Novartis rafforza il suo portafoglio nelle malattie rare. Il colosso farmaceutico svizzero ha annunciato il 26 ottobre l’acquisizione della società biotecnologica statunitense Avidity Biosciences. Un deal del valore di 12 miliardi di dollari, la più grande acquisizione del gruppo da oltre un decennio: gli permette di aggiungere al suo portafoglio diversi potenziali farmaci di grande successo, mentre aumenta la concorrenza dei generici per i suoi prodotti di punta (tre farmaci entro fine anno perderanno la protezione del brevetto, incluso il più venduto per l'insufficienza cardiaca, Entresto).
Con quest’operazione, il gruppo acquisirà la piattaforma Antibody Oligonucleotide Conjugates di Avidity, progettata per colpire le malattie neuromuscolari di origine genetica. La società (capitalizza 6,7 miliardi di dollari circa) sta, infatti, sviluppando farmaci sperimentali per il trattamento di malattie rare, tra cui una malattia neuromuscolare nota come distrofia miotonica di tipo 1. Tre suoi farmaci dovrebbero essere lanciati prima del 2030, due dei quali con un vendite attese per miliardi di dollari. Grazie a quest’operazione Novartis ha aumentato la sua previsione di crescita media annua delle vendite per il periodo 2024-2029 dal 5% al 6%.
Un’acquisizione strategica, ma a cara prezzo. Infatti, Novartis pagherà 72 dollari per azione in contanti, con un premio del 46% rispetto al prezzo di chiusura di Avidity di venerdì 24 ottobre (+62% rispetto alla media dei prezzi degli ultimi 30 giorni). Una mossa audace per il ceo di Novartis, Vas Narasimhan, che in passato si era concentrato su acquisizioni di dimensioni più contenute, inferiori a 5 miliardi di dollari. Ma è anche la risposta ai dazi del 39% dell’amministrazione Trump sulla Svizzera che hanno portato le aziende farmaceutiche a investire diversi miliardi di dollari negli Stati Uniti.
«La piattaforma pionieristica AOC di Avidity per le terapie a Rna e i suoi asset in fase avanzata rafforzano il nostro impegno nel fornire medicinali innovativi, mirati e potenzialmente primi nella loro classe per trattare gravi malattie neuromuscolari progressive», ha sottolineato l’ad Narasimhan. «Non vediamo l'ora di sviluppare questi programmi per cambiare in modo significativo il decorso delle malattie per i pazienti».
L’accordo si inserisce in una nuova ondata di fusioni e acquisizioni nel settore biotecnologico, in cui le grandi aziende farmaceutiche acquistano produttori più piccoli dotati di tecnologie innovative per compensare il calo dei ricavi dovuto alla scadenza dei brevetti dei farmaci più datati. A settembre, infatti, Novartis ha acquisito Tourmaline Bio per 1,4 miliardi di dollari.
La biotech con sede a New York sta sviluppando un trattamento promettente per ridurre l’infiammazione sistemica, una delle principali cause delle malattie cardiovascolari. Prima ancora ad aprile ha comprato la biotech statunitense Regulus Therapeutics per 1,7 miliardi e all’inizio di quest’anno ha ampliato il suo portafoglio di cardiologia con l’acquisizione della statunitense Anthos Therapeutics per 3,1 miliardi per ottenere un farmaco preventivo contro l’ictus.
Ultimo dettaglio del nuovo deal. Prima della chiusura dell’accordo, Avidity prevede di separare i suoi programmi di cardiologia di precisione in fase iniziale in una nuova società chiamata SpinCo, parte della quale potrebbe essere venduta a terzi, ha precisato Novartis. Gli azionisti di Avidity riceveranno un’azione SpinCo ogni 10 azioni Avidity possedute e/o proventi in contanti se gli asset o SpinCo stessa saranno venduti prima della chiusura dell’acquisizione da parte di Novartis. L’intera operazione dovrebbe concludersi nella prima metà del 2026, dopo il completamento della separazione.
Il titolo Novartis alla borsa di Zurigo perde lo 0,86% a 103,18 franchi svizzeri dopo aver guadagnato negli ultimi tre mesi un +12,6%. «Riteniamo che l'acquisizione abbia senso dal punto di vista strategico in quanto rafforzerà il franchise neurologico del gruppo, che oggi rappresenta il 9% delle vendite totali, con sinergie commerciali e il patrimonio tecnologico perché Avidity è considerata l'azienda più avanzata nello sviluppo della nuova classe di farmaci Aoc», commenta l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. «Supponendo che i nuovi farmaci possano generare un fatturato annuo aggiuntivo di 2-3 miliardi di dollari entro il 2028-2029, riteniamo che il prezzo pagato da Novartis sia ragionevole. E sul titolo confermiamo il rating buy e il target price a 101,1 franchi». Attualmente il consenso Bloomberg vede 7 rating buy, 14 hold e 6 sell sull’azione con un target price medio sotto la quotazione attuale a 102,45 franchi. (riproduzione riservata)