skin track
Food&Wine

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Tutti ne parlano, ma solo in pochi sanno dove sono e li frequentano. E, soprattutto, come fare per accedervi. Gentleman ha fatto un viaggio nei secret bar d’Italia, dove vivere il gusto del proibito

di Chiara Di Paola
Leggi dopo
tempo di lettura

Luoghi nascosti che rievocano i tempi del proibizionismo. Location spesso misteriose, che ricordano i postriboli americani degli anni Venti e Trenta, a cui a cui si accede solo su invito o rispondendo a rebus che rivelano una parola d’ordine. L’ambiente mondano ed elegante e il servizio di altri tempi promettono sempre un’esperienza esclusiva, che punta sul fascino peccaminoso del clandestino e del proibito. Stiamo parlando degli speakeasy: ecco i migliori dal Nord al Sud d’Italia.

1. 1930. Milano

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Il bar più segreto di Milano è 1930 a cui si accede solo su invito e tramite una tessera. Per avere qualche informazione in più bisogna entrare nelle “grazie” dei gestori di altri cocktail bar sul Naviglio Grande che condividono la stessa proprietà, come Mag Café, BackDoor 43 (il locale più piccolo del mondo, con i suoi 4 mq) o Iter. Dopo anni, da via Sottocorno (indirizzo mantenuto segretissimo), si è trasferito al piano sotterraneo dell’affascinante Mag Pusterla, in Via Edmondo De Amicis 22. La selezione di drink è ampia e include molti cocktail sperimentali, curati e studiati nei minimi dettagli. Tra i più stravaganti ci sono El Milanes, servito con un ossobuco e risotto e il Cocktail Sushi con vodka al salmone, sakè, lime, ginger beer e sferificazione di uova al salmone.

2. White Rabbit. Milano

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Sempre a Milano (in via Garigliano 4, nel quartiere Isola), nascosto sul retro buio di una bottega la cui vetrina non lascia intravedere nulla, c’è un luogo al confine della realtà come il Paese delle Meraviglie. Si capisce che è aperto da una luce accesa sopra la porta d’ingresso, ma per accedere bisogna conoscere una parola segreta che viene comunicata attraverso un form sul sito internet del locale. Una volta varcata la soglia ci si trova in un luogo magico, che ricorda una bisca clandestina ma è curato in ogni dettaglio, in cui camerieri mascherati da conigli bianchi servono cocktail estremamente particolari, i cui nomi riprendono quelli di celebri criminali italo-americani: una Criminal List aggiornata ogni sei mesi.

3. Dandelion. Milano

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Altra meta esclusiva e nascosta (l’indirizzo è segreto) nel capoluogo lombardo è Dandelion (dente di leone, ndr), un hidden cocktail bar (ospitato in quello che un tempo era il laboratorio di un fabbro) che si discosta dal fascino nostalgico di inizio Novecento per proporre un’evasione pienamente contemporanea. Per accedere bisogna contattare la pagina Instagram, risolvere un rebus e sperare di ricevere una delle 100 card con un codice di accesso valido una sola volta (per massimo quattro persone) e le indicazioni per individuare la location. Se tutto va a buon fine si potrà accedere a uno spazio dal design moderno, con un bancone minimalista, una bottigliera gloriosa e tre sale che includono uno spazio fumatori. La drink list propone una selezione di cocktail presentati come performance liquide, come elementi che si possono mangiare e pensati per offrire un’esperienza davvero immersiva in una dimensione fuori dallo spazio e dal tempo.

4. Flores Cócteles. Milano

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Locale ormai celebre nel panorama della nightlife milanese, Flores Cócteles è un concept di cocktail bar (voluto e portato avanti da Sebastian Bernardez, bartender visionario, imprenditore di successo e membro della Dorrego Company) presente in vari indirizzi del capoluogo lombardo (l’ultimo aperto in viale Elvezia, zona Arena), sempre in gemellaggio con il brand El Porteño. La location più suggestiva è sicuramente quella in via Macedonio Melloni 9, in cui il cocktail bar fa da anticamera al Porteño Prohibido, una vera e propria casa de tango argentina che, dal 2019, porta a Milano il fascino della parrilla e le suggestioni esotiche, sensuali, affascinanti e peccaminose (quindi “prohibide”) dei postriboli di Buenos Aires dove si ballava (e si beveva) di nascosto.

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Flores Cócteles fa da anticamera a questo mondo d’Oltreoceano nascosto dietro una tenda rossa, e ne offre una degna anticipazione grazie al suo spazio sofisticato e inaspettato, dove tutto è curato nei minimi dettagli (dagli oggetti provenienti direttamente dalla capitale argentina al servizio elegante e discreto) e pensato per dare la possibilità all’ospite di rivivere la vera e autentica atmosfera degli speakeasy latini degli inizi del secolo scorso. La drink list è composta da 14 Clásicos e 7 Especiales, in cui ovviamente non può mancare la presenza dei fiori che, con i loro aromi, colori e fragranze, fanno da fil rouge per l’evoluzione della carta dei cocktail, determinando la cifra stilistica alla base di ogni nuova creazione. Qui, tra specchi, lampadari di cristallo, divanetti di velluto, luci soffuse e composizioni botaniche è possibile trattenersi per un aperitivo o per l’after dinner, dimenticandosi il qui e ora di una milanesità frenetica.

5. Drop. Milano

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

L’ultima novità in fatto di bere sottovoce a Milano è l’home-bartending, ovvero dei cocktail bar in appartamento privato. La tendenza, non ancora così diffusa, è rappresentata dall’avveniristico Drop di Mirko Scorteccia (3 volte vincitore del Campionato Italiano Barman, 7 volte finalista europeo con due secondi posti, finalista nel Mondiale di Malaga nel 2001, già proprietario del ristorante e cocktail bar ZezzegA di Terni) che, insieme alla compagna e collega Valentina Scuotto, ha dato vita a un home cocktail bar, gestito a tutti gli effetti come qualsiasi locale ufficiale, ma con in più tutto il fascino della segretezza. Come negli speakeasy più autentici non c’è pubblicità sui social, l’indirizzo è e deve restare sconosciuto e si entra solo se accompagnati da un cliente già noto ai gestori. Altra particolarità: la drink list non esiste e ogni cocktail è costruito in modo estemporaneo in base ai gusti e alle preferenze espresse dall’ospite, che qui può davvero sentirsi coccolato, con la consapevolezza di star vivendo un’esperienza esclusiva in un ambiente unico nel suo genere.

6. Sottovoce. Bergamo

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Con la sua posizione defilata rispetto al centro cittadino, in via Canove 1, l’assenza dell’insegna e l’obbligo della parola d'ordine all'ingresso, Sottovoce è il primo e unico speakeasy di Bergamo: un'ambientazione esclusiva e pregna di storia, all’interno di una chiesetta sconsacrata del 1400, affrescata da un discepolo del Lotto e arredata in stile anni Venti, con poltrone in velluto, un bel bancone, luci soffuse, pochi tavoli disposti su due piani ì e vetrinette che espongono i migliori prodotti della storia del bartending nazionale. Il locale invita gli avventori (tra cui molti clienti abituali e membri onorari che hanno inciso i loro nomi sulla Wall of Fame affissa nei pressi del bancone) a un’inedita e autentica esperienza del buon bere, tra distillati ricercati, produzioni fatte in casa e ricette sorprendenti. I cocktail, perfettamente bilanciati, hanno la particolarità dell’utilizzo dell’Acqua Brillante come tonica per esaltare le botaniche dei migliori Gin artigianali, nonché l’uso del Bourbon per la realizzazione di alcuni Signature interessanti e senza tempo, ispirati alle emozioni e arricchiti da profumi (spray) come la rosa, il cuoio o il pane o sciroppi come le arachidi e il passion fruit. In più una vasta selezione di distillati provenienti da tutto il mondo, con un occhio di riguardo per il whisky, con oltre 100 etichette in degustazione. Per accedere bisogna prenotarsi e ottenere la parola d’ordine.

7. The Mad Dog Social Club. Torino

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

The Mad Dog Social Club, in via Maria Vittoria 35/A a Torino, è un cocktail bar specializzato in tutte le varianti del Negroni, ma capace anche di stupire con tanti drink selezionati con un’attenzione particolare al territorio piemontese, spillati direttamente dalle botti e dalle giare in vetro e suddivisi in quattro categorie (bitter, sweet, strong e life). L’ambiente, caratterizzato da luci soffuse e pareti di mattoncini a vista, con un pianoforte che suona un vecchio swing, permette di tornare indietro di un secolo. In quanto club aperto solo ai suoi soci, per entrare occorre una parola d’ordine ricevuta dopo aver inviato una mail al contatto sul sito ufficiale.

8. Malkovich. Genova

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Il Malkovich è un cocktail bar segreto nascosto tra i vicoli del centro di Genova (in via ai Quattro Canti di S. Francesco 34r), nei sotterranei di una hamburgeria, dietro una porta di legno senza nessuna insegna. Aperto dal 2015, porta avanti l’idea di far incontrare cinema e cocktail attraverso una selezione di drink (talvolta fumanti o al limite delle più antiche formule alchemiche) che hanno sempre come riferimento una pellicola cinematografica. Come nei più classici e leggendari speakeasy del proibizionismo americano, si entra da un locale e si esce da uno diverso, e per conquistarsi l’accesso bisogna comporre un numero di telefono e occorre e rispondere correttamente e una domanda (sempre legata al titolo di un film e che cambia periodicamente). In più, una volta ottenuto il lasciapassare, ci sono precise regole da rispettare, tra cui il divieto di ordinare cibo (qui si viene solo per bere) e, ovviamente, di parlare del Malkovich.

9. Rasputin. Firenze

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

«Somewhere in Santo Spirito» questa è l’unica indicazione concessa per individuare il Rasputin, il secret bar più antico di Firenze (situato appunto in Borgo Tegolaio, tra via de' Michelozzi, piazza di Santo Spirito e via del Campuccio), mimetizzato tra i palazzi della città. Per ottenere qualche indizio in più occorre prenotarsi sul sito. Poi basterà suonare un campanello di ottone e scendere una rampa di scale per ritrovarsi in un ambiente ricercato e dal gusto retrò, con velluti, luci soffuse e atmosfera ovattata che si ispira alla vita del personaggio di Rasputin (il santone siberiano a servizio degli Zar alla fine del XIX secolo). Dietro il bancone una squadra di barman che compiono i loro esperimenti di mixology contando su una bottigliera di più di 300 etichette, tra cui molti whisky, che lasciano sempre una traccia nei drink.

10. Jerry Thomas. Roma

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Jerry Thomas è uno dei più leggendari cocktail bar italiani, in vicolo Cellini 30, nonché il primo speakeasy nazionale (entrato per ben sette volte nella lista dei migliori bar del mondo), dove la moda della “segretezza anni Dieci-Venti” è nata nel 2009 a partire dal progetto di quattro amici bartman desiderosi di portare la mixology italiana a un livello superiore e darle autorevolezza internazionale. All’epoca si trattava di un club underground angusto, situato in un vicolo buio di Roma, con una porta d’ingresso anonima e poco attrattiva. Nel tempo è cresciuto fino a diventare oggi un locale elegante, misterioso, seducente, riconosciuto come tempio della miscelazione basata su una ricostruzione filologica dei drink classici (seguendo gli insegnamenti del Professor Thomas, il barista statunitense della seconda metà dell’Ottocento, considerato il padre dell’arte della mixology made in USA), per correggerne alcune errate interpretazioni e al tempo stesso promuovere il loro adattamento ai gusti del palato contemporaneo (anche grazie alle sperimentazioni compiute in un laboratorio allestito ad hoc e a una bottigliera con circa mille etichette tra cui alcune preziose rarità). La clientela include gli affezionati delle origini (addetti ai lavori, come barman, chef e camerieri), a cui si aggiungono nottambuli internazionali incuriositi dalle novità, ma anche i protagonisti del jet set romano (artisti, registi, truccatori, macchinisti, scenografi e via dicendo) che cercano un locale dove si beve bene (dalle 21.00 alle 4.00), in un’atmosfera magica che fa perdere la cognizione del tempo. Qui non c’è wi-fi, non si fanno foto con il flash, non ci sono camerieri. Fino all’una di notte è necessaria la prenotazione; dopo inizia il walk in, l’entrata libera (con selezione all’ingresso e a condizione di conoscere la parola segreta ricevuta iscrivendosi alla newsletter), fino a esaurimento posti.

11. The Barber Shop. Roma

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Sempre nella Capitale, in via Iside 2, a due passi dal Colosseo, The Barber Shop è un secret bar nascosto al piano interrato di una sala da barba vintage (con tanto di vetrine, specchi, poltrone girevoli in pelle e arricciabaffi), a cui si accede solo se il “palo de barbiere” (tipica insegna luminosa contraddistinta da una spirale di strisce bianche rosse e blu) è acceso. Qui, in un’atmosfera soffusa, a lume di candela, che ricorda i salotti degli anni Venti e Trenta, con colori caldi e avvolgenti, canapè in velluto imbottiti, bauli che fungono da tavolini e altri arredi di recupero pensati dall’architetto e socio Simone Menassè, vengono serviti i cocktail firmati da Joy Napolitano, tra i più celebri bartender italiani, classe 1980, che qui porta avanti una miscelazione di ricerca, basata su 150 referenze, a cui si aggiungono le preparazioni home made. All’ingresso, a tutti gli avventori viene offerto uno shot di Punch, che cambia continuamente, mentre l’esperienza vera e propria viene costruita attraverso una carta dei cocktail moderna e stringata, suddivisa tra Batch (classici e signature cocktail), Un taglio fresco (le specialità della casa) e Un trattamento naturale (creazioni caratterizzate dall’uso di erbe e fiori eduli).

12. The Race Club. Roma

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

The Race Club è l’ultima evoluzione di uno spazio che dal 1870 al 1974 è stato carboneria, studio di registrazione e bisca per il gioco d’azzardo. Dal 2014, grazie all’idea dei fratelli romani Diego e Dario Ferracani, in via Labicana 52 sorge uno speakeasy che condivide le porte d’ingresso con un’officina meccanica e ispira la sua filosofia ai circuiti da corsa. Per accedere a questa location extra-ordinaria, tra motociclette e box auto, bisogna compilare una patente che consente di circolare per un anno e rispettare un codice di comportamento. Una volta ammessi si possono consumare cocktail all’avanguardia, basati sull’idea di bere bene facendo del bene: la Charity Drink List prevede, infatti, che per ogni drink ordinato sia devoluta una donazione a un ente benefico.

13. Club Derrière. Roma

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Situato sul retro dell’Osteria delle Coppelle, in via delle Coppelle 59, in pieno centro storico, Club Derrière è un locale a cui si accede passando attraverso un armadio bianco, a patto di essere muniti della parola d’ordine (che si ottiene contattando il locale tramite account social o numero di cellulare) e di soddisfare i requisiti della selezione all’ingresso. Varcata la soglia ci si trova in un ambiente basato su reminiscenze di tipo cinematografico, a metà tra lo spionaggio in stile 007 e il fantasy sulla falsariga di Harry Potter, con pareti girevoli e stanze segrete dalle luci soffuse, disseminate di poltrone, bauli e persino qualche armatura: per mantenere quieto l’ambiente i posti a sedere sono volutamente pochi e la prima parte della carta dei drink è dedicata alle Regole del club. La proposta del bar si concentra su una decina di miscelazioni della casa a base di whisky, tequila, rum, gin e vodka, ognuna delle quali esige il suo tempo d’esecuzione e un meticoloso rituale.

14. L’Antiquario. Napoli

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Aperto nel 2015 nell'ex negozio di antiquariato nel quartiere Chiaia, in via Vannella Gaetani 2, L’Antiquario di Alex Frezza è il primo bar di Napoli inserito nella prestigiosa classifica del World’s 50 Best Bars e quindi riconosciuto a livello internazionale come un locale in cui “si beve bene”. Per entrare bisogna prenotare, citofonare a una porta di legno chiusa e comunicare il proprio nome. Poi ci si lascia rapire dai molti dettagli da ammirare: tende e poltroncine di velluto, carte da parati, specchi, tavolini, un pianoforte, una sontuosa bottigliera e una libreria di tomi di giurisprudenza apparentemente fuori contesto, che in realtà è una parete mobile dietro la quale c’è una saletta segreta per i veri intenditori o per chi vuole un po’ di privacy. Un ambiente rarefatto, ovattato e gloriosamente retrò che fa cornice alla nobile arte della miscelazione portata avanti in un tempio della miscelazione in cui, accanto ai cocktail Classici, Contemporanei e Moderni si possono assaggiare drink dedicati a personaggi poco conosciuti, ma che hanno avuto un ruolo significativo per la città di Napoli.

15. Speakeasy Bari. Bari

Parola d’ordine: speakeasy. I 15 migliori locali nascosti da scoprire

Fondato da Vincenzo Mazzilli e Nicola Milella, Speakeasy Bari si trova dietro una piccola porta in un bar dall’aspetto vintage sul lungomare del capoluogo pugliese, in largo Giordano Bruno 32/34. Per accedere alla “stanza segreta” bisogna procurarsi il numero di uno dei due gestori e sperare di ricevere una risposta positiva, ma una volta entrati ci si trova immersi in un’ambientazione che sembra rimasta cristallizzata negli anni Venti. La cocktail list, invece, permette di fare un viaggio nel tempo: è suddivisa in in quattro epoche, da quella coloniale, al pre-proibizionista, fino al The day after del proibizionismo e alla Dolce Vita, e include una selezione di drink classici rivisitati, twist e signature, pensati per essere “sartoriali” ma al tempo stesso facilmente replicabili e attenti alla valorizzazione degli ingredienti del territorio pugliese (anche grazie alla proposta di due o tre cocktail giornalieri o settimanali, con prodotti stagionali, in aggiunta alla drink list fissa). Infine, la musica è una componente essenziale del locale, ed è curata in modo maniacale per dare la carica a chi sta dietro il banco e far sognare chi beve. La differenza più significativa rispetto agli speakeasy più intransigenti è che qui si può anche mangiare. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 20/03/2025 00:00
Ultimo aggiornamento: 20/03/2025 00:00
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Iscriviti alla newsletter

Per essere sempre aggiornato sul lifestyle del Gentleman contemporaneo