Non è solo un premio: come Cartier sta costruendo una nuova economia al femminile
Da Milano a Bangkok, Cartier Women’s Initiative celebra 20 anni sostenendo oltre 500 imprenditrici con un modello che unisce fondi, formazione e networking, trasformando la leadership femminile in un motore concreto di crescita e impatto globale
«Quando hanno i mezzi per dirigere, innovare e creare, le donne possono plasmare il futuro». È da questo principio che Cartier, maison d’alta gioielleria francese, da vent’anni offre riconoscimento e sostegno a imprenditrici promettenti attraverso Cartier Women’s Initiative (CWI). L’iniziativa, avviata nel 2006 e interamente finanziata dalla maison, si è ampliata nel tempo: da progetto di supporto alle donne è diventata una comunità globale capace di generare un impatto concreto e un’autentica forza trasformativa.
Milano: l’epicentro del cambiamento
Lo scorso 1° aprile Milano ha ospitato i Cartier Dialogues, una serie di conversazioni dal titolo Women Lighting the Path, pensate per celebrare il ventennale del programma e approfondire il ruolo delle alleanze interdisciplinari come motore del progresso globale. La prima sessione, The Women’s Nexus: Futureproof Progress through Cross-Sector Alliances, ha riunito figure di rilievo come Amal Clooney, co-fondatrice della Clooney Foundation for Justice, e Monica Lucarelli, Assessora del Comune di Roma. Sotto la moderazione di Cyrille Vigneron, il dialogo ha messo in luce quanto la collaborazione tra ambiti diversi, dal diritto alle istituzioni pubbliche, sia decisiva per costruire un cambiamento duraturo nell’uguaglianza di genere.

Il confronto si è poi esteso al mondo della creatività con il panel Italian Design Maestras: Innovations with Purpose. Maria Porro, Elena Salmistraro e Cristina Celestino hanno raccontato come il design possa superare la dimensione estetica per affrontare questioni sociali, culturali e ambientali. Un approccio che dimostra come l’imprenditorialità d’impatto non riguardi solo la tecnologia, ma ogni ambito in cui la leadership femminile introduce una visione inclusiva e sostenibile.

Dalla premiazione alla Fellowship: una comunità permanente
Ciò che distingue CWI da altri premi è il concetto di fellow. Le imprenditrici selezionate non sono semplici vincitrici, ma entrano a far parte di una comunità oggi composta da oltre 520 leader attive provenienti da quasi 80 Paesi. Questa rete rappresenta uno spazio fondato su solidarietà e ispirazione reciproca. Durante i Dialogues milanesi, tre delle 30 fellows europee dell’edizione 2026 hanno condiviso la loro visione: Hahyeon Park (Omena Technologies), impegnata a trasformare l’approccio alla menopausa attraverso soluzioni digitali personalizzate; Angela Ursem (Food for Skin), promotrice di una skincare naturale basata su economia circolare e trasparenza; Elise Thorel (Marie Curry), che utilizza la gastronomia come strumento di integrazione per donne immigrate e rifugiate. Tre percorsi diversi, uniti da una stessa visione: costruire un futuro più equo e consapevole.

Un modello di supporto olistico
In vent’anni, CWI ha costruito un sistema di sostegno che va ben oltre il semplice contributo economico, articolandosi in un approccio realmente integrato. Accanto ai finanziamenti, fino a 100.000 dollari per le prime classificate, 60.000 per le seconde e 30.000 per le terze, per un totale di oltre 14,1 milioni erogati, il programma investe in modo significativo sul capitale umano. Grazie alla partnership con Insead, le fellows accedono al Women’s Impact Entrepreneurship Programme, che combina coaching esecutivo, formazione personalizzata e un’attenzione concreta al benessere individuale.

A questo si aggiunge una dimensione spesso decisiva: il capitale sociale. Visibilità internazionale, opportunità di networking e un contributo economico dedicato al supporto genitoriale, pensato per le madri con figli piccoli, contribuiscono a creare un ecosistema realmente abilitante. I risultati confermano la solidità di questo modello: il 66% delle aziende è ancora attivo e il 76% ha registrato una crescita dei ricavi dopo la partecipazione al programma.
Verso Bangkok e il futuro: il bando 2027
Mentre l’attenzione si concentra sulla cerimonia del 2026, prevista il 10 giugno a Bangkok, Cartier guarda già oltre. La capitale thailandese, hub dinamico di innovazione, ospiterà l’annuncio delle vincitrici finali. Per chi guarda al futuro, la data chiave è il 16 aprile 2026 alle ore 14:00 (CEST), quando aprirà il bando per l’edizione 2027, con candidature fino al 16 giugno 2026. Il programma è rivolto a imprese femminili con un forte impatto sociale o ambientale e prevede dieci riconoscimenti, tra cui il prestigioso Science & Technology Pioneer Award. In definitiva, Cartier Women’s Initiative non è solo un premio, ma un ecosistema che alimenta il talento collettivo. Le sue protagoniste non si limitano a guidare aziende: stanno ridefinendo i modelli economici, proteggendo la biodiversità e ampliando l’accesso alla salute, dimostrando come la leadership femminile sia oggi una leva essenziale per un progresso davvero inclusivo e resiliente. (Riproduzione riservata)
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