Gli analisti di Barclays fanno il punto della situazione sull’ops di Mediobanca su Banca Generali. L’operazione prevede che Piazzetta Cuccia corrisponda 1,7 azioni Generali (ex dividendo) ogni titolo di Banca Generali portato in adesione. L’offerta comporta un prezzo implicito di offerta di 54,17 euro per azione.
La ricerca è stata pubblicata dopo che il consiglio di amministrazione di Banca Generali ha conferito mandato all’amministratore delegato, Gian Maria Mossa, per analizzare le implicazioni dell’offerta. Questo passaggio, ragionano gli esperti di Barclays, «apre potenzialmente la strada a un dialogo più approfondito tra le due realtà. Al momento, il management di Banca Generali non ha espresso un giudizio sull’operazione, limitandosi a dichiarazioni di natura puramente informativa — una scelta che appare intenzionale».
Nel corso della presentazione, Banca Generali ha riepilogato i termini dell’accordo di distribuzione siglato con Generali nel 2018 e della successiva conferma firmata lo scorso aprile. Per gli azionisti di Banca Generali — in primis Generali — «sarà fondamentale confrontare il nuovo accordo con Mediobanca con quelli esistenti con il gruppo assicurativo», ragiona Barclays.
I vertici di Banca Generali hanno sottolineato il «ruolo cruciale dei Financial Advisors nella creazione di valore e nella crescita dell’istituto. Questo implica che il loro coinvolgimento e la loro fidelizzazione saranno determinanti per il successo e le sinergie dell’eventuale integrazione con Mediobanca… che prevede oneri di integrazione significativi nei suoi calcoli». Lo stesso ragionamento «vale per l’amministratore delegato e il top management di Banca Generali, il cui mantenimento rappresenta un fattore chiave per generare sinergie operative».
Banca Generali ha riportato un utile netto di 110 milioni nel primo trimestre, superiore del 5% rispetto alle previsioni di Barclays. Il margine d’interesse (NII) è risultato invece inferiore dell’1%, mentre le commissioni di gestione sono in linea. I costi operativi sono stati inferiori dell’8%, portando a un utile operativo in linea con le attese e a un utile netto superiore grazie a un’aliquota fiscale più bassa.
Banca Generali ha confermato la guidance per il 2025, prevedendo un margine di interesse (NII) di oltre 300 milioni, una crescita annua delle commissioni di gestione, «con una buona traiettoria trimestrale se si confermano i segnali positivi di aprile e inizio maggio» e una raccolta netta di oltre 6 miliardi in Total Financial Assets, di cui oltre 3,5 miliardi in Aum.
L’istituto sta lavorando a un piano industriale triennale, che «includerà un calcolo più preciso dei benefici derivanti dai nuovi progetti con Generali Italia e Alleanza», ragionano i broker. Il piano sarà pubblicato dopo l’esito dell’offerta di Mediobanca (atteso tra giugno e luglio 2025). Gli analisti confermano il rating overweight su Banca Generali e il target price di 60,6 euro. (riproduzione riservata)