L’attesa è quasi finita. I conti di Nvidia - che ha un calendario fiscale leggermente sfasato rispetto alle altre big tech - sono in arrivo il 27 agosto 2025, a mercati americani chiusi. Gli analisti prevedono che la crescita del colosso dei chip, reduce da una serie di sei trimestri esplosivi, prosegua, ma le aspettative sono così elevate che basterebbe poco per deluderle.
Con il titolo vicino ai massimi storici «un trimestre forte probabilmente non sarà sufficiente», avverte Lale Akoner, global markets strategist di eToro. «Il segnale più importante sarà la capacità del management di riaffermare la roadmap a lungo termine di Nvidia, ancorata a Rubin e alla Blackwell di nuova generazione (le infrastrutture AI di punta del gruppo, ndr)».
Una performance non soddisfacente di Nvidia potrebbe trascinare al ribasso i principali indici statunitensi, a partire dall’S&P 500 di cui la società di Jensen Huang rappresenta da sola circa il 7,5% della capitalizzazione.
Le stime del consenso Lseg indicano un fatturato di circa 46 miliardi di dollari nel trimestre di riferimento (per Nvidia il secondo dell’anno fiscale 2026) con un aumento del 53% rispetto allo stesso periodo dell’ultimo esercizio. «Anche se i dati intra-trimestrali recenti suggeriscono un risultato più vicino ai 47-48 miliardi, sostenuto da margini lordi superiori al 72%», sottolinea ancora Akoner. «Gli utili per azione (eps) sono compresi tra 0,94 e 1 dollaro», aggiunge Saverio Berlinzani, chief analyst di Activtrades.
Gli investitori sperano di ricevere anche qualche delucidazione sull’andamento del business in Cina dopo le ultime tensioni sui chip H20, di cui Pechino starebbe cercando di ostacolare le vendite. «La Cina rimane una variabile significativa», conclude Akoner. «Una ripresa parziale delle spedizioni dei chip H20 potrebbe rappresentare una rilevante fonte aggiuntiva di ricavi con la possibilità di rivedere le previsioni qualora le forniture riprendessero pienamente. Allo stesso tempo, le gpu Blackwell stanno crescendo oltre le attese, spinte dai massicci investimenti degli hyperscaler e dai primi segnali positivi di adozione tra imprese e governi che investono in AI».(riproduzione riservata)