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Ocse, primi effetti dei dazi sulle previsioni di crescita per il 2026: pil italiano limato a +0,6%
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Ocse, primi effetti dei dazi sulle previsioni di crescita per il 2026: pil italiano limato a +0,6%

23 settembre 2025, 14:10

L’Economic Outlook dell’Ocse segnala che i dazi commerciali bilaterali degli Stati Uniti hanno raggiunto il 19,5%, il livello più alto dal 1933. Gli effetti si stanno manifestando su spesa, mercato del lavoro e prezzi al consumo. Attenzione anche alle cripto valute per la stabilità del sistema finanziario globale

I dazi commerciali bilaterali degli Stati Uniti sono aumentati per  quasi tutti i Paesi dallo scorso maggio, a un livello medio che secondo l'Ocse si è attestato al 19,5% a fine agosto, «il più alto dal 1933». Le conseguenze di tale aumento devono ancora farsi sentire pienamente, ma «stanno diventando sempre più visibili gli effetti sulle scelte di spesa, sul mercato del lavoro e sui prezzi al consumo». Lo si legge nell’ultimo aggiornamento dell'Economic Outlook dell’Ocse.

Da un lato, l’anticipo delle produzione e del commercio di beni nella prima metà dell’anno ha consentito «una crescita della produzione industriale superiore al ritmo medio del 2024 nella maggior parte delle economie del G20».Con il risultato di un aumento di una crescita (+3,2%) superiore a quella attesa a giugno, ma in rallentamento nel 2026: +2,9%. 

Limata la crescita del pil italiano nel 2026

Un trend che si conferma in tutte le latitudini. Il pil dell'Eurozona nel 2025 dovrebbe aumentare dell'1,2% (rispetto al +1% nelle previsioni di giugno) per poi attestarsi al +1% nel 2026.

La Germania, sottolinea l’Ocse, resta la grande «malata» d'Europa: il pil crescerà quest'anno di un misero +0,3%, rivisto al ribasso rispetto a giugno (+0,4%) mentre l'anno prossimo dovrebbe essere in ripresa (+1,1%). Bene la Spagna, che è diventata ormai la locomotiva d'Europa, con un pil in progresso del 2,6% nel 2025 e del 2% nel 2026.

Quanto all’Italia, l'Ocse ha confermato la previsione di crescita del pil 2025 a +0,6%, mentre ha ritoccato al ribasso quella sul 2026, che, anche in questo caso, è pari a +0,6% L’Italia risulta «in una posizione migliore rispetto a qualche anno fa» per quanto riguarda la spesa e la riduzione del debito. Tuttavia, il debito «è ancora alto», motivo per cui il Paese «deve continuare nel percorso di riduzione». L’outlook nota inoltre che «la combinazione tra l'allentamento della crescita dei salari nominali e il mantenimento di un'inflazione dei prezzi elevata ha causato un rallentamento della crescita dei salari reali dall'ultimo trimestre del 2024 in molte economie avanzate, tra cui Italia, Giappone, Canada, Spagna e Regno Unito».

Confermate le previsioni di crescita per la Russia

Allargando lo sguardo al di là del Vecchio Continente, l’Ocse ha alzato di 0,2 punti percentuali l'attesa di crescita degli Stati Uniti di quest'anno a +1,8% e confermato a +1,5% quella del 2026.  Nel caso invece del Giappone ha alzato la stima del pil di quest'anno (+1,1%) e aumentato quella del 2026 (+0,5%).

Passando alle economie emergenti o ex tali, l'Ocse ha alzato la previsione di crescita 2025 della Cina a +4,9% quest’anno e a +4,4% nel prossimo. Per l'India l’aumento del pil è stimato rispettivamente +6,7% - la crescita più elevata di tutti i paesi del G20 - e +6,2%. Infine sulla Russia ha confermato +1% di crescita quest'anno e +0,7% sul prossimo.

Attenzione alle cripto 

L’Ocse mette in guardia che «le valutazioni elevate e volatili delle cripto-attività aumentano anche i rischi per la stabilità finanziaria data la crescente interconnessione con il sistema finanziario tradizionale». Al contrario il rapporto rileva che «la riduzione delle restrizioni commerciali o uno sviluppo e un'adozione più rapidi delle tecnologie di intelligenza artificiale potrebbero rafforzare le prospettive di crescita». (riproduzione riservata)



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