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Food&Wine

Ornellaia riesce a limitare le perdite

Quotazioni in calo medio del 7% per le 15 annate passate in asta. Dieci bottiglie hanno registrato diminuzioni, solo cinque gli aumenti

di Cesare Pillon
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Ornellaia riesce a limitare le perdite

La pandemia di coronavirus non ha fermato le aste dei vini: mercoledì 31 marzo una vendita all’incanto di Vini pregiati e distillati è stata battuta Internet live da Bolaffi con partecipazioni telefoniche, oltre che online. Non perde quindi d’interesse l’analisi dell’andamento delle quotazioni spuntate finora dai vini italiani. La tabella mette a confronto i prezzi massimi ottenuti dalle 15 annate di Ornellaia quotate sia nel 2018 che nel 2019. Il bilancio è negativo: 10 diminuzioni contro cinque aumenti, valore complessivo sceso da 2.728 a 2.532 euro, con un decremento di 196 euro, pari al 7,18%. Però poteva andare anche peggio: nel 2019 dalla Tenuta dell’Ornellaia si è distaccata la Tenuta del Masseto, e questo evento ne ha obiettivamente depauperato l’immagine.

Per neutralizzarne gli effetti, però, l’azienda ha preso varie iniziative, una delle quali è l’arricchimento della gamma produttiva con la creazione di un nuovo vino, l’Ornellaia Bianco, un ambizioso Sauvignon che quest’anno, per la prima volta, affianca il fratello maggiore, rosso, con due millesimi, uno dei quali alle aste del 2019 ha guadagnato terreno mentre l’altro ne ha perso rispetto al 2018. Complessivamente il loro valore è diminuito, ma di poco (del 4,44%), ragion per cui è in grado di alleviare leggermente la perdita dell’Ornellaia rosso, se si mettono tutti insieme i risultati delle 17 bottiglie: nel 2018 valevano 3.235,60 euro, nel 2019 sono state quotate 3.017,28. La diminuzione, di 218,32 euro, è pari al 6,75%. (riproduzione riservata)

Milano Finanza - Numero 068 pag. 56 del 04/04/2020
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