovi prodotti mi porto questo e il fatto che ogni anno era una nuova sfida: bisognava farsi venire nuove idee, cercare nuovi materiali e tecnologie, anche fuori dall’orologeria, incrociarli tra loro... Omega e Breguet sono sì due marchi molto differenti, ma ciò che hanno in comune è la ricerca continua di soluzioni e di tecnologie che si adattino al prodotto. Specialmente in Breguet, l’introduzione di una nuova tecnologia è vista come un vantaggio per il cliente finale. È nella nostra storia. Lo dimostrano il tourbillon, la possibilità di caricare l’orologio tramite la corona e non tramite una chiave... tutte invenzioni di Abraham-Louis Breguet.(Riproduzione riservata)
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