Non una semplice interlocuzione tra territori, ma il tentativo di costruire una voce comune del sistema economico e produttivo del Nord. Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto avviano una cabina di regia delle regioni del Nord per coordinare le rispettive politiche economiche e industriali e rafforzare il confronto con governo e Commissione europea.
La prima grande iniziativa è stata definita nella giornata del 3 settembre a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, con il lancio del Distretto unico della manifattura del Nord. Il progetto partirà dal censimento e dalla mappatura delle realtà produttive, delle filiere e delle specializzazioni dei cinque territori. Un’area che nel suo complesso rappresenta più della metà del pil italiano e che punta ora a tradurre questo peso economico in una maggiore capacità di incidere sulle politiche industriali nazionali ed europee.
La cabina di regia nasce dopo l’incontro del 30 giugno scorso a Milano tra gli assessori allo Sviluppo economico Andrea Tronzano (Piemonte), Vincenzo Colla (Emilia-Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia) e Massimo Bitonci (Veneto).
L’agenda comprende le aree di accelerazione industriale, le Zone di Innovazione e Sviluppo (Zis), le Zone Logistiche Semplificate (Zls), le Reti innovative regionali (Rir), il rafforzamento delle filiere e le misure a sostegno degli investimenti. L’obiettivo è rendere più efficaci questi strumenti, favorendo nuovi insediamenti e rafforzando quelli già presenti.
Tra le priorità c’è anche l’accesso al credito. Sul tavolo figurano la moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le pmi e gli strumenti necessari a garantire condizioni di finanziamento adeguate in una fase caratterizzata da forti esigenze di investimento e trasformazione industriale.
Particolare attenzione è rivolta alle piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura delle filiere manifatturiere. In questo quadro rientra anche il tema delle certificazioni delle Pmi e delle filiere, considerate uno strumento per rafforzare qualità, affidabilità e capacità competitiva.
Altro asse di lavoro è quello dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Il Nord concentra grandi gruppi, pmi, università e centri di ricerca: la sfida è mettere maggiormente in rete queste competenze e accelerare il passaggio della ricerca ai processi produttivi.
Il coordinamento tra le cinque Regioni punta inoltre a rafforzare la capacità del territorio di attrarre e trattenere talenti, evitando la frammentazione degli interventi e costruendo una massa critica in grado di competere con i principali ecosistemi industriali europei.
La strategia non riguarda soltanto risorse e strumenti finanziari. Un capitolo centrale è quello delle regole europee, a partire dalla revisione del regime degli aiuti di Stato e del de minimis, insieme alla questione del dimensionamento delle imprese.
Nel confronto con Bruxelles rientrano anche gli Ipcei di natura nazionale, destinati a sostenere progetti strategici e tecnologicamente avanzati. L’obiettivo delle regioni è presentare posizioni condivise e proposte più solide rispetto alle singole iniziative territoriali.
Il progetto si è allargato anche al sistema industriale con il coinvolgimento dei presidenti e dei rappresentanti delle Confindustrie regionali. L’intento è trasformare il coordinamento istituzionale in una piattaforma capace di sintetizzare le priorità di territori e imprese.
Il prossimo appuntamento sarà il 23 ottobre a Milano, in occasione del World Manufacturing Forum. Successivamente le cinque regioni intendono chiedere incontri congiunti con governo e Commissione europea. Il Decreto Imprese atteso per ottobre potrebbe rappresentare la prima occasione per portare all’attenzione dell’esecutivo le proposte elaborate dalla cabina di regia. (riproduzione riservata)