Un peptide, ovvero una piccola proteina che l’organismo produce naturalmente in basse quantità, potrebbe presto affermarsi come nuovo trattamento per contrastare l’osteoporosi e altri disturbi connessi alle malattie muscoloscheletriche legate all’età. Si chiama Pepitem ed è stato studiato da un gruppo di ricerca guidato da Helen McGettrick e Amy Naylor dell’Università di Birmingham. Il loro ultimo studio, da poco pubblicato su Cell Reports Medicine, rivela la capacità di Pepitem di migliorare la mineralizzazione, la formazione e la forza dell’osso, riducendone il riassorbimento grazie a meccanismi fisiologici endogeni. Nel corso della vita l’osso si forma, riforma e rimodella in modo costante e fino al 10% viene sostituito ogni anno attraverso la complessa interazione di due tipi di cellule: gli osteoblasti, che formano l’osso e gli osteoclasti, che lo disgregano. L’alterazione di questo processo così precisamente orchestrato si verifica in caso di malattie come l’osteoporosi e l’artrite reumatoide, che conducono a un’eccessiva disgregazione ossea, mentre la spondilite anchilosante porta invece a un’anomala crescita ossea. Ad oggi la terapia più utilizzata contro l’osteoporosi è quella con i bifosfonati, che sono indirizzati contro gli osteoclasti per prevenire un’ulteriore perdita di osso. Gli studiosi hanno ricordato che, nonostante esistano altre sostanze in grado di promuovere la crescita di nuovo osso, esse presentano alcune limitazioni: la teriparatide o ormone paratiroideo (PTH) è efficace solo per 24 mesi e il romosozumab, un anticorpo anti-sclerostina, può essere associato ad eventi cardiovascolari.
«Mentre i farmaci più comunemente usati, ovvero i bifosfonati, agiscono bloccando l’azione degli osteoclasti, Pepitem fa prevalere l’attività a favore della formazione dell’osso senza incidere sulla capacità degli osteoclasti di riassorbire le regioni di tessuto osseo danneggiato o debole attraverso il normale rimodellamento osseo», ha affermato la dottoressa McGettrick.
Aspetto chiave che rivela il potenziale della nuova terapia è dato dal fatto che Pepitem non solo stimola la rimineralizzazione nelle ossa giovani, non in stato malato o pre-osteoporotico, ma interviene anche sul processo di riparazione naturale compromesso dall’età o da una malattia infiammatoria. In modelli animali con menopausa gli studiosi hanno visto che la somministrazione supplementare di Pepitem limita la perdita ossea e migliora la densità. Risultati simili sono stati raggiunti in modelli di malattie infiammatorie dell’osso, come l’artrite, in cui il peptide ha ridotto significativamente il danno e l’erosione ossea. Evidenze supportate da altri studi condotti sul tessuto osseo umano, prelevato da pazienti anziani durante un intervento chirurgico alle articolazioni. Le cellule di questi soggetti rispondono a Pepitem aumentando la maturazione degli osteoblasti e la loro capacità di produrre e mineralizzare il tessuto osseo. (riproduzione riservata)