Il prezzo dell'oro ha raggiunto un nuovo massimo storico a 2.789,86 dollari l’oncia oggi, 30 ottobre, sostenuto dal calo dei rendimenti dei Treasury Usa (al 4,23% il 10 anni, ma il 29 ottobre è salito al 4,3%) e dall'indebolimento del dollaro, che hanno aumentato l'attrattiva del metallo giallo per gli investitori. Tuttavia, il principale fattore alla base della recente impennata del prezzo, spiega Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades, «è l'incertezza legata all'esito delle elezioni presidenziali statunitensi. I mercati finanziari sono storicamente in difficoltà di fronte all'incertezza e con l'esito delle elezioni molto vicino, la domanda di beni rifugio è aumentata, con l'oro che rimane il bene rifugio per eccellenza».
In questo contesto, i trader monitoreranno attentamente i dati economici che verranno rilasciati questa settimana: l'inflazione Pce (la misura dei prezzi al consumo preferita dalla Fed), il pil degli Stati Uniti e i dati sull'occupazione non agricola di ottobre, venerdì. «Ognuno di questi dati potrebbe avere un impatto sulla politica dei tassi della Federal Reserve, influenzando i movimenti del prezzo dell'oro. Dati più robusti potrebbero ridurre le aspettative di un taglio dei tassi nella riunione del 6-7 novembre della Fed, limitando i guadagni del metallo prezioso, mentre numeri più deboli potrebbero sostenere ulteriori progressi, spingendo potenzialmente il prezzo verso la soglia di 2.800 dollari», prevede Evangelista.
Il metallo prezioso è aumentato di oltre il 30% quest'anno, sostenuto dagli acquisti delle banche centrali e dalla domanda di beni rifugio dovuta ai conflitti in Medio Oriente e in Ucraina. Infatti, la domanda globale di oro è aumentata di circa il 5% nel terzo trimestre del 2024, stabilendo un record per il periodo e portando il consumo a superare per la prima volta i 100 miliardi di dollari, secondo le stime del World Gold Council. L'aumento, che ha visto i volumi salire a 1.313 tonnellate, è stato sostenuto da flussi di investimento più forti dall'Occidente, compresi i clienti più facoltosi, che hanno contribuito a compensare la minor domanda dall'Asia. Anche gli acquisti nel mercato over-the-counter (Otc) stanno diventando una forza sempre più importante per i prezzi, a detta di John Reade, strategist del World Gold Council. Le transazioni Otc sono effettuate tramite dealer o direttamente tra acquirenti e venditori, senza passare per il mercato regolamentato.
Con l'avvio del ciclo di taglio dei tassi, il World Gold Council ha previsto un’ulteriore aumento della domanda di oro, con quella totale di Etf, lingotti e monete che ha raggiunto i livelli più alti dall'invasione russa dell'Ucraina nel 2022. Al contempo, sono continuati gli acquisti da parte delle banche centrali, con quelle di Polonia, Ungheria e India tra i principali acquirenti, mentre la domanda di gioielli è diminuita, soprattutto in Cina, a causa dei prezzi record. Guardando avanti, le preoccupazioni fiscali, in particolare riguardo l'aumento del debito pubblico negli Stati Uniti, potrebbero diventare un fattore più importante, aggiunge Reade. «Ci sono preoccupazioni, anche da parte del Fondo monetario internazionale, che il deficit sia troppo elevato e che sia necessario risolvere al più presto questo problema. Questa è l'attrattiva principale per la comunità Otc per aumentare le proprie riserve in oro», conclude Reade.
Ma quanto può crescere ancora il prezzo del lingotto? Lo scenario di consenso di WisdomTree tiene conto della media dei pareri del Bloomberg Survey of Professional Economists sull’inflazione, sul dollaro e sulle previsioni relative ai rendimenti dei titoli di Stato, ipotizzando che l’inflazione continui a scendere (stabilizzandosi su valori prossimi ma leggermente superiori all'obiettivo delle banche centrali), che il dollaro si deprezzi e che i rendimenti obbligazionari diminuiscano. Sebbene il consenso non si aspetta che i rendimenti obbligazionari tornino ai minimi di metà settembre, si prevede comunque che scendano rispetto ai livelli attuali. Il consenso si basa sul taglio dei tassi da parte della Fed, passando dal 5,00% di settembre 2024 al 3,50% a settembre 2025.
«In assenza di una previsione di consenso sul sentiment nei confronti dell'oro, riduciamo il numero di posizioni speculative a 260.000 da oltre 300.000», indica Nitesh Shah, Head of Commodities and Macroeconomic Research di WisdomTree. «Visti i rischi geopolitici menzionati in precedenza, il posizionamento superiore alla media sembra appropriato». Nello scenario di consenso di WisdomTree, l'oro raggiunge i 3.030 dollari l’oncia entro il terzo trimestre del 2025, ovvero una cifra nettamente al di sopra del massimo di settembre 2024. Tuttavia, prima di toccare tale vetta, i prezzi potrebbero in parte attenuarsi nei prossimi mesi.
Nello scenario rialzista, invece, l'inflazione rimane ferma a un livello più alto, forse a causa di shock commerciali o legati a specifiche materie prime. La Fed continua, comunque, il suo ciclo di tagli, riconoscendo che le fonti dell'inflazione sono al di fuori del suo controllo e agendo in modo coerente con le altre parti del suo triplice mandato politico (ovvero massima occupazione e tassi di interesse a lungo termine moderati). Nel frattempo, una combinazione di notevoli rischi geopolitici e timori di errori politici mantiene alto il sentiment nei confronti dell'oro (espresso dal posizionamento speculativo). In questo scenario, l'oro potrebbe raggiungere i 3.360 dollari l’oncia entro il terzo trimestre del 2025.
Infine, lo scenario ribassista di di WisdomTree rappresenta una revisione della politica della Fed, con la banca centrale che rimane ben distante dai tagli dei tassi previsti dal consenso. I rendimenti obbligazionari continuano a salire al 4,30% e vi rimangono. Poiché la Fed non recupera più il ritardo che ha accumulato rispetto alle altre banche centrali, il dollaro si apprezza. L'inflazione scende al di sotto del target in un contesto monetario rigido. In questo scenario riduciamo anche il posizionamento speculativo netto, con l'ipotesi che alcuni dei rischi geopolitici si raffreddino e non vengano sostituiti da nuovi timori di recessione. Quindi, l'oro inizialmente precipita a 2.200 dollari l’oncia, concludendo il quarto trimestre del 2024 con la maggior parte della correzione anticipata. L'oro termina poi l'orizzonte di previsione a 2.440 dollari l’oncia. (riproduzione riservata)