Stavolta nessuna sorpresa. Il consiglio dei ministri di oggi, 26 agosto, pomeriggio ha prorogato fino al 5 settembre il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio. Ossia l'aliquota sul diesel resterà per altri nove a 532,90 euro per mille litri, con un taglio di 14 centesimi sull'accisa, pari a circa 17 centesimi al litro considerando l'Iva. Lo prevede l’ennesimo dl Carburanti che ha deciso un rinvio della scadenza sugli sconti alle pompe di benzina che costerà 130 milioni di euro. Così supera quota 2,4 miliardi il costo delle misure messe in atto dal governo da inizio marzo per contrastare il caro carburanti, una vera spina nel fianco per gli italiani, colpiti nelle tasche, in vacanza come nella vita di tutti i giorni, dagli effetti del protrarsi della guerra tra Usa e Iran e dal blocco dello Stretto di Hormuz.
Con questo intervento ponte fino a sabato 5 settembre, il governo si prende qualche giorno in più per lavorare a un intervento più mirato contro il rincaro dei carburanti. L’obiettivo delle forze di maggioranza del governo è predisporre «una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato, rendendo così l’intervento più efficace e selettivo», spiegano fonti di Palazzo Chigi.
Per farlo servono nuove risorse. Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è stato chiaro: «Sono contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse, quando sento la parola tasse mi viene l'orticaria», ha detto ieri a margine del meeting di Rimini, aggiungendo che «non voglio sentire la parola extraprofitto, che mi sa molto di Unione Sovietica».
Allo stesso tempo però il titolare della Farnesina ha aperto alla possibilità di un contributo concordato direttamente con i colossi energetici, replicando l’impostazione già adottata per il settore creditizio. Quel che è certo è che l’iniziativa eventuale sui petroliferi dovrà essere nazionale, visto che la Commissione Europea ha chiuso la porta all’introduzione di una cornice comunitaria per tassare i guadagni straordinari accumulati dalle compagnie durante la recente crisi dello Stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, è giusto ricordare che le società elettriche italiane sono già state oggetto di interventi nazionali di tassazione ad hoc. Per avere un’idea quantitativa, Enel ha comunicato – tra le poche a farlo – in occasione dei conti semestrali l’impatto che il dl Bollette ha avuto: si tratta di 1,2 miliardi tra oneri e aumento dell'Irap.
Intanto, come ha anticipato a MF-Milano Finanza Marco Osnato (Fratelli d’Italia), dal 6 settembre il governo dovrebbe ricorrere nuovamente al sistema delle accise mobili, ossia andrebbe a spendere l’incasso extra dell’Iva - dovuto all’aumento dei prezzi dei carburanti - per abbassare le accise. D’altronde il meccanismo delle accise mobili può essere attivato solo dopo la prima settimana di ogni mese, quando viene contabilizzata la cifra definitiva dell’Iva raccolta, ossia il bacino di risorse da cui partire per calcolare il possibile nuovo taglio dei costi dei carburanti. Per riattivare il meccanismo delle accise mobili non servirebbe un passaggio in Consiglio dei ministri, bensì basterebbe un decreto ministeriale del Tesoro. (riproduzione riservata)