Jonathan Anderson, la moda è molto di più
La moda di Loewe infiamma Venezia. La concretezza di Jonathan Anderson in poche parole e molti fatti svela il successo dell’uomo dietro a due brand. Loewe e l'omonimo JW Anderson
«Amo lavorare e odio le chiacchiere». La concretezza di Jonathan Anderson in poche parole e molti fatti svela il successo dell’uomo dietro a due brand. Loewe e l’omonimo JW Anderson.

Origini irlandesi, direttore creativo di Loewe dal 2013, premiato come stilista internazionale dell'anno ai CFDA Fashion Awards, JA è un uomo che va dritto alla meta. Sarà per l'influenza della famiglia, il padre è stato capitano della squadra Irlandese di rugby. Sarà che è una persona che ha una visione d’insieme e non fa differenze tra arte, moda, design.

Nell’ultimo anno, Jonathan Anderson ha lasciato un'impronta indelebile sulla cultura contemporanea. Con le sue creazioni, ha vestito le icone pop più influenti del momento, un forte legame con Luca Guadagnino per cui ha disegnato i costumi dei suoi film: Challengers e Queer in corsa per il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia. Ma il suo impatto va oltre il mondo dello spettacolo: con abiti innovativi e audaci, ha saputo cogliere i rischi e i piaceri della dipendenza da Internet della società contemporanea. Il suo successo è una testimonianza vivente che la creatività non conosce limiti e che l’originalità è la chiave per emergere in un’epoca dominata dalla noia del quiet luxury.

Lo stilista ha consolidato la sua reputazione non solo nel seguire, ma nel guidare le tendenze della moda. Questo concetto rimane vero anche per la sua ultima collezione. Nella collezione per la primavera estate 24, ha sapientemente intrecciato tradizione, ricordi d'infanzia e nostalgia per creare un punto di partenza unico, che ha poi trasportato verso l'estrema avanguardia. Momento in cui appunto ha indossato la maglia della nazionale irlandese di rugby.

L’approccio contemporaneo al pensiero, al lavoro, alla vita per comportamenti stagni, è un atteggiamento anti creativo da cui Jonathan Anderson prende apertamente le distanze. «Le cose che ti circondano e diventano parte di te inconsciamente», riassume in poche parole. La moda è qualcosa di più. E va avanti per la sua strada.

Alla base di tutto c'è l’atto creativo di un artigiano. E l’atto creativo è fatto da quello che si è come persona, un impasto di esperienze, curiosità, sensibilità, studio, emozioni. E apertura al cambiamento senza pregiudizi. Tutto quello che si mette nello zaino che si porta sulle spalle da quando si viene al mondo. La dialettica tra arte e design si esprime in modo evidente, il senso del lusso di Loewe si basa su prodotti belli e di alta qualità, ma anche su un'immaginazione libera, fornita in modo accessibile e inaspettato.
Il premio e la fondazione
Ne è un esempio il Lowe Foundation Craft Prize, un premio voluto e fondato nel 2016 con l'obiettivo di valorizzare e celebrare l’innovazione, l'eccellenza e il merito artistico nell'ambito dell'artigianato moderno. E a riconoscere gli artigiani il cui talento, visione e capacità innovativa rappresentano uno standard per il futuro. Premia gli artisti finalisti che hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo dell'artigianato contemporaneo, spaziando in una vasta gamma di settori: dalla ceramica alla gioielleria, dal tessile alla lavorazione del legno, dal vetro alla lavorazione dei metalli, fino agli arredi e al papercraft (metodo per creare oggetti tridimensionali con la carta) e alla laccatura.

La dialettica tra arte, artigianato e design, costantemente alimentata dal genio di JA è anche un modo per ricordare le origini del brand fondato nel 1986 come laboratorio artigianale collettivo, e riflette il legame profondo della moda con la cultura e l'importanza delle competenze specializzate nel settore. (Riproduzione riservata)
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