L'azionario milanese chiude in lieve calo la prima seduta della settimana: -0,22% a 43.259 punti il Ftse Mib.
Sul fronte dei dati macroeconomici, il settore manifatturiero cinese è scivolato in territorio di contrazione a novembre, attestandosi a 49,9 punti rispetto ai 50,6 di ottobre. Si tratta della prima contrazione sotto i 50 punti punti dell'indice dallo scorso luglio. Passando al Giappone, il Pmi manifatturiero nipponico è salito a 48,7 a novembre rispetto a 48,2 di ottobre, segnando il ritmo meno grave di deterioramento (sotto i 50 punti) degli ultimi tre mesi.
Quanto all'Eurozona, il settore manifatturiero si è indebolito a causa di segnali di una nuova frenata della domanda. A novembre il Pmi manifatturiero redatto da S&P Global è infatti diminuito nuovamente al di sotto della soglia dei 50 punti dopo la crescita del mese precedente. La lettura è scesa a 49,6 punti. Passando agli Stati Uniti, il Pmi manifatturiero a novembre è sceso dai 52,5 del mese precedente a 52,2 punti, mentre l'indice Ism manifatturiero, sempre relativo al mese scorso, è calato a 48,2 punti (48,7 a ottobre, 49 punti la stima del consenso).
A piazza Affari ancora vendite su B.Mps, che ha lasciato sul terreno il 2,87%. Tra gli industriali giù Leonardo Spa (-2,62%) e Prysmian (-1,72%), mentre prosegue il trend positivo di Technoprobe (+2,05% a 12,92 euro). Il titolo a inizio novembre scambiava in area 9,3 euro. In flessione del 10,36% Unidata, il cui cda ha approvato l'aggiornamento del piano industriale di gruppo con estensione dei target al 2028. Debutto positivo, infine, sull'Egm per Kaleon, in progresso del 9,1%.
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