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Non chiamatela pausa pranzo: a Milano è un affare di gola

Scordatevi la classica schiscèta da mangiare davanti al computer. Oggi sempre più ristoranti propongo business lunch da veri gourmet. Ecco otto indirizzi da provare al rientro dalle vacanze

di Chiara di Paola
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Finita l’era dei tramezzini consumati velocemente al bancone dei bar o del take away recapitato direttamente davanti al computer dell’ufficio, a Milano la pausa pranzo ha vissuto una rivalutazione che l’ha trasformata in un’esperienza gourmet a tutti gli effetti, nonché in un format di ristorazione capace di appagare qualsiasi palato e tutte le tasche. Ecco le otto migliori proposte in città.

1. Ratanà e la schiscèta milanese in versione raffinata

Non chiamatela pausa pranzo: a Milano è un affare di gola

Il ristorante Ratanà,  in via Gaetano de Castillia, è stato una delle prime realtà milanesi (o persino italiane) a distinguersi per contribuire alla promozione di una cultura gastronomica sostenibile. Qui lo chef Cesare Battisti propone una cucina milanese e lombarda in chiave contemporanea, a partire dalla Schiscèta, il format di business lunch (disponibile dal lunedì al venerdì) che prende il nome dal tradizionale contenitore utilizzato dai lavoratori lombardi del Novecento per portarsi il pranzo da casa.

Non chiamatela pausa pranzo: a Milano è un affare di gola

La formula di Ratanà prevede un piatto unico diverso ogni giorno, accompagnato da un calice di vino, acqua e caffè (al costo di 24 euro), da gustare all’interno di una palazzina Liberty, già deposito delle ferrovie Garibaldi, in giardino o al bancone, realizzato con il marmo del Duomo ritrovato nel laboratorio di un artigiano milanese.

2. L’Alchimia: creatività “al quadrato” che si rinnova ogni settimana

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Con il suo soffitto a travi, i pavimenti in parquet, le pareti con mattoni a vista decorate con quadri colorati dal forte carattere, i tavoli nudi in legno massello e le sale riservate perfette per un pranzo di lavoro, L’Alchimia, in viale Premuda, è un ristorante dalla grande personalità, moderno, ma accogliente a tutte le ore del giorno, con una cucina creativa, contemporanea e sorprendente, ma pensata per soddisfare i gusti e le esigenze di qualsiasi ospite.

Non chiamatela pausa pranzo: a Milano è un affare di gola

A pranzo, dal lunedì al venerdì, la proposta dello chef Giuseppe Postorino si declina nel format Business Lunch 2+2: una selezione di 4 portate che combina 2 creazioni dello chef e 2 invenzioni della brigata e varia settimanalmente, spaziando tra grandi classici della cucina milanese, piatti familiari della tradizione italiana e nuove sperimentazioni, sempre preparati con ingredienti ricercati, freschi e di qualità. Si può scegliere tra un solo piatto (a 20 euro) o due portate (a 34 euro), con coperto, acqua e caffè inclusi nel prezzo e opzioni vegetariane sempre disponibili.

3. El Porteño Gourmet e il fascino della parrilla argentina

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El Porteño Gourmet in Via Speronari 4 è l’unico dei locali milanesi di proprietà della Dorrego Company che permette di gustare anche a pranzo l’autentica cucina di Buenos Aires grazie al nuovo business lunch firmato dallo chef Matteo Torretta. L’offerta varia ogni due settimane e include due portate a scelta tra una selezione di starter e una lista di main course, tra cui alcuni piatti coerenti con la tradizione argentina della parrilla, altri fedeli alla cucina milanese (come il Risotto con zafferano e riduzione di carne) e altri più internazionali (anche vegani o di pesce). Il prezzo fisso di 35 euro è comprensivo anche acqua, caffè e coperto; ma come extra è possibile ordinare uno dei dessert presenti in carta, come il celebre Tiramisù al Dulche de Leche, il Flan Casero alla vaniglia e dulche de leche o El Bolsón (gelato di stagione fatto in casa, servito dall’iconico carrello e composto al tavolo con topping e praline).

4. Giardino Cordusio: un vivaio di lusso dall’anima internazionale

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Situato al piano terra di Palazzo Cordusio del Beltram, Giardino Cordusio è un elegante cocktail bar che offre anche la possibilità di pranzare immersi in un suggestivo salotto che è anche un giardino segreto, nel cuore della Metropoli. La proposta à la carte realizzata dallo chef Andrea Nani (disponibile tutti i giorni dalle 12 alle 15) rivisita i piatti classici della cucina italiana in chiave contemporanea e internazionale e in clude portate signature come i Ravioli cacio e pepe con anatra affumicata, il Vitello Tonnato, il Truffle Club (con prosciutto cotto, provola dolce, tartufo nero uncinato, maionese al tartufo), il Club Sandwich Vegetariano (con melanzane rosse marinate, Pecorino di Penza e maionese di pomodori essiccati). Il tutto da abbinare ai cocktail della drink list firmata da Giancarlo Mancino o a una delle oltre 1.200 bottiglie presenti in cantina.

5. Linfa da Visionnaire: il tempio della cucina veg

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Nato da una costola del ristorante Linfa di via Bergognone, Linfa da Visionnaire in piazza Cavour è il primo concept restaurant completamente vegetale che porta la cucina naturale, plant-based e biologica e 100% senza glutine all’interno dello showroom del celebre brand di interior design Made in Italy. Il risultato è un locale di design, armonioso e intimo, con materiali di pregio, pareti curve e arredi nella rilassante tonalità Mocha Mousse (Pantone dell’anno). La formula per il pranzo (dal lunedì al venerdì) si basa su una menù fisso (2 portate a 25 euro, 3 portate a 30 euro, sempre con acqua e coperto inclusi), che comprende anche alcuni piatti classici della cucina italiana rivisitati in chiave vegetale (come la Cashew & Pepe, con crema di anacardi, pepe nero di Lampon, e “parmigiaNO”). In alternativa resta disponibile la carta, con la sua vasta offerta e un’interessante selezione di sushi vegano con riso italiano, verdure e pesce plant based.

6. Da Wabi, la raffinatezza dell’Orientale in scatola

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Per gli amanti dei gusti orientali, non mancano soluzioni di cucina cinese e giapponese di livello, pensate apposta per il pranzo. Da Wabi Restaurant (in via Carlo de Cristoforis 2, a pochi passi da Piazza Gae Aulenti e Corso Como) la proposta business lunch si ispira al pranzo tipico degli uomini d’affari giapponesi e include una vasta selezione di “Bento Box”, eleganti scatole di legno che contengono sempre un Donburi (una ciotola di riso al vapore) e/o una zuppa di miso, a cui vengono abbinati antipasti del giorno, Dim sum o Gyoza, diversi pezzi di sushi o sashimi, contorni e salde (il prezzo varia da 20 a 50 euro, esclusi le bevande e il coperto (di 3,50 euro).

7. Seta: il gusto delle due stelle Michelin in un’ora

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Bastano 60 minuti per vivere un’esperienza degna di una cucina stellata? Da Seta, il ristorante due stelle Michelin situato all’interno del lussuoso hotel Mandarin Oriental (in via Monte di Pietà18), sì. Lo chef Antonio Guida ha, infatti, da poco firmato una formula pranzo dal menù snello nelle portate e veloce nel servizio, ma anche ricercato, capace di far vivere all’ospite un’esperienza gastronomica completa. Disponibile dal martedì al venerdì (al prezzo fisso di 95 euro) questo business lunch consiste in due portate più un dolce, da gustare entro il limite di un’ora di permanenza a tavola. Il menù cambia spesso, attingendo a rotazione da alcuni signature dello chef (come le Ostriche con patate friggitelli e salsa allo Champagne, l’Anguilla laccata al vino rosso con foie gras e salsa al rosmarino o il Petto di pollo ficatum nelle sue diverse declinazioni) cui si abbinano anche ricette stagionali, sempre ispirate ai gusti mediterranei e alle tecniche classiche, con rivisitazioni contemporanee e accattivanti. L’obiettivo è quello di rendere anche la pausa pranzo un momento gourmet, dimostrando come  anche una singola ora della giornata possa espandersi in un’esperienza indimenticabile.

8. Beefbar: cinque chance tra street food & comfort food

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Brand monegasco, fondato nel 2005 da Riccardo Giraudi e divenuto celebre in tutto il mondo per i suoi i suoi tagli di carne pregiata e la sua proposta internazionale che strizza l’occhio alle nuove tendenze, dal 2023 Beefbar ha portato anche a Milano (all’interno della cappella dell’ex Seminario Arcivescovile di Milano che ospita anche il Portrait Milano Hotel, in corso Venezia 11), la sua identità di steakhouse innovativa e glamour, in cui l’alta cucina si mescola allo street food (e del comfort food) di diverse provenienze, all’interno di un luogo dall’estetica unica, con un design ispirato al gusto milanese degli anni 40 e 60 firmato da Humbert & Poyet. Recentemente eletto come miglior ristorante d’Europa, propone ai suoi ospiti un viaggio sensoriale inaspettato, che si può compiere anche a pranzo, grazie a una proposta pensata ad hoc.

Non chiamatela pausa pranzo: a Milano è un affare di gola

Il menù business lunch si declina in 5 versioni, ciascuna dedicata a un signature dish del locale, preceduto da un antipasto che varia ogni due giorni e da un contorno a base delle celebri patatine fritte servite nel tradizionale padellino di rame (in milanese baslà (o baslòtt). Il prezzo va dai 28 ai 39 euro, con acqua inclusa, a cui si possono aggiungere un calice di vino (10 euro) proveniente dalla nutrita selezione di bottiglie da tutto il mondo (con preferenza per quelle italiane) che compongono la cantina, un dolce (8 euro) e un caffè (3 euro).

(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 27/08/2025 08:18
Ultimo aggiornamento: 29/08/2025 12:14
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