Fondi, misure e strutture decisionali per l’organizzazione di una serie di grandi eventi sportivi, tra cui i Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina. È quanto prevede il decreto Sport approvato in via definitiva alla Camera mercoledì 6 agosto, che interviene su più fronti: dai costi organizzativi alla governance, dalle frequenze alla sicurezza, fino alla pianificazione delle opere pubbliche.
Il testo si concentra, in particolare, su una serie di autorizzazioni di spesa per diverse delle necessità richieste dai grandi eventi: l’articolo 1 sulla Milano-Cortina regolamenta «l’assegnazione e l’uso delle frequenze da utilizzare per la trasmissione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali» e prevede una autorizzazione di spesa di oltre 1 miliardo in due anni per le attività di vigilanza e controllo delle frequenze radioelettriche.
Approvato anche lo stanziamento di 30 milioni per assicurare misure di sicurezza e soccorso pubblico durante lo svolgimento delle gare e una autorizzazione di spesa in favore del Comune di Milano per la funzionalità dell’Arena Pala Italia S. Giulia.
«Fare la somma degli investimenti delle infrastrutture con i costi organizzativi non aiuta a rappresentare correttamente il fenomeno», ha detto il ministro dello Sport, Andrea Abodi, al question time alla Camera. «Perché 1,9 miliardi e poco più sono i costi organizzativi mentre 3 miliardi e mezzo sono gli investimenti sulle infrastrutture in opere pubbliche, delle quali soltanto poco più del 15% sono sportive, che serviranno anche dopo i Giochi».
«Ricordo nuovamente», ha precisato Abodi, «che i Giochi Olimpici di Milano Cortina sono l’espressione di un impegno, soprattutto di due entità: la Fondazione Milano Cortina che si occupa dell’organizzazione dei Giochi e la Società infrastrutture Milano Cortina (Simico, ndr) che si occupa delle infrastrutture dei Giochi».
Un passaggio chiave riguarda la strategia del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha scelto deliberatamente di rinviare l’avvio di molte opere a dopo i Giochi, per evitare la sovrapposizione tra cantieri e competizioni. «Una scelta concreta e strategica, ha spiegato il dicastero in una nota, «pensata per lasciare un’eredità funzionale e duratura ai territori».
Molti interventi, soprattutto sulla viabilità alpina, partiranno tra la primavera e l’estate 2026, sfruttando procedure accelerate e tecnologie innovative, sulla scia del lavoro già avviato da Simico. Intanto, l’effetto volano delle Olimpiadi è già visibile: aumentano i cantieri privati nei centri turistici e si rafforzano gli investimenti pubblici sulla mobilità e la qualità urbana.
Il decreto interviene anche sulla governance della Fondazione Milano Cortina 2026, ampliando da 15 a 18 membri il Consiglio d’Amministrazione, di cui fino a 9 espressione della componente sportiva. Il Coni ha accolto positivamente la modifica, che consente una nomina più snella dei rappresentanti sportivi.
Tra questi, entrerà ufficialmente anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, in qualità di membro di diritto, come previsto dalla Carta Olimpica. «Ringrazio il ministro Abodi per aver risolto brillantemente una situazione che avrebbe potuto creare problemi funzionali negli ultimi mesi prima dei Giochi»,, ha dichiarato Buonfiglio. La nomina sarà formalizzata nella Giunta nazionale del 9 settembre.
Nel frattempo, sul fronte della politica sportiva nazionale, restano tensioni aperte anche sull’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, come ha ricordato lo stesso Abodi. Il decreto appena approvato punta dunque a rafforzare la cornice istituzionale e operativa dei grandi eventi, nel momento in cui il Paese si prepara a una delle stagioni sportive più ambiziose della sua storia recente. (riproduzione riservata)