Per Jensen Huang, ceo di Nvidia, «la partita si vince nelle trincee». Lo ricorda Mark Urquhart, partner della società scozzese di gestione Baillie Gifford, che storicamente investe nelle società a lungo termine caratterizzate da una crescita costante di utili e cassa per oltre il 10%.
Urquhart segue il mercato dei semiconduttori da 30 anni e guida il team Long Term Global Growth di Baillie. Intervistato dal programma Squawk Box Asia della Cnbc, cita, fra i suoi investimenti più convinti, Nvidia, Tsmc e marchi del lusso come Moncler. Intanto i mercati aspettano con una certa tensione la trimestrale del colosso Usa dell’AI, in uscita stasera, mercoledì 19 novembre, dopo la chiusura di Wall Street.
Nvidia resta una delle partecipazioni più sentite di Baillie Gifford, nonostante il recente selloff sul settore tecnologico. La società detiene il titolo da dieci anni, sottolinea Urquhart, molto prima che l’intelligenza artificiale diventasse il tema dominante degli investimenti globali: «Abbiamo sempre avuto grande fiducia nel management. Jensen Huang è… una figura davvero speciale e un imprenditore straordinario».
Mentre gli investitori attendono con ansia i risultati del terzo trimestre di Nvidia, Urquhart sottolinea che la società guarda molto più avanti: «Non stanno pensando a questo trimestre. Stanno pensando al 2030 e al 2035, perché è così che ragionano. Dal 2022 Nvidia ha raddoppiato i ricavi ogni anno, qualcosa di praticamente senza precedenti al loro livello», aggiunge. «Nvidia è l’Hermès di questo mercato: semplicemente è la migliore».
Tuttavia, Urquhart avverte che la concorrenza nel Fareast non va sottovalutata. «L’Asia sta venendo a prendersi la sua fetta di mercato», avverte, citando il «momento DeepSeek» di inizio anno, quando sviluppatori cinesi hanno sostenuto di aver creato modelli di AI su chip meno avanzati. Pur riconoscendo le tensioni nella guerra dei chip tra Stati Uniti e Cina, Urquhart ritiene che gli sforzi di Nvidia per tornare in Cina porteranno probabilmente a una soluzione intermedia: «Penso che si arriverà a un compromesso».
Oltre a Nvidia, il gestore cita altri nomi nella filiera dei semiconduttori. Baillie Gifford sostiene Asml (Olanda) e Tsmc (Taiwan) perché sono rari «vincitori di lungo periodo» in un settore — quello dei chip di memoria — che è «rapido e commoditizzato» (ridotto a commodity, materia prima, ndr). Il gestore sottolinea poi come entrambe le società abbiano manager «che pensano in ottica di decenni», proprio quello che Baillie Gifford cerca.
Su Tsmc precisa che la sua posizione è praticamente insostituibile: «Tantissimi hanno provato a replicare il gruppo di Taiwan, ma è impossibile». Il gestore cita anche la decisione di portare ingegneri da Taiwan per garantire gli standard nel nuovo impianto di lavorazione di chip in Arizona. «È una delle migliori aziende al mondo in termini di esecuzione e strategia».
Urquhart ribadisce quanto sia difficile battere Asml, definendo la punta della catena della litografia «la parte più scientifica» della produzione di semiconduttori e la più difficile da replicare.
Baillie Gifford punta anche su società del settore consumer e del lusso come Moutai (gruppo cinese che produce liquori) e Moncler, considerate «molto difficili da replicare». Sebbene borse o piumini di lusso non siano oggetti particolarmente complessi da produrre, il valore del brand resta il vero elemento distintivo. «Nessuno di questi articoli è davvero difficile da realizzare… ma non è una Birkin, non è una Kelly, non è un Moncler: è il marchio a fare la differenza. C’è una lista d’attesa per le borse Birkin e Kelly per un motivo: sono il vertice assoluto del proprio settore».
Netflix, invece, resta una partecipazione storica perché ha ripetutamente smentito le previsioni che la davano in declino. «Se guardiamo al passato, tutti si sono preoccupati che Disney e Hbo potessero schiacciarla… ma alla fine è Netflix il concorrente più difficile da replicare», conclude Urquhart. (riproduzione riservata)