Non solo Banco Bpm. Nel capitale di Miria, la società di gestione del risparmio di Enasarco, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza sarebbero pronte a entrare anche Simest (Cdp), Bonifiche Ferraresi e Ibl Banca, l’istituto specializzato nella cessione del quinto. La volontà della Fondazione presieduta da Patrizia Da Luise, che gestisce la previdenza integrativa degli agenti e dei rappresentanti di commercio, oltre che dei consulenti finanziari è di trovare azionisti per la propria sgr che possano avere con un ruolo di partner industriali per apportare professionalità e magari asset da gestire. Dopo la mossa del Banco Bpm (di cui la stessa Enasarco ha poco più del 3%) che ha rilevato il 5% della capitale della sgr i tre nuovi azionisti sarebbero pronti a prendere un altro pacchetto azionario complessivo del 13%, con la Fondazione che rimarrebbe quindi all’82% e non sono esclusi nuovi arrivi, anche se non a brevissimo termine.
Dalla sgr sono già gestiti asset rilevanti di Enasarco e sono state avviate iniziative con operatori istituzionali. Come il fondo da 100 milioni dedicato a small e medium cap, con Cassa Depositi e Prestiti o il nuovo fondo da circa 45 milioni, ideato con Cdp Venture Capital, per sostenere gli investimenti tecnologici nel comparto sanitario. Enasarco ha poi affidato la gestione del suo grande patrimonio immobiliare alla sgr (2,8 miliardi) e grazie a Miria, la Fondazione ha partecipato a un bando del Comune di Roma per vendere oltre 1.000 alloggi con le prime vendite che avrebbero già generato plusvalenze superiori al 55%.
In Miria c’è poi il Fondo Itaca, dove Enasarco racchiude le sue partecipazioni bancarie, Banco Bpm appunto, e in passato anche Intesa e Blackrock. In banche e finanziari l’ente ha iniziato ad investire due anni fa: 300 milioni che valgono oggi più di 630 milioni con oltre 690 milioni di plusvalenze già realizzate con le vendite. (riproduzione riservata)