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Cinque regioni fanno squadra: nasce il Distretto unico della manifattura del Nord
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Cinque regioni fanno squadra: nasce il Distretto unico della manifattura del Nord

di Giusy Iorlano
03 settembre 2026, 17:10

Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto creano una cabina di regia comune sulle politiche industriali. Primo obiettivo: censire e mappare il distretto. Sul tavolo anche credito, investimenti, innovazione e confronto con Governo e Commissione europea

Non una semplice interlocuzione tra territori, ma il tentativo di costruire una voce comune del sistema economico e produttivo del Nord. Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto avviano una cabina di regia delle regioni del Nord per coordinare le rispettive politiche economiche e industriali e rafforzare il confronto con governo e Commissione europea.

La prima grande iniziativa è stata definita nella giornata del 3 settembre a Torino, nel Palazzo della Regione Piemonte, con il lancio del Distretto unico della manifattura del Nord. Il progetto partirà dal censimento e dalla mappatura delle realtà produttive, delle filiere e delle specializzazioni dei cinque territori. Un’area che nel suo complesso rappresenta più della metà del pil italiano e che punta ora a tradurre questo peso economico in una maggiore capacità di incidere sulle politiche industriali nazionali ed europee.

Una strategia industriale comune

La cabina di regia nasce dopo l’incontro del 30 giugno scorso a Milano tra gli assessori allo Sviluppo economico Andrea Tronzano (Piemonte), Vincenzo Colla (Emilia-Romagna), Alessio Piana (Liguria), Guido Guidesi (Lombardia) e Massimo Bitonci (Veneto).

L’agenda comprende le aree di accelerazione industriale, le Zone di Innovazione e Sviluppo (Zis), le Zone Logistiche Semplificate (Zls), le Reti innovative regionali (Rir), il rafforzamento delle filiere e le misure a sostegno degli investimenti. L’obiettivo è rendere più efficaci questi strumenti, favorendo nuovi insediamenti e rafforzando quelli già presenti.

Credito e competitività delle pmi

Tra le priorità c’è anche l’accesso al credito. Sul tavolo figurano la moratoria dei mutui, il Fondo Centrale di Garanzia per le pmi e gli strumenti necessari a garantire condizioni di finanziamento adeguate in una fase caratterizzata da forti esigenze di investimento e trasformazione industriale.

Particolare attenzione è rivolta alle piccole e medie imprese, che costituiscono l’ossatura delle filiere manifatturiere. In questo quadro rientra anche il tema delle certificazioni delle Pmi e delle filiere, considerate uno strumento per rafforzare qualità, affidabilità e capacità competitiva.

Innovazione, ricerca e talenti

Altro asse di lavoro è quello dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Il Nord concentra grandi gruppi, pmi, università e centri di ricerca: la sfida è mettere maggiormente in rete queste competenze e accelerare il passaggio della ricerca ai processi produttivi.

Il coordinamento tra le cinque Regioni punta inoltre a rafforzare la capacità del territorio di attrarre e trattenere talenti, evitando la frammentazione degli interventi e costruendo una massa critica in grado di competere con i principali ecosistemi industriali europei.

Il confronto con Bruxelles

La strategia non riguarda soltanto risorse e strumenti finanziari. Un capitolo centrale è quello delle regole europee, a partire dalla revisione del regime degli aiuti di Stato e del de minimis, insieme alla questione del dimensionamento delle imprese.

Nel confronto con Bruxelles rientrano anche gli Ipcei di natura nazionale, destinati a sostenere progetti strategici e tecnologicamente avanzati. L’obiettivo delle regioni è presentare posizioni condivise e proposte più solide rispetto alle singole iniziative territoriali.

Regioni e imprese allo stesso tavolo

Il progetto si è allargato anche al sistema industriale con il coinvolgimento dei presidenti e dei rappresentanti delle Confindustrie regionali. L’intento è trasformare il coordinamento istituzionale in una piattaforma capace di sintetizzare le priorità di territori e imprese.

Il prossimo appuntamento sarà il 23 ottobre a Milano, in occasione del World Manufacturing Forum. Successivamente le cinque regioni intendono chiedere incontri congiunti con governo e Commissione europea. Il Decreto Imprese atteso per ottobre potrebbe rappresentare la prima occasione per portare all’attenzione dell’esecutivo le proposte elaborate dalla cabina di regia. (riproduzione riservata)



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