Imprevedibili old masters. Alcuni clamorosi invenduti ma anche qualche record imprevisto non hanno mancato di scompaginare le carte nell'ultima tornata di incanti di arte antica prima della pausa estiva. Da Sotheby's, a Londra, la sera del 6 luglio a rimanere alla sbarra è stato il lotto di punta, ovvero una scenografica battaglia navale dipinta da Willem van de Velde, il maestro olandese delle marine del XVII secolo, da cui ci si aspettava un risultato compreso fra 4 e 6 milioni di sterline (4,6-7milioni di euro) che però non è arrivato. L'esiguo catalogo di Sotheby's, composto da venti lotti, indica chiaramente l'attuale difficoltà a trovare opere inedite e di qualità e il realizzo di 7,1 milioni di sterline (8,26 milioni di euro), pur con una percentuale del 90% del venduto, si pone al di sotto delle stime iniziali di 8,6-12,7 milioni. A essere premiate sono state opere a lungo lontane dal mercato, provenienti da collezioni private e offerte a stime contenute.
È il caso de L a fontana dell'amore, piccola tela dalle tonalità soffuse di Jean-Honoré Fragonard, conservata dal 1988 nella stessa raccolta, valutata 200-300mila sterline e aggiudicata per oltre 718mila. Chi era in cerca dell'affare senza spendere una fortuna ha scelto alcuni artisti comprimari come, sempre in ambito settecentesco, Jacopo Amigoni con due tele lontane dagli incanti dal XIX secolo aggiudicate a 529mila sterline (stima 200-300mila) e 202mila (da 100-150mila) e il vedutista Federico Moja, il cui paesaggio veneziano con il bacino di San Marco ha segnato il record personale per 163.800 sterline. Più ricca di opere di primo piano la vendita di Christie's che il 7 luglio, sempre a Londra, con 29 lotti ha totalizzato 28,13 milioni di sterline (32,9 milioni di euro). L'asta è stata trainata da La ninfa della primavera, un dipinto di Lucas Cranach il Vecchio proveniente dalla collezione dei filantropi Cecil e Hilda Lewis che ha superato le aspettative di 6-8 milioni di sterline raggiungendo quota 9,45 milioni. Provenienti da collezioni private prestigiose anche alcuni dipinti che hanno segnato il record per l'autore come il paesaggio dell'olandese Jacob Van Ruisdael per 3,4 milioni e la doppia veduta veneziana di Pietro Bellotti che si è attestata su 428mila sterline.
Bene anche un'incisione a punta secca di Rembrandt, Cristo fra i due ladroni, aggiudicata per 1,48 milioni di sterline e secondo miglior risultato di sempre all'asta per una stampa antica. Non ha invece probabilmente raggiunto offerte adeguate una veduta di Heidelberg di William Turner, stimata 3-4 milioni e ritirata. Ma a pesare è stato soprattutto l'invenduto della Maddalena giacente di Antonio Canova. Il prezioso marmo, creduto a lungo perduto e poco tempo fa riscoperto, avrebbe potuto cambiare la vita degli ignari proprietari che l'avevano acquistato nel 2002 per circa 6 mila euro in un'asta di statue da giardino. Un'opera ritenuta dagli studiosi un capolavoro della maturità di Canova, che però non ha trovato un acquirente, neppure istituzionale, disposto a spendere quanto indicava la valutazione di 5-8 milioni di sterline. I numeri dicono quindi che siamo su un'altra lunghezza d'onda rispetto al giro d'affari dell'arte moderna e contemporanea, dove una sola opera di Bacon o Warhol supera di gran lunga il fatturato complessivo di un'intera sessione di antico. (riproduzione riservata)