Una nuova tecnologia consente di impiantare bioprotesi di valvola polmonare autoespandibili, in grado di adattarsi meglio all'anatomia di bambini e ragazzi con cardiomiopatie congenite. Questo sistema ha ottenuto l'autorizzazione CE nel maggio scorso ed è già stato utilizzato con successo su due pazienti di 15 e 19 anni nell'Unità di cardiologia interventistica dell'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, quale primo ospedale europeo. La valvola polmonare è una delle quattro valvole cardiache che ha il compito di assicurare il giusto percorso del sangue, ovvero senza reflussi, verso i polmoni affinché si ricarichi di ossigeno. Alcune cardiomiopatie congenite, come la tetralogia di Fallot, ne compromettono però il funzionamento e rendono necessaria la sostituzione della valvola danneggiata con una protesi.
Oggi la procedura avviene in modo mininvasivo, con l'inserimento trans-catetere di protesi costituite da materiale biologico, ricavato da analoga valvola suina o bovina, trattata e fissata all'interno di un supporto metallico, lo stent. Finora questo stent veniva impiantato mediante un pallone introdotto attraverso il catetere: gonfiandosi il pallone allarga lo stent e consente il posizionamento della valvola. Questa tecnica balloon expandable ha permesso però di trattare solo il 20% circa dei pazienti in quanto il pallone può raggiungere dimensioni da 16 a 29 millimetri circa, mentre lo spazio in cui inserire la protesi risulta spesso più ampio per vari motivi fra cui la malattia o per gli interventi già subiti. Con la nuova tecnologia self-expandable valve lo stent è invece autoespandibile e riesce a raggiungere diametri maggiori, fino a 36 millimetri circa, aumentando notevolmente il numero dei soggetti candidabili al trattamento.
Per la selezione dei pazienti, oltre a risonanza magnetica e tomografia computerizzata, un ruolo rilevante è occupato dalla tecnologia 3D. La ricostruzione dell'immagine a livello tridimensionale consente infatti di evidenziare i punti della parete del cuore e dell'arteria polmonare sui quali la valvola appoggerà. La simulazione al computer dell'intervento, inoltre, utilizza un algoritmo che elabora i dati dello specifico paziente e permette così di anticipare gli eventuali problemi che potrebbero verificarsi, pianificando al meglio la procedura. (riproduzione riservata)